Sono al top su Tripadvisor!” “Ma davvero? E te ne vanti pure???

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Tripadvisor? No comment

di Marco Lungo

Amici, stavolta non ce l’ho fatta. Nonostante stia ancora smaltendo i muort e stramuort dei sedicenti “Gelatieri Artigianali” ed avessi deciso, per questa settimana, di trattare tutt’altro argomento, oggi una cosa che il grande Angelo Iezzi che è, per chi non lo sapesse, il padre di tutte le moderne tecniche di pizza in teglia, ha condiviso con me e mi ha fatto saltare sulla sedia e cambiare programma.

Sono certo che altri ne abbiano già parlato, però lo voglio fare anche io, con quella che è la mia memoria storica. Vedete, carissimi, la questione Tripadvisor è molto calda e molto discussa.

Tutto sommato, l’intento è buono: ho un sito dove posso dire come sono stato in un posto, lo scrivo, lascio lì la mia testimonianza. Non male, no? All’estero funziona da qualche anno prima di noi, poi ha cominciato a dilagare anche qui da noi. Certo, dilagare. Perché noi siamo 56 milioni di allenatori di calcio, 56 milioni di Presidenti del Consiglio, 56 milioni di Amministratori Delegati della Fiat e, da qualche anno, siamo anche 56 milioni di enogastronomi. Deve essere questa messe di mestieri che fa dire a qualcuno che la disoccupazione non c’è e che non c’è la crisi.

Benedetta Parodi

Su questo, ci si sono aggiunte un mare di trasmissioni di cucina. Porca miseria, dopo il calcio non c’è quasi altro in programmazione. Al limite, solo cose di promozione di giovani “talenti” musicali o litigi del volgo, sempre gestiti dalla Maria De Filippi, reggono il passo. Per il resto, cucina. E che cucina. Una cosa da non credere, per chi ci sta un po’ dentro. Non voglio entrare nei particolari delle singole trasmissioni, magari lo faremo un’altra volta perché anche la falsità di queste merita delle attenzioni particolari, però rimaniamo sul tema Tripadvisor in Italia. Amici, che cosa incredibile.

Vedete, tanti anni fa, proprio qui a Roma, un antesignano di molte iniziative internet, aprì un sito, si chiamava Menù di Roma, luì è Giovanni Antinori, un visionario. Grazie a quel sito, molti di noi sono diventati oggi dei professionisti del settore, perché abbiamo avuto modo di scambiare una serie di criteri di valutazione dei posti, affinare il palato, direi soprattutto farci prendere da una passione, per poi disperderci chi nel nulla, chi in una professione vera e propria per il food, passando anche a Guide rinomate. Personalmente ho seguito questa strada, e gliene rendo ancora grazie.

Anche allora, parliamo di 14-15 anni fa per capirsi, c’era il problema delle recensioni false. Recensioni di un paio di righe, tipo “Ci siamo stati ieri sera, tutto uno schifo, non andateci” che, per l’epoca, erano già un qualcosa di negativo che usciva sulle prime ricerche di Internet. Noi, più o meno un gruppo affiatato che ancora oggi si tiene in contatto, scattavamo subito ad indicare che la recensione era falsa. Bastava? No. Così come non bastava distruggere quella assolutamente entusiastica del tipo: “Ci siamo stati ieri sera, servizio ottimo, roba buonissima, lo consiglio vivamente!”. Lo schifo smaccato dell’autorecensione del locale.

Menù di Roma non era un’opera di beneficienza. Era un sito in cui il bravo Antinori offriva (ed offre) servizi di maggiore visibilità, a fronte di un pagamento. Normale. E, a parte questo, devo dire che, rileggendolo oggi, c’è una memoria storica di quello che è successo nei maggiori locali di Roma per più di un decennio.

Ora, porca miseria, sbarca e dilaga Tripadvisor.

Il concetto è pressoché uguale, però non ha tenuto in conto che qui ci sono gli italiani.

Italiani. I famosi 56 milioni di tutto.

Devo grazie a chi mi ha portato a capire e saper fare delle recensioni accurate e critiche in questi quindici anni, ci ho messo molto e non sono ancora arrivato alle vette di alcuni. Non sto in mezzo ai 56 milioni di tutto, per tanti motivi che voi amici conoscete bene, per cui se scrivo una cosa di un locale, sembra difficile che non la condividiate anche voi.

Adesso, che so che alcuni di noi sanno sicuramente fare delle recensioni serie, inclusi i soliti marchettari che, per un pasto gratis, scrivono lodi che neanche non so per chi (ma questo è un altro capitolo da trattare), però penso sempre a chi ha messo la propria passione per migliorare questa capacità di analisi e di descrizione a parole, perché è anche necessario un saper bel scrivere, no?

Saper descrivere bene un locale, il cibo, il servizio, come si sta. Il lavoro totale del Ristoratore, insomma.

E chi ti arriva? La classica italianata.

Il nuovo spazio di tripadvisor

www.recensionitripadvisor.it

Ve lo dovete leggere bene. A me non frega nulla se farà proseliti o meno, anche grazie a questa pubblicità. Clienti, amici, dovete capire che Tripadvisor, almeno in Italia, è una cosa falsata. Posso pagare per mandare su o giù un locale. Lo fanno in maniera sfacciata. Dovete leggere bene per capire cosa siamo arrivati a fare. E, a questo, dovete aggiungere i 56 milioni di italiani improvvisamente critici enogastronomici, non ve li dimenticate, eh? Scrivono su Tripadvisor, sono tutti Bastianich o Cracco della situazione, e non sanno distinguere un precotto dal fresco, una pizza di semilavorato da una fatta con farine vere, per lasciar perdere il pesce dove c’è proprio il Far West.

