Santàri Fiano di Avellino Docg 2011 Filadoro

8/1/2018 2.3 MILA
Santari Fiano di Avellino Docg 2011 Filadoro Vincitore a Radici del Sud 2017
Santari Fiano di Avellino Docg 2011 Filadoro Vincitore a Radici del Sud 2017

Adoro il Fiano in vecchiato, ritengo sia una dei vini bianchi che possono dare le maggiori soddisfazioni per chi ama i vini che vanno in questa direzione. Non è solo una opinoone personae, ormai studi scientifici hanno dimostrato che il vitigno irpino ha precursori di aroma che evolvono con il passare del tempo. Sono ancora pochissimi le aziende che giocano anche su tempo come valore, una di queste è Filadoro, piccola cantina di Lapio che immediatamente ha prodotto il Santari, un Fiano commercializzato non meno di un anno dopo la vendemmia. In attesa che il disciplinare parli finalmente anche di un Fiano di Avellino Riserva, ci godiamo quetso gioiellino del 2011 che abbiamo portato da casa per uno spaghetto natalizio alla colatura di alici di Cetara al Convento. Ancor una volta il Santari conferma la vocazione del Fiano all’invechciamento. Il naso è evoluto e oltre ai sentori piacevoli di frutta bianca matura, rilascia note di macchia mediterranea, di zafferanno in una cornice di idrocarburi. Sembra incredibile, ma questo bianco fa solo acciaio con una vinificazione classica a cui fa seguito un anno di affinamento in bottiglia. Una formula semplice per avere un vino complesso al nasi e appagante al palato.
Un piccolo gioiello irpino, più lo consrvate, più è buono.

 

Scheda del 23 luglio 2017 di Enrico Malgi. Piccole aziende producono grandi vini, un abusato ossimoro che spesso però riesce ad esprimere un valido concetto di qualità. Tutti sanno che a Lapio, minuscolo borgo irpino  si produce un vino buono da sempre, uno dei bianchi più desiderati d’Italia. Ed è proprio qui che la giovane azienda Filadoro, dei coniugi Pietrantonio Lepore e Giuseppa Filadoro supportati dai loro figli, possiede i vigneti e la cantina, affermando così in chiave moderna l’antica vocazione vitivinicola locale e ribadendo la passione di una famiglia irpina dedita alla cura della propria terra. Appena 6 gli ettari vitati e 40.000 le bottiglie mediamente sfornate ogni anno. Vini che sovente sono fatti oggetto di prestigiosi riconoscimenti. L’ultimo in ordine di tempo è arrivato dalla manifestazione di Radici del Sud 2017, laddove l’etichetta Santàri Fiano di Avellino Docg 2011 ha conquistato un duplice e meritato premio: il primo posto assoluto incassato da parte della giuria dei Wine Writers, insieme con la seconda piazza decretata dai giudici dei Wine Buyers nella categoria del Fiano.

Controetichetta Santari Fiano di Avellino Dpcg 2011 Vincitore a Radici del Sud 2017
Controetichetta Santari Fiano di Avellino Dpcg 2011 Vincitore a Radici del Sud 2017

Cinque mesi di sosta del vino sulle fecce ed affinamento in bottiglia per un altro anno, senza procedere alla filtrazione. Quattordici i gradi alcolici espressi alla fine. La bottiglia è venduta in enoteca intorno ai 20,00 euro.La vista legge un colore giallo carico, quasi oro, nel bicchiere. Il naso aspira intensi profumi fruttati di albicocca, di pesca, di ananas e di nocciola, accompagnati da note di muschio,  idrocarburi e di mentolo. E poi ancora pregevoli sensazioni odorose di terreno umido, di sali minerali e di boisé. Impatto del sorso sulla lingua subito fresco e morbido e caratterizzato da una polpa setosa. Lo sviluppo  denota un’agilità sorprendente, tesa, dinamica e slanciata, che sfocia poi in purezza fruttata dalla matrice agrumata e nocciolata. Fraseggio elegante e composito, che comunica una spiccata sensualità. Finale intrigante, sontuoso succoso, vitale e persistente. Vino relativamente giovane, con molti anni ancora davanti a sé. Felice connubio con piatti di mare, latticini e carne bianca.

 

Sede a Lapio (Av) – Contrada Cerreto, 19
Tel e fax 0825 982536 – [email protected] . www.filadoro.it
Enologo: Angelo Antonio Valentino
Ettari vitati: 6 – Bottiglie prodotte: 40.000
Vitigni: aglianico, fiano, greco e falanghina