Slow Wine 2011. La degustazione dei vini con la chiocciola alla Reggia di Venaria, focus Abruzzo e Puglia

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l'ingresso della Real Venaria, sede della degustazione dei vini con la chiocciola

160 aziende tutte riunite nei saloni della splendida Reggia di Venaria, qualche volto conosciuto, ma poi tanti piccoli vignaioli, fuori dagli onori delle cronache delle guide tradizionali, proprio a significare che questa guida è semplicemente DIVERSA, analizza altri parametri da una diversa angolazione come sottolineato stamattina da Burdese e da Carlo Petrini.

Delle regioni “camminate” dal panel di Slow Wine guidato da Luciano Pignataro, abbiamo tanto parlato in questi anni, cii siamo invece “divisi” i compiti per illuminare anche le chiocciole delle altre regioni del sud, Abruzzo, Puglia, Lazio, Molise e Sicilia. A me sono “toccati” Abruzzo e Puglia, due regioni che adoro. Quattro le chiocciole in Abruzzo,  l’unica regione con una forte presidenza di nomi storici, Valentini, che purtroppo non ha inviato nessun rappresentante a prendersi cura del magnifico Montepulciano D’Abruzzo 2006.

Chiara , nipote di Emidio Pepe, il resto della grande famiglia è in vendemmia

Subito di fianco un altra celebrità, i vini di Emidio Pepe, tre annate di montepulciano in degustazione, 2000, 2001 e 2007. Il consueto stile dell’azienda, già apprezzato a Sorrento lo scorso luglio, si conferma alla grande in questi vini che seguono un processo di vinificazione naturale, vasche di cemento e lunghissimo affinamento in bottiglia. Sentori di forte evoluzione pper le annate 2000 e 2001, potente freschezza  del frutto, grande vivacità di colore per la 2007, da poco immessa sul mercato.

Luigi Cataldi Madonna, ancora un nome storico in Abruzzo

Pecorino igt 2009 e due montepulciano per Cataldi Madonna: molto buono il Pecorino 2008 – l’azienda lascia affinare i vini in bottiglia almeno 12 mesi prima dell’immissione al consumo.  Profumi evoluti e minerali ” da riesling”, colore giallo paglierino con brillanti e vivaci riflessi dorati segno di freschezza e longevità. In bocca è un capolavoro di corrispondenza gusto olfattiva e persistenza aromatica, l’oscar degli assaggi per oggi. Peccato anche per Praesidium da Prezza, anche per loro nessuno a rappresentare l’azienda e il vino abbandonato sul banco.

In pochi passi raggiungo la Puglia, ci sono tutti i vitigni simbolo della regione, mi fermo da Giancarlo Ceci ad Andria, Doc Casteldelmonte, da sempre a conduzione biologica. Assaggio un bombino bianco in purezza, prodotto base, solo acciaio, beeelo fresco, fruttato e con una sorprendente sapidità. 13 gradi alcolici, non si avvertono per nulla.  Due i rossi, base Nero di Troia, mi racconta l’enologo interno Sebastiano Mattuozzo, Parcogrande è un interessante uvaggio:60% Nero di Troia, 20% Montepulciano, 20%aglianico.Vinificata solo in acciaio, l’annata 2009, presenta un frutto importante, una buona freschezza e sentori già all’inizio dell’evoluzione con sniffate di speziatura.I tannini sono fini e promettono buona evoluzione con ulteriore riposo in bottiglia. Parco Marano è invece la selezione, nero di troia in purezza, passaggio in legno leggero, aromatico, complesso, con note speziate eleganti e tannini già morbidi ma non marmellatosi.

Sebastiano Mattuozzo enologo interno all'azienda.

I Pàstini – Locorotondo, sono una “carta conosciuta” per me, incontro Enzo Carparelli, riassaggio con piacer ele annate correnti della Verdèca e del Fiano Minutolo, Rampone, che, dalla vendemmia 2010 si chiamerà solo Minutolo, perchè si è capito che si tratta di un vitigno che non ha niente a che fare con il fiano, nè dal punto ampelografico, nè da quello organalettico. Entrambi sono freschi, decisamente sapidi, aromatici, strepitoso il rapporto qualità – prezzo. nel 2011 il Rampone avrà raggiunto le sei vendemmie, Carparelli mi preannuncia una verticale…

Il rosso aziendale è un Primitivo 2007 – Arpàgo – vinificato solo in acciaio esce dopo quasi 2 anni di affinamento solo in vetro, rimango colpita dalla freschezza mista alla sapidità, al naso elegante speziatura, note di pepe nero. Il palato è pieno e lungo, i 14 gradi di alcool non si percepiscono affatto. Questo è un vero affare, meno di 5 euro franco cantina, io ne farei scorta.

I Pàstini - Enzo Carparelli

Di fianco a I Pàstini,  ritrovo il mitico Graticciaia di Agricole Vallone nel cuore del Salento, due i vini in degustazione: Vigna Castello 2007, interessante blend di Negroamaro al 70% e Susumaniello al 30%. Potente il frutto, maturo con sentori già evoluti, in retro olfazione avverto sapidità e speziatura. Del Graticciaia si tanto detto e scritto, assaggio il 2006 campione di intesità e complessità in tutti sensi, bellissima speziatura, pepe nero, liquirizia, cacao.

Donato Lazzari - Agricole Vallone

Passo a Polvanera — Gioia del Colle, qui Filippo Cassano, titolare ed enologo dell’azienda, lavora dal 2004 in regime biologico tra vigne piu’ recenti e vigne ad alberello di oltre 60 anni. Assaggio anche qui il Fiano minutolo “Auva” 2009, aromatico, con belle note di muschio e poi il Primitivo 17, chiamato così per la notevole gradzione alcolica che non si percepisce affatto ben fusa con freschezza e tannini ben dosati. Cassano produce anche un ottimo Aleatico dolce naturale.

Filippo Cassano viticoltore simbolo di Polvanera

dii fianco a Cassano, incontro ancora un’azienda molto conosciuta, il Viticoltore Gianfranco Fino con sua moglie Simona, l’azienda è a Lama, due vini Es Primitivo 2006 e Jo Negroamaro 2008, lo stile è un misto tra innovazione e tradizione , più sbilanciato verso quest’ultima. La passione della coppia Fino traspare a libro aperto, girano il mondo, validissimo esempio ch eper testimoniare vini e territori il vino deve “avere le gambe” lunghe e fare migliaia di kilometri.

Simona Fino al banco, Gianfranco al solito è in giro per relazioni

Chiudo in magnifica dolcezza con il Primitivo dolce naturale di Attanasio, qui Luca e suo fratello Alessandro, hanno ripreso i vigneti di faamiglia, lasciando gli studi universitari e dedicandosi anima e corpo ai vigneti che segue anche enologicamente. Il vino è davvero un campione didattico fresco e dolce allo stesso tempo, per niente stucchevole, ben abbinabile a dolci e formaggi. due giovani simbolo della nuova agricoltura di giovani che è alla base della nuova agricoltura italiana, quella descritta da Slow Wine.

luca Attanasio - manduria

di Giulia Cannada Bartoli