Quando Angelo Iezzi mi ha passato questa cosa, che magari sarà anche vecchia, a me è presa proprio la rabbia. So che la mia capacità di valutare un locale è di un certo tipo, non avrei collaborato con Guide ed essere un Giudice di Gara, però questo vanifica qualsiasi sforzo, di tutti. Che senso ha produrre qualità quando un concorrente paga ed ottiene 20 recensioni favorevoli? Chi me lo fa fare a me, a scrivere una recensione dettagliata e precisa, quando poi me ne trovo 20 che mi sotterrano? Nessuno. E’ uno schifo incredibile, amici. Non so che cosa ne pensiate voi, voglio leggere i vostri commenti e parlare, perché questa è una cosa assurda. Siamo andati “oltre”. Questo è lo svalicamento esplicito della morale.

Io sono per far chiudere questo sito.

Concorrenza sleale.

In Italia esiste una legge per la Class Action, molti Ristoratori potrebbero aderire.

Il guaio è che, alla fine, parecchi si segneranno l’indirizzo del sito.

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51 commenti

  • Marco Lungo

    (26 agosto 2013 - 09:34)

    Amici, detto e successo. Il sito da oggi è “stranamente” fuori servizio.

    Che cosa buffa, eh?

    Parliamone lo stesso, però. Intanto vedo se lo ritrovo in qualche cache dei motori di ricerca.
    Offrivano a 450 euro 20 recensioni garantite su Tripdavisor.
    I pacchetti arrivavano a 600 euro.
    Per me, da menargli e basta.
    Non so che ne pensiate voi.

    • Leo Chef

      (27 agosto 2013 - 11:22)

      ciao Marco,
      ho letto adesso il tuo articolo, e in questo momento il tuo link al sito funziona. Funziona eccome…

    • Giovanni Puglisi

      (28 agosto 2013 - 12:17)

      Salve Marco,

      il link è funzionante. Esplicito o sommerso, lo schifo permane: la corruzione già esistente in ogni anfratto quotidiano dilaga nel virtuamondo, mediata dall’inesistenza del senso critico italiano (cui sintomo è la critica petulante, il dire la propria senza senno con la ‘c’ che più minuscola non si può: metti a Cassano! Con la C maiuscola, urlata, forte).

      Cosa possiamo fare secondo te? Ma soprattutto: considerato che i destinatari delle recensioni falsate sono i mittenti duepuntozero delle stesse, bisogna davvero fare qualcosa se questi si vogliono prendere in giro da soli; o piuttosto possiamo limitarci a leggere tra le righe ed evitare trappole?

  • Marco Lungo

    (26 agosto 2013 - 09:46)

    In cache non ne ho trovato nulla, però ho trovato qualcosa di assolutamente simile e deplorevole.

    Una mail in cui un americano (pensa tu… ed io credevo che fossero solo gli italiani!) propone lo stesso servizio con più o meno gli stessi prezzi, il sito è “TripadvisorSuccess”, e questo è il testo tradotto, ripreso dal sito di “Italia a Tavola” che lo ha pubblicato con ovvio sdegno:

    ___________________________________________________

    Osteria della Buona Condotta ha 5 stelle su TripAdvisor!

    Non sarebbe bello essere valutati con 5 stelle su Tripadvisor e avere sempre tutti i tavoli prenotati? Sappiamo che ora hai solo 3.5 Stelle, ma siamo in grado di aiutarti a raggiungere i primi posti su TripAdvisor attraverso il nostro servizio di ottimizzazione di TripAdvisor. Noi ci siamo specializzati nell’ottimizzazione del giudizio di TripAdvisor in modo da aumentare notevolmente le prenotazioni.

    Come lo facciamo? Vai su TripAdvisorSuccess e firma il nostro ‘speciale 7 giorni di prova gratuita” e lo scoprirai. E’ dimostrato che le imprese nei primi posti in classifica su Tripadvisor mantengono un’occupazione
    molto alta e ritmi di prenotazioni elevati tutto l’anno, anche in bassa stagione. Si tratta di un servizio di ottimizzazione che non troverete da nessun’altra parte. E’ il momento di agire.

    Marcio Andrade
    TripAdvisorSuccess

    228 Park Avenue South
    New York, NY 10003.
    _______________________________

    Paghi, ottieni le recensioni che vuoi. Semplice.

    Cercate “recensioni Tripadvisor” su Internet, vi uscirà fuori di tutto, roba da non credere, anche i trucchi per come far salire o scendere i locali a proprio piacimento.

    E’ tutto un grosso falso, non è possibile che si accetti ancora questo sistema di valutazione.

  • Angelo D.

    (26 agosto 2013 - 09:53)

    E’ vecchia assai, credo che proprio qui Luciano ne fece un post memorabile. :-)

    • Sabino Berardino

      (26 agosto 2013 - 16:42)

      direi che, effettivamente, non è una novità
      io allo strumento ci cred(ev)o, ho anche collaborato – esternamente e senza chiappar ‘na lira – con 2spaghi ed ho avuto modo di ragionar, di persona, con la vice-presidente di YELP

      il numero (dei contributi da parte degli utenti) potrebbe far, veramente, la differenza tra valutare positivamente o meno un’attività ristorativa/alberghiera e dar reputazione allo strumento web di raccolta recensioni di affidabilità ma così, al momento, non è

      di fatto quello su cui non son d’accordo, in questo articolo, è il filtro anti-italiano: le recensioni farlocche non sono di certo un’esclusiva dell’italico genio, sono merce diffusa globalmente !
      (2011)
      http://abcnews.go.com/Technology/software-aims-detect-fake-online-hotel-reviews/story?id=14172704

      • Marco Lungo

        (26 agosto 2013 - 17:29)

        Sono partito con il filtro anti-italiano perché la valenza è doppia. C’è da una parte l’idea di vendere le recensioni, dall’altra quella di essere in grado di farle, e direi che c’è una bella storia al riguardo. Su questo, non posso che essere anti-italiano. Ti sei laureato in “La Prova del Cuoco”? Bene, allora puoi scrivere una recensione. Ma dai, su…

