Santàri Fiano di Avellino Docg 2011 Filadoro | Vincitore a Radici del Sud 2017

23/7/2017 1.2 MILA
Santari Fiano di Avellino Docg 2011 Filadoro Vincitore a Radici del Sud 2017
Santari Fiano di Avellino Docg 2011 Filadoro Vincitore a Radici del Sud 2017

di Enrico Malgi

Piccole aziende producono grandi vini, un abusato ossimoro che spesso però riesce ad esprimere un valido concetto di qualità. Tutti sanno che a Lapio, minuscolo borgo irpino  si produce un vino buono da sempre, uno dei bianchi più desiderati d’Italia. Ed è proprio qui che la giovane azienda Filadoro, dei coniugi Pietrantonio Lepore e Giuseppa Filadoro supportati dai loro figli, possiede i vigneti e la cantina, affermando così in chiave moderna l’antica vocazione vitivinicola locale e ribadendo la passione di una famiglia irpina dedita alla cura della propria terra. Appena 6 gli ettari vitati e 40.000 le bottiglie mediamente sfornate ogni anno. Vini che sovente sono fatti oggetto di prestigiosi riconoscimenti. L’ultimo in ordine di tempo è arrivato dalla manifestazione di Radici del Sud 2017, laddove l’etichetta Santàri Fiano di Avellino Docg 2011 ha conquistato un duplice e meritato premio: il primo posto assoluto incassato da parte della giuria dei Wine Writers, insieme con la seconda piazza decretata dai giudici dei Wine Buyers nella categoria del Fiano.

Controetichetta Santari Fiano di Avellino Dpcg 2011 Vincitore a Radici del Sud 2017
Controetichetta Santari Fiano di Avellino Dpcg 2011 Vincitore a Radici del Sud 2017

Cinque mesi di sosta del vino sulle fecce ed affinamento in bottiglia per un altro anno, senza procedere alla filtrazione. Quattordici i gradi alcolici espressi alla fine. La bottiglia è venduta in enoteca intorno ai 20,00 euro.

La vista legge un colore giallo carico, quasi oro, nel bicchiere. Il naso aspira intensi profumi fruttati di albicocca, di pesca, di ananas e di nocciola, accompagnati da note di muschio,  idrocarburi e di mentolo. E poi ancora pregevoli sensazioni odorose di terreno umido, di sali minerali e di boisé. Impatto del sorso sulla lingua subito fresco e morbido e caratterizzato da una polpa setosa. Lo sviluppo  denota un’agilità sorprendente, tesa, dinamica e slanciata, che sfocia poi in purezza fruttata dalla matrice agrumata e nocciolata. Fraseggio elegante e composito, che comunica una spiccata sensualità. Finale intrigante, sontuoso succoso, vitale e persistente. Vino relativamente giovane, con molti anni ancora davanti a sé. Felice connubio con piatti di mare, latticini e carne bianca.

 

Sede a Lapio (Av) – Contrada Cerreto, 19
Tel e fax 0825 982536 – info@filadoro.it . www.filadoro.it
Enologo: Angelo Antonio Valentino
Ettari vitati: 6 – Bottiglie prodotte: 40.000
Vitigni: aglianico, fiano, greco e falanghina

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