๐๐ซ๐๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐๐ฌ๐๐ญ๐ญ๐, ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐๐ฉ๐จ๐ซ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฆ๐๐ฆ๐จ๐ซ๐ข๐: ๐๐ ๐๐ง๐ง๐ข ๐๐ข ๐๐๐ฆ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐, ๐๐ฎ๐๐ข๐ง๐ ๐ ๐ญ๐ซ๐๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ง๐๐ฅ ๐๐ฎ๐จ๐ซ๐ ๐๐๐ข ๐๐จ๐ฅ๐ฅ๐ข ๐๐๐ซ๐ข๐๐ข
di Valentina Ruzza
Ci sono ristoranti che si scelgono per un piatto e altri che si raggiungono perchรฉ custodiscono una storia. Laย Trattoria Isettaย appartiene a questa seconda categoria. ร uno di quei luoghi in cui il tempo non รจ soltanto un elemento della narrazione, ma lโingrediente piรน prezioso della cucina. Qui, tra le dolci colline dei Berici, la memoria continua a sedersi a tavola ogni giorno, trasformando una semplice trattoria in un autentico patrimonio gastronomico del Veneto.ย La sua storia cominciaย lโultima domenica di agosto del 1950, quandoย nonna Isettaย apre le porte della sua osteria di paese. ร lโItalia della ricostruzione, quella in cui la cucina nasce dalla terra, dal lavoro e dalla necessitร di valorizzare ogni ingrediente. Lโosteria diventa presto il cuore della comunitร , un luogo dove ci si incontra, si festeggia, si discute e si condivide il cibo come gesto di convivialitร . Nessuno immagina che quellโinsegna, nata con la semplicitร delle cose autentiche, diventerร una delle realtร simbolo della ristorazione dei Colli Berici.ย Quando Isetta scompare prematuramente, la sua ereditร passa al figlioย Galdino Gianesinย e alla nuoraย Guerrina Ferron, che nel 1960, subito dopo il matrimonio, entra in cucina per lavorare al fianco della suocera.
ร lรฌ che apprende non soltanto ricette e tecniche, ma una filosofia destinata a diventare il filo conduttore di tutta la storia della famiglia: rispettare la materia prima, cucinare con pazienza e non smettere mai di migliorarsi. Galdinoย porta con sรฉ un patrimonio altrettanto prezioso. ร un macellaio di straordinaria esperienza, capace di riconoscere il valore di un taglio con lo sguardo di chi conosce profondamente il proprio mestiere. Le migliori carni vengono selezionate personalmente e trovano la loro massima espressione sulla griglia o nel forno, secondo una cultura della carne che ancora oggi rappresenta una delle firme della casa.ย Il suo carattere viene descritto con rara efficacia daย Virgilio Scapin, che nel volumeย I Magnagatiย gli dedica uno dei ritratti piรน belli della gastronomia veneta. ยซGaldino รจ incontentabileยป, scrive. ยซI suoi clienti hanno appena finito di mangiare e lui รจ giร davanti al loro tavolo a chiedere se i cibi e le bevande sono stati di loro gradimento. Punta gli occhi stretti a fessura sui piatti per una definitiva conferma. Se non vi sono tracce vistose di cibo abbandonato, tutto รจ filato via liscio, la sua cucina non ha tradito.ยปย Sono parole che raccontano perfettamente il suo modo di intendere la ristorazione. Per Galdino ogni servizio rappresentava un esame, ogni piatto una responsabilitร , ogni cliente una persona da conquistare con la qualitร e mai da considerare acquisita.ย Per molti anni la Trattoria Isetta รจ stata molto piรน di un ristorante.
Accanto alla sala convivevano la macelleria, la salumeria con produzioni proprie, il negozio di alimentari, la tabaccheria e perfino il distributore di benzina. Un piccolo mondo che raccontava il Veneto di un tempo, quando le attivitร di famiglia rappresentavano il cuore della vita sociale del paese e il rapporto umano valeva piรน di qualsiasi strategia commerciale.ย Alla fine degli anni Ottanta arriva unโaltra intuizione destinata a segnare la storia del locale. Alle spalle della trattoria si estende un terreno collinare che molti avrebbero considerato poco piรน di una scarpata. Galdino, invece, immagina una cantina. Fa scavare la roccia viva dei Colli Berici e realizza una suggestiva grotta naturale dove ancora oggi riposano migliaia di bottiglie. Entrarvi significa immergersi nel cuore della pietra bianca vicentina, quella stessa roccia che ha reso celebri nel mondo le architetture palladiane e che qui crea il microclima ideale per lโaffinamento del vino. ร uno spazio che va oltre la semplice conservazione: รจ un luogo di silenzio, di contemplazione e di cultura enologica, dove ogni calice diventa il naturale prolungamento del racconto gastronomico.ย Ma forse il lascito piรน importante di Galdino รจ racchiuso in una frase che ancora oggi guida il lavoro della famiglia:ย ยซPer arrivare da noi i clienti passano davanti a decine di trattorie. Dobbiamo dare loro un buon motivo per continuare il viaggio.ยปย Quel motivo, ieri come oggi, si chiama semplicemente qualitร . ย Oggi la Trattoria Isetta vive grazie alla terza generazione. Manuela e Monica Gianesin, insieme ai rispettivi mariti, hanno scelto di proseguire il cammino iniziato da nonna Isetta, mantenendo intatta lโidentitร della casa ma interpretandola con uno sguardo contemporaneo. Non รจ unโoperazione di nostalgia, bensรฌ di continuitร : la tradizione, qui, non viene conservata sotto una campana di vetro, ma vissuta ogni giorno.ย Manuela รจ il volto dellโaccoglienza. Con la naturale eleganza di chi รจ cresciuta tra i tavoli della trattoria, accompagna gli ospiti in unโesperienza che va oltre il semplice servizio. Monica, invece, ha raccolto il testimone della nonna Isetta e della madre Guerrina ai fornelli, dando vita a una cucina che conserva il carattere della tradizione vicentina ma sa alleggerirsi e affinarsi senza perdere autenticitร .ย La loro filosofia รจ tanto semplice quanto impegnativa: fare tutto in casa. Non per moda, ma per convinzione. Ogni mattina vengono preparati i grissini, stirati rigorosamente a mano e lasciati riposare a umiditร controllata prima della cottura. Il pane profuma ancora di forno, la pasta fresca viene tirata con pazienza, gli gnocchi, i sughi, le salse, le creme, i fondi, i dolci, i gelati e i sorbetti nascono interamente allโinterno della cucina. Si acquista soltanto la materia prima, lasciando che siano il tempo, il lavoro e lโesperienza a trasformarla in qualcosa di unico.ย Questa identitร emerge con chiarezza anche nella carta.