    • Sabino Berardino

      (26 agosto 2013 - 16:43)

      direi che, effettivamente, non è una novità
      io allo strumento ci cred(ev)o, ho anche collaborato – esternamente e senza chiappar ‘na lira – con 2spaghi ed ho avuto modo di ragionar, di persona, con la vice-presidente di YELP

      il numero (delle recensioni) potrebbe far, veramente, la differenza tra valutare positivamente o meno un’attività ristorativa/alberghiera e dar reputazione allo strumento web di affidabilità

      di fatto quello su cui non son d’accordo, in questo articolo, è il filtro anti-italiano: le recensioni farlocche non sono di certo un’esclusiva dell’italico genio, sono merce diffusa globalmente !
      (2011)
      http://abcnews.go.com/Technology/software-aims-detect-fake-online-hotel-reviews/story?id=14172704

  • Fabio

    (26 agosto 2013 - 10:48)

    Se vuoi ti inoltro io una delle 4 o 5 mail che mi arrivano al giorno. SI parla di posizione vantaggiosa e voti a 5 stelle.
    Stranamente però provengono tutte dall’ america….

  • Fabio Spada

    (26 agosto 2013 - 11:05)

    Sarà anche vecchia, come dicono alcuni, se riferito alla sola notizia.
    Ma, prima cosa, se si vuole che questa informazione esca dal solito piccolo giro va comunque riproposta, secondo, mentre inizialmente il tutto si configurava in maniera carbonara con mail poco chiare e pagamenti improbabili scritte, spesso, in italiano stentato, ora siamo difronte ad una sempre crescente evoluzione con registrazione di link, tariffari, istruzioni dettagliate,
    Io continuo a pensare che TripAdvisor sia una grande occasione (persa), continuo a ritenerlo un grande veicolo comunicativo con cui fare i conti, ma penso anche che sollecitare il gestore a prendere contromisure serie sia l’unica arma per migliorare il meccanismo.

  • Sergio Cima

    (26 agosto 2013 - 11:46)

    Il sito funziona, almeno ora che ho provato. Delle proposte via lettera se n’è parlato in questo blog qui, http://www.lucianopignataro.it/a/paga-e-ti-faccio-le-recensioni-positive-su-tripadvisor/55518/, ma dobbiamo prendere atto di un grand canyon che esiste tra chi non solo scrive bensì pensa e cerca “locale carino, personale disponibile, cibo ottimo e prezzo giusto, ci tornerò senz’altro” e chi si fa qualche domanda in più. Non so però se prendere le distanze sia la strategia giusta. Per esempio, giorni fa tu parlavi di PizzaHut e di come ci siamo fatti soffiare un nostro punto di forza, forse i professionisti della pizza italiana avrebbero potuto loro realizzare una cosa così. Lo stesso direi qui: invece di fare di tutto per distinguersi da Tripadvisor o sperare che cambi da sé, entriamoci dentro e facciamoci sentire. Io a quelli di Tripadvisor mi ci mescolo perché penso che proprio andare sul loro sito e scrivere qualcosa di sensato sia l’unico modo per contrastare questa munnezza.

  • Simone Ventrella

    (26 agosto 2013 - 12:27)

    Però, mi consenta Signor Marco, in queste (condivisibilissime) parole non viene considerata quella minoranza (?) che va in un locale, senza avere a che fare con il locale stesso o con i sedicenti venditori di recensioni, e dice la sua pur non essendo un gourmet o un professionista del settore. Io non più tardi di un paio di mesi fa, su questo blog, mi sono beccato del marchettaro, in pratica, dall’autore, il Signor Pignataro, per aver espresso i miei dubbi sulla guida alle pizzerie napoletane, dopo averne visitata una, nota, del Vomero, qui a Napoli…E le assicuro che nella vita faccio tutt’altro mestiere. A volte ho l’impressione che i primi “allenatori” siate proprio voi…e mi pare si sia troppo sul “chi va là”…

  • Elena Gentile

    (26 agosto 2013 - 12:38)

    Tempo fa venne a trovarmi un pizzaiolo, mio concorrente e neanche tanto distante dalla mia attività. Parlando riusci a capire il metodo da lui utlizzato e pure le farine — 00 da 0, 70 cents. Ok, magari è pure bravo. Non discuto ma qualitativamente mi sembra abbastanza nella norma. Bene, andai su TripAdvisor e nel mentre controllavo le mie sette recensioni mi cadde l’occhio anche sulla pizzeria del pizzaiolo suddetto -in quanto appunto vicino a me e quindi segnalata . Stupore nel vedere oltre quaranta recensioni in circa sette/otto mesi di attività e tutte superpositive. Per intenderci, 40 recensioni ed è vicino alle cinque stelle di media. Mi sono chiesto se i miei clienti usassero poco internet oppure i suoi fossero super intenditori e frequentatori assidui di TripAdvisor. ..oggi l’ho capito !!!

  • Paolo Montalto

    (26 agosto 2013 - 12:55)

    Solito popolo di merda. Solite idee fraudolente del piffero.

    Solo gli italiani si potevano inventare uno schifo del genere!

    Che vergogna!
    Farsi pagare per le recensioni positive… sono disgustato

  • Stefy

    (26 agosto 2013 - 14:11)

    Il sito si apre .io lo vedo

    • Marco Lungo

      (26 agosto 2013 - 14:35)

      sì, perché hanno chiuso il com ed aperto l’it. Abbiamo provveduto a cambiare subito il link, in modo di poterlo vedere come lo hanno fatto sul serio.

  • Guest

    (26 agosto 2013 - 14:40)

    Magari mi sbaglio e il mio commento è ancora in attesa di moderazione…ma vedo qui sotto post scritti successivamente al mio…Potrei ipotizzare che sia stato censurato…in tal caso sarebbe bello che pubblicaste anche i punti di vista diversi dal vostro, specie se non contengono offese o contumelie…Altrimenti vorrebbe dire che abbiamo una concezione diversa di discussione…Saluti e buon lavoro.

