Vigna Cinque Querce 2001 Taurasi docg

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MOLETTIERI
Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 15 a 20 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

E’ arrivato. Alla fine il 2001 dal frutto violento, annata eccezionale in tutta la Campania oltre che in Italia è pronto per uscire in commercio: cupo, impenetrabile, un rosso moderno e antico al tempo stesso, concentrato ed elegante, alcolico e morbido, fresco e strutturato con estratti che superano quota 42. Parliamo del capolavoro di Giovanni, il figlio di Salvatore Molettieri, che per interpretare questa annata ha dovuto combattere a lungo in cantina: il rischio era che questa concentrazione eccessiva, partiamo da 40 quintali ad ettaro, un chilo a pianta, potesse sfociare facilmente in un vino da masticare di stile australiano e californiano. Lo avevamo provato in cantina, per questo anche l’uso dell’acciaio a differenza dell’annata 2000. Non crediamo di esagerare sostenendo che il Vigna Cinque Querce 2001 è sicuramente uno dei migliori vini italiani, ci ricorda il Roinos di Angelo Pizzi e del professore Sasso. Il naso è praticamente infinito per i suoi sentori complessi che partono dalla prugna matura per poi evolversi nello speziato, nelle note balsamiche, tabacco, un po’ di cuoio, ancora menta, liquirizia in una combinazione incredibile tra il frutto e il legno, quasi impossibile fissare il confine del loro scambio reciproco. L’ingresso è potente, caldo ma non cotto nonostante gli oltre 15 gradi, vellutato, avvolgente, il palato è completamente ricoperto dal vino con una intensità incredibile, ma anche con la freschezza necessaria a sostenere piatti molto strutturati. Perché, guardate, un vino rotondo può essere grande, ma un bicchiere da bere in meditazione e al tempo stesso in abbinamento è grandissimo. Il finale è infinito, la bocca resta pulita grazie alla frustata finale tipica dell’aglianico lasciando però una persistenza considerevole capace di durare molti minuti. Tipicità meridionale e linguaggio internazionale sono i due elementi di queste diecimila bottiglie praticamente andate esaurite ancora prima di essere immesse sul mercato, la conferma che il 2001 è un millesimo da ricordare per i grandi vini da invecchiamento con una eccezione capace di sovvertire la regola secondo la quale bianchi e rossi non possono riuscire bene nello stesso anno. Il motivo di questo trionfo enologico è nell’anima di Salvatore e Giovanni. Contadini e figli di contadini, hanno coniugato la sapienza delle stagioni alla scienza enologica, la cura delle vigne è personale, maniacale, in cantina manca solo il letto. A vendere ci pensano altri, dunque poco spazio alle furbastrate e ai colpi di testa, niente concessioni alle mode secondo uno stile sempre uguale a se stesso, valorizzato dal terroir di Montemarano da sempre il comune più vocato alla produzione del Taurasi. Finalmente possiamo scrivere: sì, ecco un rosso da abbinare agli arrosti.
Sede a Montemarano, Contrada Lampenne. Recapito Contrada Musanni, 19/b. Tel. 0827. 63424, fax 0827. 63722. Enologo: Giovanni Molettieri, consulenza di Attilio Pagli del Gruppo Matura. Ettari: 7 di proprietà. Bottiglie prodotte: 20.000. Vitigni: aglianico, fiano, greco, coda di volpe