Un Capodanno con Furore

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Da due nostri lettori che abitano a
Roma, prima città in assoluto per collegamenti al sito, riceviamo e
volentieri pubblichiamo. Ci pare il migliore augurio per la Campania in
questo momento difficile dovuto all’emergenza rifiuti nelle province di
Napoli e Casertar
Caro Luciano
Come ogni anno si passa il Natale con le proprie famiglie, ma come ogni
anno ci si chiede appena dopo, che facciamo per l’ultimo? Ogni anno con
il rischio e il terrore di finire in una bolgia dantesca di cenoni che
alla fine ti lasciano un solo buon ricordo, quello della fine. Ecco ci
siamo detti che facciamo per stare tranquilli e approdare al
nuovo anno con serenità? Semplice la risposta, si va in Costiera!
A Furore!
Ed ecco che possiamo raccontarti uno dei più bei Capodanno degli ultimi
anni, innanzitutto perché troviamo Furore un posto straordinario, così
indefinito, così sospeso tra il cielo e il mare, così ricco di sorprese
naturali, artistiche e non ultime enogastronomiche. Basti citare Marisa Cuomo e
i suoi vini, straordinario esempio di eccellenza legata al territorio e
proprio grazie a una visita fatta nel Marzo dell’anno scorso alle
Cantine abbiamo scoperto Furore e le sue bellezze. Marisa e suo marito
Andrea Ferraioli sono un esempio di amore dalle cui cantine escono vini
straordinari e unici, uno su tutti il Fiorduva. E proprio di fronte
alla cantina si trova l’Osteria di Bacco che ci ha accolti la
sera del 30 con una cena veramente eccellente, piatti di tradizione e
sapienza, spaghetti con la colatura di Alici e un originale condimento
di olive e capperi, totani con patate imperdibili e tutto il resto
sempre una spanna sopra al buono, una cena annaffiata dal Rosato di
Marisa Cuomo, bella riscossa per un vino che solo negli ultimi anni sta
ritrovando il posto che merita sulle tavole degli appassionati.
A Furore abbiamo dormito in un delizioso B&B, Il Melograno
di Umberto Somma un ragazzone fiero dell’impresa che ha messo in piedi
e giustamente orgoglioso per la bellezza del suo edificio, appoggiato
sul costone con una spettacolare vista sul mare, sulla vicina Praiano e
sulla costa del Cilento che in lontananza emerge e chiude il Golfo di
Salerno con i riverberi del mito delle sirene.
Proprio di fronte al B&B parte uno dei sentieri che porta in una
quarantina di minuti al fiordo di Furore, che fatica, ma che spettacolo
conquistare il fiordo passo a passo, scalino dopo scalino, un luogo
difficile da descrivere a parole per quanto è bello.
E come non citare il Ristorante la Polisportiva di
Conca dei Marini, dove siamo approdati al nostro arrivo prima di salire
a Furore, un posto senza fronzoli, semplice con una bella terrazza sul
mare; antipasto di mare e piatto di scialatielli ai frutti di
mare straordinari per materia prima e preparazione. Una bella sosta che
consigliamo.
Ma per come siamo fatti noi restava il problema del cenone, riusciremo
a cenare bene come se fosse una qualunque sera di vacanza? E Umberto
del Melograno trova la soluzione, ho un posto io sopra Amalfi a
Pogerola, la Trattoria delle sorelle Rispoli!
Un’altra serata che non si dimentica in un posto che è l’esatto
contrario del Ristorantone da 200 posti, 6-7 tavoli per una ventina di
persone, le due sorelle che con un collaudato copione interpretano la
burbera e la buona in un gioco delle parti che al dunque rivela cosa
può uscire da una cucina tra mare e montagna, sformato di riso con
vongole e cozze da gran gourmet, gli immancabili scialatielli, frittura
di paranza leggera e perfetta, capretto al forno alla vista quasi
laccato, fragrante, morbido, ben cotto e per finire i dolci di De Riso.
Il primo botto di fine anno arriva con il conto, 25 euro a testa,
Totò direbbe “e ho detto tutto”.
A questo punto sono le 21.30 mancano più di due ore alla mezzanotte, e
approfittiamo della strada tutta per noi per andarcene verso Positano,
sulla strada prima di Praiano vediamo i meravigliosi presepi ricavati
dentro le cavità della roccia, una costiera in miniatura, un capolavoro
di fantasia e arte presepiale. Un giro per la silenziosa Positano e
alle 23 si riprende strada verso Furore. 23.50 poco prima di Conca dei
Marini saliamo verso la frazione di S.Pancrazio dove c’è un bel punto
di osservazione su Amalfi e tutto il golfo. Alle 24 sul muretto si
stappa la nostra bottiglia di Spumante Asprinio mentre gli
spettacolari fuochi di Amalfi illuminano tutto.
Si riparte per Roma la mattina dell’uno e si decide di passare da
Tramonti, per vedere i bei vigneti che a 600 metri di altezza danno
vini straordinari tutti da antiche vigne a piede franco, tutti da vigne
tradizionali che uomini coraggiosi come Apicella hanno valorizzato con forza e caparbietà. Ecco che arriviamo all’ultima tappa, l’Osteria Reale nella
località Gete, gran bel posto, veniamo accolti squisitamente da Gigino
Reale che ci mostra subito la sua piccola cantina che conserva vini per
pochi, il Tintore, il Cardamone che abbiamo bevuto a tavola, un vino
che non si vergogna delle proprie origini, un vino forte anche
spigoloso che ha accompagnato una bellissima serie di piatti serviti in
un bell’ambiente elegante, tutti da tradizione ma con quella
aggiunta di ricerca che fa diventare ogni piatto speciale,
speciale come questa terra, una terra che grazie a uomini come te
caro Luciano sta difendendo e valorizzando l’immenso patrimonio che fa
della Campania una regione unica.
Per questo ti abbiamo scritto questo nostro piccolo diario, per dirti
grazie delle preziose informazioni che ogni giorno attingiamo dal tuo
sito ma soprattutto grazie per il grande e prezioso lavoro che fai per
una terra che amiamo.
Antonio Prinzo e Francesco Cerar