  • Antonello D'Angelo

    (26 agosto 2013 - 17:28)

    quello che potrebbe essere uno strumento democratico è usato in maniera fraudolente. Non capusco perchè TA prima dimtutto non divida la risotrazione in categorie ( perchè mettere insieme bar, pasticcerie, pub, pizzerie, ristoranti, osterie, gourmet tutti insieme che sensomha?). eppoi sarebbe semplicissimo valutare con un puntegio quasi inesistenti gli iscritti con 1/2 recensioni…se non altro si farebbe una bella scrematura. per gli hotel è diverso i più scaltri vanno direttamente su booking o venere, non che sianomtotalmente immuni da recensioni false, ma quantomeno sono più attendibili.

  • Marco Lungo

    (26 agosto 2013 - 18:20)

    Certo che c’è una grossa distanza, per questo ho riproposto Menù di Roma come antesignano di Tripadvisor e decisamente più attendibile. Su Tripadvisor non c’è nulla che dica: “Occhio, i commenti da due righe potrebbero essere falsi”, tanto per dirne una. Non ci sono spazi di discussione che permettano di ampliare il concetto di critica al locale, non c’è replica, non c’è nulla. Su questo, ovviamente, c’è chi poi ha l’idea come quella che abbiamo riportato e tocca quasi dirgli bravi. Quindi, dove entriamo e ci facciamo sentire? Ripeto, scrivo anche la cosa migliore della mia vita, però rischio che, l’attimo dopo, sia sepolta dalle 20 recensioni comprate dal gestore. Se ne compra solo venti, ovvio…

  • Marco Lungo

    (26 agosto 2013 - 18:27)

    Che si stia troppo sul “chi va là”, mi sento di condividerlo. Però, altrettanto, dico che, stando da questa parte, se ne vedono di tutti i colori. A questo punto, uno deve fare una scelta. Personalmente, in maniera del tutto avulsa dalle scelte di Luciano che mi ospita, cerco di mettermi nei panni del cliente e di difenderlo, quando scrivo qualcosa di divulgazione. Quando scrivo articoli tecnici, ovviamente, mi attengo a misure e risultati di quello che ho fatto. Però, ripeto, qui ho una ottica volta al cliente ed al difficile dialogo che c’è con i Ristoratori per i mille motivi che cerco di condividere, come è successo in passato. Certo, il risultato ottenuto è stato quello dell’arroccarsi incredibilmente nelle proprie posizioni, però alla fine tutti ci si è fatti una idea di come stavano realmente le cose. Qui, però, credo che stiamo molto oltre. Non è possibile leggere una cosa del genere, secondo me. Stavolta non “alleniamo” o scateniamo nessuno, prendiamo atto di qualcosa di sleale senza se e senza ma, lo riportiamo alla conoscenza di clienti e ristoratori, poi si vedrà. Ripeto, leggi l’ultima frase del pezzo per capire il mio pensiero…

  • Marco Lungo

    (26 agosto 2013 - 18:30)

    No, è che i commenti di chi scrive per la prima volta vanno in moderazione, in una coda, la quale non è smaltita immediatamente, sia perché ci sono tutte le code degli altri articoli, sia perché questo è un blog, non è una testata giornalistica dove qualcuno ci lavora fisso. Perciò, succede che qualcuno, al primo commento, aspetti un poco prima di vedere pubblicato il suo intervento.

  • Antonello

    (26 agosto 2013 - 21:02)

    Anch’io avevo fatto lo stesso Vostro ragionamento,ovvero scrivere le recensioni veritiere in seguito alle mie esperienze sui luoghi visitati, per contrastare quelle false e/o di chi proprio dovrebbe dedicarsi ad altro, ma purtroppo ho dovuto mollare…
    Vi racconto la mia esperienza : Una domenica di qualche anno fa, su pressione di un mio amico, all’ultimo minuto decidiamo di mangiar qualcosa in un locale al centro storico,il locale in questione si chiama…ehm… ah si “La Cucina di Eduardo” qualche serranda di fianco lo storico Vicolo della neve.

    Per chi lo conoscesse, è un locale che già dall’impatto visivo non riserva grosse aspettative, ma noi non volevamo una cena per intenderci stellata ed essendosi fatte le ore 14,10 dopo aver avuto un paio di “tutto pieno” telefonici, e dopo che lo stomaco scalciava manco fossimo incinti, alla buona ci imbattiamo in questa “disavventura” enogastonomica ove ci sono state proposte solo pietanze DISGUSTOSE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Non trascendo nei particolari ma per sintetizzare (pensate solo che erano conciate tutte con spezie piccanti non richieste, bleach!!) Vi dico solo che abbiamo lasciamo la seconda portata con il contorno intatti sul tavolo, quindi ci alziamo, io convintissimo di non dover pagare e chiamare le forze dell’ordine, ma solo su convincimento del mio amico demordo dal farlo.

    Vi chiederete e allora???

    Scrivo da Salerno città dove credo che a priori e purtroppo ci sia una bassa cultura ed una certa apatia per questa materia ,ma è impensabile che innumerevoli persone abbiano recensito positivamente questo locale, facendolo lievitare al 14° posto, quindi tra i top come luoghi a Salerno… Mi viene da piangere. Per davvero. :(

    Bisogna concretamente e celermente studiare un rimedio onde evitare questo caos intollerabile soprattutto per i meno avveduti …

    • Marco Lungo

      (26 agosto 2013 - 22:58)

      Bravoooo!!!!!!! E’ questo che non va!!! Da una parte c’è gente che mangia schifezze e non lo capisce, dall’altra chi fa le recensioni false! E chi paga? Il cliente che si affida a questi sistemi! Per me tocca dire BASTA a questo impiccio, non dargli ancora adito di esistere. Non siamo capaci a fare recensioni e, dall’altra parte, in tanti pagano per averle finte!

      Che credibilità c’è? Nulla, assolutamente nulla, però la gente ci casca!
      Non sai quanti posti posso elencare nei quali ci sono caduto anche io, grazie a questo cavolo di Tripadvisor!

