In rete si scherza: Vuò murì? Magnate Pomì

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Lo spot di Pomì

Un vero plauso alla Pomì per il suo coraggio. Finalmente ci dice che i suoi pomodori vengono esclusivamente da quel paradiso ambientale popolato da cigni e lontre che è la Pianura Padana dove non c’è industria, né inquinamento da rifiuti o nell’aria, una favola a cui credeva solo la Regione Lombardia, ma soprattutto il fenomeno delle piogge acide è bloccato dalle Alpi. Nei cui fiumi si può fare il bagno e dove l’incidenza dei tumori è bassissima rispetto al resto d’Europa.

Per cui, siamo sicuri, anzi sicurissimi, che non c’è l’ottimo San Marzano, ma neanche il pomodorino del Piennolo e neanche il tipo Roma coltivato in Puglia. Mi dispiace, non troverete da Pomì neanche i Pachino della Sicilia.
Sì sa, troppo sole fa male ai pomodori che è una coltura che vuole nebbia e ambiente freddo poco luminoso.

Non abbiamo, dunque, motivo di comprarlo.

 

6 commenti

  • Pasquale

    (4 novembre 2013 - 09:07)

    Sono il primo dei campanilisti ma lo speciale del Tg1 di domenica sera ha pure lasciato una grande ombra sulle tonnellate e tonnellate di “triplo concentrato” cinese che ogni settimana arrivano nel porto di Napoli.

    • Luciano Pignataro

      (4 novembre 2013 - 10:27)

      Non si tratta di essere campanilisti: che i conservieri campani siano al tempo stesso tra i più ricchi e più arretrati commercialmente non è una novità, e che alcuni facciano imbrogli è acclarato dalle inchieste giudiziarie.
      La questione qui è che non si può dividere buono e cattivo in base alle aree geografiche. Imbrogli, truffe, adulterazioni esistono in ogni parte del mondo, non sono una prerogativa di qualcuno. Purtroppo. La capacità di chi compra deve essere quella di puntare sempre al meglio e smettere di guardare solo al prezzo.

      • Cristiano

        (4 novembre 2013 - 16:12)

        Attenzione però a non emettere sentenze lapidarie basate sulla scarsa conoscenza dei fatti.

        La stragrande maggioranza del concentrato cinese viene riesportato in
        triangolazione. Cioè viene importato “in temporanea”, inscatolato e
        venduto nei mercati africani. Questo perchè l’Italia esporta più di quel
        che produce in quanto a Concentrato (leggetevi i dati doganali).

        Solo
        qualche pazzo scriteriato lo diluiva in parte per farne Passata, ma
        sempre per riesportazione, visto che in Italia la Passata per legge è
        solo dal fresco.

        Quindi state certi che al Sud il Pomodoro in
        scatola è solo italiano. In ordine decrescente la provenienza è: Puglia,
        Alto Lazio, Toscana, Basilicata, Molise, Campania,

        Al Nord si lavora praticamente solo pomodoro dell’Emilia-Romagna-

        NON esistono Pelati o Polpa cinesi.L’inquinamento è un altro paio di maniche, come pure l’ignoranza o la malafede di qualche bandito.

  • Carmine

    (4 novembre 2013 - 09:17)

    Dev’essere lo stesso effetto che fa della Barilla una delle migliori paste al mondo, anche il “triticum durum” vuole nebbia, umidità e canne fumarie per essere di qualità.

  • Giovanna Barletta

    (4 novembre 2013 - 10:47)

    bravo luciano una massa di ipocriti queste industrie del nord

  • Antonio Capone

    (6 novembre 2013 - 14:29)

    Con le notizie drammatiche sulla “Terra dei Fuochi” mi pare non ci sia nulla da scherzare….. Qualche giorno fa ho visto uno speciale su rainews24 a dir poco agghiacciante; l’ intervista al medico che mostrava come i suoi pazienti con tumore conclamato nel giro di pochi anni fossero quadruplicati lascia senza parole! E come facciamo noi consumatori a tutelarci? Chi ci dice se la frutta e gli ortaggi (pomodori compresi!) che mangiamo sono i migliori del pianeta oppure ci faranno venire il cancro? Ripeto, a mio umilissimo parere, chi ha il coraggio di scherzare su tutto ciò è un’ irresponsabile

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