Vigna Pezza la Corte 2003 Aglianico del Taburno doc

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Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Anche quando, come questa, le stagioni sono calde l’Aglianico si difende perché è a vendemmia tardiva e la frutta ha la possibilità, con le piogge e la ripresa di decise escursioni termiche, di ricomporsi e recuperare. In Irpinia, ad esempio, la vendemmia è sicuramente anticipata rispetto alla media,ma è ancora in corso. Il Sannio, parliamo della Valle Telesina, è invece un po’ più caldo, Mimmo Ocone ha chiuso la sua in quel di Ponte: esposizione a Sud, siamo circa a 300 metri, il terrreno è calcareo, la resa per ettaro di questa antica vigna a ridosso della cantina viaggia sui 70 quintali per ettaro. L’uva fermenta in tini, poi riposa in vasche d’acciaio, infine si eleva in barrique e in vetro prima di uscire a quattro anni dalla vendemmia. Siamo dunque alla 2003, la seconda edizione della seconda serie del Vigna Pezza la Corte che Ocone aveva sospeso e poi ripreso dietro mia insistenza perché ho sempre amato molto questo Aglianico in purezza. Nelle degustazioni coperte a giugno, con quattro mesi di bottiglia in meno, era oscillato fra i 75 e gli 80 punti: una dato da prendere come riferimento, ovviamente, e non come valore assoluto perché ogni degustazione segna la perfomance di un vino in un certo momento dato limitandosi a fare una previsione sulla sua evoluzione, previsione basata soprattutto sulla esperienza degli assaggi. Comunque un punteggio alto. Il millesimo si presenta anche in questo caso cone le caratteristiche che conosciamo tutti ormai affermate quas ovunque, molti sentori di frutta rossa matura anche se non cotta, mai cotta nell’Aglianico, la tradizionale eleganza lascia il posto ad una pomposa esibizione muscolare alquanto inedita, soprattutto la freschezza non ha un tono proprio ragionato, ma sostiene dietro le quinte con lavoro operaio e discreto il vino segnato stavolta soprattutto dalla morbidezza e dalla immediatezza di una sensazione dolce solo lievemente corretta nell’ultimo tratto del finale. Dunque, per quanto paradossale possa sembrare, come tutti i 2003, anche questo rosso non potrà avere una ulteriore evoluzione molto lunga, va consumato da qui a due, massimo tre anni, il che comunque non è poco considerata la stagione davvero terribile. Il top wine aziendale si conferma un vino comunque immediato, molto pulito e netto, risultato di una azienda dopo si pratica l’agricoltura biologica e tutto il processo di vinificazione avviene per caduta verticale delle uve, in questo caso il vino non viene neanche filtrato. Un rosso da bere in preparazioni di carne in umido, su roast beef, su pecorini non particolarmente stagionati, pollo arrosto e piccione alla cacciatore della Trattoria La Frangiosa a Ponte, un punto di riferimento irrinunciabile quando si scorazza per la Valle Telesina.

Sede a Ponte, via Monte. Località La Madonella
Tel. 0824.874040, fax 0824.874328
Sito: http://www.oconevini.it
Enologo: Carmelo Ferrara
Bottiglie prodotte: 250.000
Ettari: 11 di proprietà e 25 in conduzione
Vitigni: aglianico, piedirosso, coda di volpe, greco, falanghina