  • Massimo

    (26 agosto 2013 - 22:24)

    Io sono chef e devo dire che deploro sia le false classifiche di tripadvisor sia comunque quelle stilate dalle varie guide, gambero rosso, veronelli, fin’anche alla michelin , parlo per esperienza personale, spesso sono in totale disaccordo con le recensioni di queste guide, certo anche a me una stella mi farebbe piacere riceverla ma non vedo tale guida stellata come una bibbia, così come fortunatamente fa la maggior parte della gente…

  • Marco Lungo

    (27 agosto 2013 - 00:19)

    Massimo, ultimamente sono andato anche io da uno che ho sempre considerato un vecchio amico. Non era nessuno. Aveva solo ottima materia prima. Grazie molto a Menù di Roma, si è fatto conoscere ed è arrivato a prendere una stella Michelin. Sul forum del Gambero Rosso ho scritto “Non Rece di un posto ormai perso”. Un mare di letture, e tanti che in privato hanno capito benissimo a chi mi riferissi. Basta veramente. Io sono stufo. E considera che mi adatto con una facilità assoluta alla trattoria più sperduta, basta che si senta che ci mettono tutto sé stessi in quello che fanno. Basta con gli imbroglioni. Non è più tempo. E’ finita ed è ora di dirlo tutti insieme. Perché c’è la crisi, perché spendere x euro per qualcosa deve corrispondere a qualcosa, perché quando lavoriamo i nostri euro corrispondono a qualcosa. Deve finire questa cosa maledetta dello schifo che vediamo, della fuffa del marketing a pagamento o peggio. Credimi, abbiamo abboccato come triglie ad una recensione di Tripadvisor, poco tempo fa. Posto per loro rinomato, che sta cinque minuti dopo il Tomtom, perso nel nulla. Una cosa da non credereee!!!!! Una follia allo stato puro, con almeno 250 coperti fattiii!!!! Ora, di che stiamo parlando? Dello schifo. Vogliamo discutere dove stia lo schifo, se dalla parte dei clienti o da quella di Tripadvisor? Facciamolo. So solo che i locali “veri”, quelli dove mando gli amici, sono ben altri, e qualche anno di esperienza nel campo mi fa valutare abbastanza bene dove andare. Punto.

  • Franco M.

    (27 agosto 2013 - 09:03)

    Sono parzialmente d’accordo con il post. Vada per le recensioni pezzottate, di chi vuole vendicarsi, denigrare, esaltare, guadagnare, ecc. Credo che tripadvisor dovrebbe prendere dei provvedimenti e aiutare i visitatori a districarsi tra i giudizi reali e quelli taroccati.
    Dove nutro qualche perplessità è che detti giudizi siano riservati, e consentiti, solo ai “professionisti” del settore. Certo c’è chi sa scrivere e descrivere meglio, chi entra nei particolari, chi rivela l’intera storia e tradizione del piatto, ecc. Fa piacere leggere queste cose ed è per questo che veniamo anche su questo sito. Però non toglieteci la possibilità del passaparola, il poter dire, magari con parole più povere, che quel locale è da evitare o che in quell’altro abbiamo mangiato bene.

    Non siamo dei “professionisti” ma ci sediamo a tavola come tutti gli altri e paghiamo il nostro conto, quasi sempre senza scontrino fiscale (a proposito, perchè non fare una classifica dei locali che rilasciano lo scontrino fiscale automaticamente senza costringere l’avventore a fare la faccia tosta e a beccarsi qualche vaffa?) e oltre al nostro collega d’ufficio abbiamo tutto il diritto di mettere in rete il nostro giudizio consigliando o sconsigliando un locale senza essere per forza giudicati degli ignoranti o dei marchettari.
    Del resto, tripadvisor non è la bibbia. E non vorrei che tutto questo ambaradan servisse per lasciare lo spazio ai soli “patentati”.
    Infine, caro Luciano Pignataro, quante volte ci è successo di andare in locali giudicati al top dal critico di turno e dire: qui non ci torno più.
    La democrazia ha i suoi costi, ma anche i suoi vantaggi.

  • Joe Mellone

    (27 agosto 2013 - 10:33)

    Ricordo che proprio qualche giorno fa, tra le “sponsorizzate” di facebook, compariva un annuncio che proponeva un pacchetto di recensioni per TripAdvisor a 450 euri (mi sembra fosse questo il prezzo) con circa 20 recensioni o cose simili in due mesi.

    Personalmente ho sempre odiato TripAdvisor, forse per questo motivo, dopo aver iniziato una campagna di sponsorizzazione “social”, in cui invitavo i miei clienti a recensirmi, ho deciso quasi immediatamente di cambiare strategia.

    Il mio locale ad esempio in alcuni anni ha ricevuto solo 25 recensioni, tutte quattro o cinque stelle. Successivamente ad alcune constatazioni fatte nei giorni scorsi, di grossa portata mediatica, proprio contro i miei diretti competitors, in merito all’utilizzo di prodotti potenzialmente nocivi nelle ricette di gelati, ecco che mi compare la prima recensione “pessima” sulla mia gelateria. Un caso? Forse sarà un caso, ma poi vado a vedere le recensioni che caratterizzano i miei due principali concorrenti e noto questo particolare, L’uno scrive male dell’altro, pseudonimi che dicono: “Ma scherziamo? il gelato di XXXX è buonissimo, niente a che vedere con il gelato di YYYY che fa letteralmente schifo. Dovrebbero vergognarsi di aver aperto un locale proprio vicino ad un’istituzione del gelato”.
    Ora ditemi voi cosa vuol significare una recensione di questo tipo?
    Il PingPong continua ad oltranza senza sosta, tali strategie non appartengono a imprese serie ma semplicemente ad imprenditori gelosi delle proprie fidanzate.
    Ecco che allora inizio a pensare che qualcosa di sospetto in queste recensione ci sia, ma non posso esserne sicuro. Mi auguro solo di non essere stato preso di mira, altrimenti nei prossimi mesi la mia gelateria sarà il luogo occulto dell’antigelato artigianale, almeno per TripAdvisor.

