Vetusto 1997 Aglianico del Vulture doc

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CONSORZIO VITICOLTORI ASSOCIATI DEL VULTURE

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Grande annata per un grande vitigno, ma anche un viaggio nel tempo per capire come è cambiata la viticoltura in meno di dieci anni, soprattutto con l’introduzione di concetti prima mai praticati nelle campagne meridionali come la concentrazione in vigna con la potatura dei grappoletti, la vendemmia ritardata, l’uso delle barrique. Così con questo vino abbiamo avuto la conferma che l’Aglianico del Vulture lavorato in maniera tradizionale difficilmente può superare i dieci anni, a dire il vero non ci è ancora capitato di poterlo fare se non con qualche Don Anselmo ormai arrivato al capolinea. Da questo punto di vista l’Aglianico del Taburno e il Taurasi sembrano avere una marcia in più perché sono quasi sembre in condizione di superare agevolmente il decennio di vita senza problemi e andare anche molto oltre. Dunque questo Vetusto di Sergio Paternoster, il vino di fascia alta del Consorzio Viticoltori, la grande struttura di appoggio costruita a Barile proprio di fronte alle cantine dello Scescio nel 1977, è stato aperto poco prima della sua definitiva decadenza: nonostante una vendemmia spinta, dobbiamo dire che il vino si è ormai completamente spogliato della frutta rilasciando solo sentori marcati di ciliege sotto spirito. In bocca la beva è comunque ben sostenuta da una componente di freschezza ancora molto marcata mentre i tannini ovviamente sono stati completamente risolti dal tempo passato lasciando spazio ad una buona anche se non totale morbidezza. Abbiamo onorato questo vecchio campione prodotto in una cantina che ha segnato la rinascita della produzione di qualità nel Vulture grazie al fatto che in molti hanno appoggiato qui le loro uve in attesa della costruzione della propria azienda nel migliore dei modi possibili: un agnello infilato preparato da Donato Episcopo e infilato da Raffaele Vitale nel forno a legna di Casa del Nonno 13. Qui vino e carne hanno confermato di essere fatti l’uno per l’altra infilando un abbinamento da manuale e compiuto: la succulenza e la dolcezza dell’animale hanno compensato freschezza e sapidità del vino lasciando ai tannini il compito di svolgere il loro ultimo lavoro. Così abbiamo rivissuto gli spazi e le speranze della meravigliosa terra di Federico II e la simpatia di Sergio, da sempre responsabile enologico del Consorzio, all’inizio della nuova vendemmia.

Sede a Barile, Strada Statale 93. Tel e fax 0972.770386. www.coviv.com. Enologo: Sergio Paternoster. Bottiglie prodotte: 500.000. Vitigni: aglianico, moscato.