    Il fatto è che la guerrilla marketing ha assunto nuovi connotati, ha tentacoli ovunque e questo rappresenta un bene ma anche un male per qualsiasi esercente commerciale. Il sistema non è molto diverso da YELP, che in Italia non è ancora così forte, eppure tutti si sono ritrovati una collaboratrice/tore di YELP per ricevere una recensione strapositiva sul proprio locale.

  • Marco Lungo

    (27 agosto 2013 - 13:15)

    Eccome no. La democrazia, però, ha una base che non è mai stata raggiunta, cioè la devoluzione di uguale cultura al popolo, altrimenti il voto di un plurilaureato, tanto per dire, non è che possa valere quanto quello di chi sta tutto il giorno davanti ad una playstation. Questo non si raggiunge e non si raggiungerà, così anche come uguale spirito di critica. Per questo, succede che posti che ai critici più famosi piacciono, a noi non ci piacciano affatto. Spesso, per come la vedo io, non siamo arrivati a capirli noi per educazione al gusto. A volte, invece, fanno proprio schifo e si tratta di una marchetta ben fatta. Ora, su Tripadvisor, capita di leggere cose giuste ed altre meno però, a prevalere, è la devastazione o il portare alle stelle un posto. Lasciamo perdere che siano false o meno. Non c’è analisi fatta bene e questo lo prendo anche come indizio di ignoranza diffusa, per cui, come ripeto, non è che possa vedere il fatto Tripadvisor come democratico, anzi…

  • Marco Lungo

    (27 agosto 2013 - 14:24)

    Carissimi, pubblico un messaggio in forma anonima che ho ricevuto da una amica che ha un locale, ve lo riporto esattamente come l’ha scritto, RENDETEVI CONTO! Non sono stato capace di replicare.

    Lo schifo intorno a Tripadvisor va oltre quello che pensiamo.

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    Ciao Marco ho visto che ti stai interessando allo schifo del portale di Trip…. Be non so se tu sai che accadono cose inaudite riguardo al fatto che chi viene contattato e non accetta… Io sono una di quelle!… Subisce delle cose che acraccontartele non ci crederesti mai. Dunque, prima di tutto devi sapere che chi viene contattato è perché è andato in alto alla classifica per volontà vera dei suoi clienti con giudizi più che positivi e che essendo appunto in alto e collegato con il motore di ricerca di google capisci da solo il perché. Non accettano di sponsorizzare o pubblicizzare qualcuno senza essere remunerati e quindi ci provano offrendoti pacchetti che ti manderebbero alle top 10 con 400/500 euro al mese. Tu non sapendo cosa ci sia sotto come è successo a me, rifiuti dicendo che per il momento non ne hai bisogno ecc ecc. Be da li a poco è accade il finimondo almeno a me, ci ho messo 2 mesi per capire cosa ci fosse sotto. Sappi che hanno una schiera di dipendenti che girano tutto il mondo e che si recano nei locali a creare situazione ambigue riguardo a cibo cattivi, cotti male ecc, ecc, cose che tu sai di non essere vere ma che ti trovi nell’impossibilita di poter reagire e trovare una soluzione perché subito lodò si recano sul portale a scrivere ciò che è successo per non
    destare sospetti ma io sono riuscita da furbona e studiandoci sopra a smascherarli, a denunciati e a portare le prove all’ispettore della polizia postale che in effetti non ha potuto fare nulla perché il portale è americano ecc ecc poi ti racconterò di persona. Pensandoci e ripensandoci per combatterli li devi ripagare con la stessa moneta. Non mi andava e mi sembrava di cattivo gusto chiedere ai miei clienti di andare a scrivere recenzioni se si fossero trovati bene. Così ho scritto sul mio sito tutto l’accaduto e allora i miei clienti si sono
    sbizzarriti e sono andati a controbattere quelle recenzioni false e diffamatorie scritte di questo portale di merda che forse tu non sai ma in Gran Bretagna che hanno le palle, lo hanno oscurato. Ma noi che siamo dei testa di cazzo e ci lasciamo rovinare le poche cose buone che sono rimaste nel nostro paese ce ne freghiamo. Quando hanno visto che avevo alzato un polverone e che tanta gente scriveva sul mio sito di queste
    merde mi hanno lasciata perdere. Anche se sono così piccolina se mi cerchi sul motore di ricerca la maggior parte delle volte sono collegata a loro per quanto questo sito è visitato e cliccato. Erano quasi riusciti a farmi passare la voglia di lavorare… A me …. Capisci… Che sono forte come una montagna. Non sai cosa mi hanno fatto passare calcola che ho scritto e mandato un plico con tutto anche alla Procura della Repubblica.
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    Ecco, fatevi una vostra idea. Non è possibile. Non possiamo essere complici di questo sistema.

    • Sergio Cima

      (27 agosto 2013 - 14:27)

      Senza dubbio è una testimonianza da diffondere, ma perché anonima?

      • Marco Lungo

        (27 agosto 2013 - 14:28)

        Perché ha già passato abbastanza guai e non vuole pubblicare il suo nome.

        • Sergio Cima

          (27 agosto 2013 - 14:34)

          Tu sai bene che la rete è già troppo insidiosa, da questo punto di vista. Credo fermamente a te e alla testimonianza ma l’anonimato sarebbe la prima cosa che attaccherebbero…

          • Marco Lungo

            (27 agosto 2013 - 14:47)

            Pensa che io ci avrei fatto un articolo a parte con questa testimonianza. Però, ripeto, mi ha proprio impedito di scrivere chi è e non ho messo riferimenti per risalire a lei. Non è che abbia potuto farci niente, tu hai ragione, l’anonimato è la prima cosa che attaccano, però se già c’è un fascicolo alla Procura della Repubblica, non è il caso che qualcuno attacchi questo articolo, no?

          • Sergio Cima

            (27 agosto 2013 - 14:57)

            Se lo scriverai lo leggeremo con interesse, come sempre. Complimenti a te e al direttore per l’acquisto riuscito.

  • Federico

    (1 settembre 2013 - 20:43)

    Tu parti dalla convinzione che chi scrive recensioni sul web, su siti come tripadvisor, su un ristorante o un albergo debba essere un esperto gourmet o viaggiatore, non è e non deve essere così, sono semplici persone che hanno voglia di condividere le loro esperienze; per quel che riguarda le agenzie che fanno recensioni fasulle a pagamento, sicuramente ci sono, così come potrebbe essere che in determinate guide si entri a pagamento e non per merito. Chi va a leggere le recensioni su tripadvisor sa, che quelli non sono giudizi professionali ma semplici esperienze. Secondo me saranno sempre di più i siti di condivisione di esperienze di viaggio.,Fb stesso per certi versi già lo è, non credo che la tua battaglia abbia alcuna possibilità di riuscita. sa

    • Marco Lungo

      (2 settembre 2013 - 00:03)

      Federico, che ti devo dire, non è così come tu dici ed è dimostrato dai fatti. Qui non si discute la capacità del recensore. Qui di scopre la REALTA’ del recensore. Falso. Pagato. Non è una posizione difendibile la tua, permettimi.

      • Federico

        (4 settembre 2013 - 22:00)

        E’ chiaro che non avevo nessuna intenzione di difendere chi pubblica recensioni false ne sulle guide ne sui siti, basterebbe per questo togliere l’anonimato e il 90% del problema sarebbe risolto. Ciò che contestavo dell’articolo è il non voler in alcun modo ricercare l’aspetto positivo che , a mio avviso, sta nella condivisione, di un numero sempre maggiore di persone, delle loro esperienze di viaggio che non si ferma al solo soggiorno o alla ristorazione.

        • Marco Lungo

          (4 settembre 2013 - 22:48)

          Federico, sì, come avrai visto siamo andati avanti. Ora c’è l’ADUC con noi a verificare il fenomeno. Leggiti l’articolo. Come dicevo per Menù di Roma, e così come è avvenuto all’estero, si devono difendere le recensioni REALI da quelle false. Pur discutendo, semmai, della capacità di recensire di chi c’è stato in un posto VERAMENTE. Per il resto, come al solito, mi attengo alle misure ed ai numeri. I fenomeni sono in buona parte misurabili, a volte basta meno di un foglio Excel.

  • Antonio Berretti

    (1 settembre 2013 - 20:52)

    salve a tutti….non sono proprio d’accordo con il relatore dell’articolo, e come se chiedesse l’esclusiva del giudizio.anche tra di loro esistono degli incompetenti e venduti,che sfruttano quel poco di potere conquistato non so come…..MA sono consapevole che chi ha scritto l’articolo abbia toccato una verità inequivocabile,e vero che esistono 56 milioni di intenditori ed esperti sublimi….tutta gente che sa scegliere il cibo tra gli scaffali dei vari discount a poco prezzo (era un’ironia)…Credo che la soluzione sia bannare gli anonimi e denunciare per diffamazione gli” ESPERTI”….insomma rendere più accertabile il sito….grazie

  • Demetrio De Speri

    (1 settembre 2013 - 23:02)

    chemmerda…anche questa ci mancava. trovo odioso il fatto che qualcuno utilizzi il mio nome su tripadvisor. io sono ristoratore e su tripadvisor mi ci sono ritrovato. il mio locale è ben piazzato, ma preferirei non esserci. noi come scelta aziendale non paghiamo guide e non facciamo pubblicità. il mio è un locale storico che la mia famiglia gestisce da 45 anni e inoltre produciamo direttamente molte cose che serviamo avendo un’azienda agricola. mi da noia e ansia oltre che farmi incazzare trovare recensioni negative per la maggior parte ingiustificate o parziali o comunque mal argomentate, ma altrettanto le recensioni positive scritte da analfabeti che di certo non ti danno credito al mio operato. ora questa è la novità recensioni a pagamento. siamo tutti puttane e siccome siamo italiani sicuramente ci saranno i furbi. per me va tutto chiuso. che parlino gli esperti… che già di questi più della metà è gente che non ha mai lavorato o se ha lavorato hanno fallito e si sono ritrovati a fare i saccenti ad una scrivania. lasciateci lavorare che già lo stato ci da fin troppe noie..queste altre non ci servono!
    P.S.
    (scusate il linguaggio ma vengo da una giornata infame di lavoro e non mi va di rileggere e correggere).

    • Marco Lungo

      (2 settembre 2013 - 00:07)

      Esatto. Per quello che serve oggi, è il fare uscire allo scoperto che inganno è l’uso di Tripadvisor in questo Paese assolutamente arrivato ai limiti di ogni morale. Basta. Non se ne può più. La cosa ha passato tutti i livelli di ammissibilità di una comune convivenza.

  • Marco Lungo

    (2 settembre 2013 - 00:05)

    Non è possibile. Antinori lo ha cercato di fare per anni. Se io pago anche solo un euro a recensione un povero disperato per scrivere male o bene di un locale in cui NON CI E’ MAI STATO, non abbiamo bisogno di discutere di altro. E’ concorrenza sleale, è truffa. Punto.

  • PalatoDucale GiuseppeAnzalone

    (2 settembre 2013 - 01:16)

    Il sito purtroppo è attivo….
    Da Neo ristoratore( n maiuscola r minuscola) credo che come in ogni cosa, chi è onesto lo prende sempre in quel posto… io per avere 23 recensioni in 8mesi(di cui 4 negative) ho dovuto sudare e risudare onestamente.. tenendo conto anche di quelle negative(che tra l’altro alcune sono incomprensibili)..tenerne conto certo, per migliorare, ma migliorare dove realmente può esserci stato l’errore o la leggerezza…
    La cosa che più mi fa arrabbiare, oltre al fatto che c’è chi paga o comunque compra recensioni in qualunque modo, è il fatto che, ad es. a Reggio Emilia, su 264 ristoranti e pizzerie, solo 135 siano locali che trattano cucina Italiana… io sono un ristorante, e devo essere classificato insieme ad una gelateria o una pizzeria? o magari paragonato ad un Kebab? ma dai… io faccio ristorante tradizionale emiliano, Italiano e Pesce… non faccio coni gelato!!!!!! certo, se chiude… mi dispiace.. ma ne posso fare tranquillamente a meno… senza poi parlare di siti simili(2spaghi) dove veramente ci scrive gente che di mangiare non ne capisce un tubo!!

  • Ciro

    (2 settembre 2013 - 16:09)

    Ciao Marco, purtroppo non credo che sia il problema di Tripadvisor, ma il di tutto il sistema mediatico in generale, basta pensare che da quando sono uscite le fotocamere digitali, tutti sono fotografi, ora parliamo di persone comuni che con fotocamere da 60 euro e due righe su un portale, diventano dei grandi critici enogastronomico

    Ma questa è l’era della comunicazione, della velocità, del vivere ormai attraverso uno smartphone. Ma caro Marco gli errori non li commettono solo i gestori di portali che pubblicano commenti dei 56 milioni di Italiani, ma ad esempio (senza peli sulla lingua) vogliamo parlare del Gambero Rosso, che quest’anno in Campania ha regalato il premio “3 spicchi” ad un bel numero di pizzerie che non ne valgano manco 2 o al massimo 1?

    Vogliamo parlare della lista delle migliore 15 miglior margherite in Campania e al primo posto c’era Vuolo? cioè scusa un attimo, auto analizzatevi prima Voi giornalisti e poi si parla dei 56 milioni di italiani che capiscono di cucina.

  • Antonio Ven.

    (2 settembre 2013 - 16:49)

    Ma é una pazzia, Tripadvisor potrebbe ottenere un bel po’ di soldini con una semplicissima azione legale nei loro confronti poichè gli rovina l’immagine, inoltre essendo Tripadvisor un marchio registrato non credo affatto che possono utilizzarlo così semplicemente nel nome del dominio.
    Ho notato però che il sito é intestato ad un certo Carlo Spina, casualità o mero tentativo di rovinare lo ‘chef’ omonimo di Napoli?

  • Pecora Nera Editore

    (2 settembre 2013 - 17:17)

    Da sottoscrivere parola per parola. Avevo fatto considerazioni simili in un articolo scritto per Fagola.it circa un mesetto fa http://www.fagola.it/2013/08/03/tripadvisor-ci-risiamo/

  • Eleonora Scerrato

    (2 settembre 2013 - 22:48)

    il link funziona, ma è pazzesco…io uso tripadvisor da utente e poi ci scrivo le mie esperienze anche se non sono esperta. cero di essere obiettiva e di scrivere il più possibile anche del locale, dell’atmosfera….ma a pagamento nooooo

  • matteo podenzana

    (3 settembre 2013 - 17:17)

    Io faccio parte di quelli che si fanno un mazzo esagerato (ristoratore) e puntualmente vengo grossolanamente recensito da chi? Con quali criteri? E guarda caso in fondo compare anche il consiglio di un locale alternativo. Per la ristorazione, quella di fascia “medio-bassa”, vi garantisco che trip può essere un problema

    • Marco Lungo

      (4 settembre 2013 - 01:47)

      E’ proprio lo schifo che deve uscire fuori. Questo che racconti tu. Chi ti recensisce? Uno vero? Uno falso? Uno capace? Uno che non viene manco al locale e scrive perché pagato? Per me, basta così. Mi sono rivolto alle Associazioni, adesso ci appoggia l’ADUC, vediamo che cosa esce fuori e quanto è reale e diffuso il problema.

  • Andrea Volpe

    (16 settembre 2013 - 20:49)

    mandare su e giù un locale , è molto semplice soltanto per i locali poco frequentati. I Locali con alta frequentazione difficile subiranno delle oscillazioni se non minime . Purtroppo lo strapotere delle guide , e dei critici che assegnavano stelle e lustrini è terminato.Se mille persone dicono e scrivono qui si mangia discretamente c’è un’ottimo rapporto qualità prezzo difficilmente 20 commenti negativi intaccherano la notorietà di un locale. E’ una concorrenza sana che vi obbligherà sempre piu’ ad essere attenti e non andare per amicizie ed interessi. Lei parlava di persone che si vendono per un pasto Gratis , sempre meglio di CRITICI ENOGRASTRONOMICI che si vendono per le 100 o le 200 copie in più.
    questo è tutto
    Saluti
    Andrea Volpe

    • Marco Lungo

      (17 settembre 2013 - 04:00)

      Beh, a parte che il fenomeno del vendersi da parte di qualche “critico enogastronomico” è molto più complesso ed andrebbe affrontato in toto a parte, direi che la cosa è nota fin dagli albori della nascita delle prime Guide per un conflitto reale di interessi. Alcune di esse, infatti, si reggevano (e si reggono) sulla pubblicità che hanno al loro interno, perciò non è che potessero parlar male di un prodotto o di un locale che avevano come cliente pubblicitario, rischiavano di perderlo. Di fronte a questo dilemma, ci sono stati vari modi di reagire da parte delle Guide, nel tempo.
      Per quanto riguarda Tripadvisor, è vero che venti recensioni fasulle non spostano di molto l’asticella totale di un locale rinomato che abbia già molte recensioni di suo. Il problema è che, queste 20 recensioni, sono proprio le prime che tu vedi. Le prime. Non sapendo di questa vendita di recensioni false, l’ignaro potenziale avventore legge “la catastrofe in un minuto” di un locale, pensa che magari sia cambiata la gestione, e non ci va. Uguale, succede al contrario. Se mi presenti le recensioni in ordine cronologico, mi dai una visione distorta della realtà. Credimi, a pensare e convincersi che “è cambiata gestione”, è un attimo…

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