Gli antipasti raccontano il Veneto attraverso preparazioni che custodiscono la memoria gastronomica della regione. Il baccalร mantecato, soffice e vellutato, viene accompagnato da crostini fragranti e dal mais Biancoperla, varietร simbolo della tradizione vicentina. Accanto a lui, la gallina nostrana in saor reinterpreta con grande eleganza uno dei piรน celebri piatti della cucina veneziana: la delicatezza della carne incontra il caratteristico equilibrio agrodolce del saor, dando vita a una preparazione che parla di territorio e cultura contadina. Piรน contemporanea la battuta di manzo alla senape di Digione, accompagnata da cipolla di Tropea marinata e pane croccante, mentre la raffinata scaloppa di foie gras con pan brioche, chutney di albicocche e noci, confettura di cipolle e riduzione di Porto testimonia la capacitร della cucina di confrontarsi anche con ingredienti di grande prestigio senza perdere misura. Il crostone con burrata, alici di Menaica, datterino confit e prosciutto crudo di montagna completa una proposta in cui mare e terra dialogano con sorprendente equilibrio.
Nei primi piatti emerge tutta la cultura della pasta fresca fatta in casa. Le fettuccine ai porcini dellโAltopiano di Asiago racchiudono il profumo dei boschi vicentini, mentre i tortelli con ripieno di faraona rappresentano una delle preparazioni piรน identitarie della cucina di Monica Gianesin.
La sfoglia sottile custodisce una farcia intensa ma elegante, capace di valorizzare una carne profondamente legata alla tradizione rurale veneta. Gli gnocchi tartufati, con cuore fondente di formaggio e tartufo, regalano profonditร aromatica senza risultare invadenti; la lasagnetta ai porcini su crema di Parmigiano interpreta un grande classico con equilibrio e leggerezza, mentre il risotto al tartufo nero dei Colli Berici, preparato rigorosamente espresso, celebra uno dei prodotti piรน preziosi di questo territorio.ย Accanto alle proposte piรน contemporanee continuano a vivere le ricette che hanno costruito la reputazione della trattoria. I bigoli mori con olio e sardela, i gargati ai durelli, la pasta e fagioli alla veneta e il tradizionale bacalร alla vicentina con polenta macinata a pietra rappresentano un patrimonio gastronomico che la famiglia custodisce con rispetto assoluto, consapevole che certe preparazioni non hanno bisogno di essere reinterpretate, ma semplicemente eseguite con rigore.ย Anche i secondi seguono la stessa filosofia. La faraona allevata a terra con le prugne richiama gli arrosti della domenica, il coniglio grigio di Carmagnola viene valorizzato dallโincontro con olive Taggiasche e pomodori secchi, mentre il fegato alla veneziana continua a rappresentare una delle espressioni piรน autentiche della cucina regionale.
Sul versante del mare, il polpo arrostito su crema di patate e il salmone Loch Duart in crosta di pomodori secchi e mandorle dimostrano una cucina capace di interpretare il pesce con eleganza e misura, senza mai perdere il legame con la propria identitร .ย La carne, tuttavia, rimane il tratto distintivo della Trattoria Isetta. Un patrimonio costruito da Galdino Gianesin e oggi portato avanti con la stessa passione da Adriano Pilotto, marito di Monica, che per molti anni ha lavorato fianco a fianco con il suocero davanti alla griglia, apprendendone i gesti, la sensibilitร e quella cultura della carne che non si trova nei libri, ma si tramanda attraverso lโesperienza. ร Adriano a selezionare personalmente ogni taglio e a seguirne la cottura, consapevole che una grande bistecca nasce molto prima di arrivare sulla brace.
Le grandi Fiorentine, il Black Angus americano, il filetto al tartufo nero dei Colli Berici, le costicine dโagnello e tutte le altre proposte alla griglia raccontano una competenza costruita in decenni di lavoro, dove tecnica, sensibilitร e rispetto della materia prima diventano un linguaggio di famiglia.
Aย suggellare lโesperienza รจ la straordinaria cantina scavata nella roccia, il sogno che Galdino volle realizzare alla fine degli anni Ottanta. Nel cuore della pietra bianca dei Colli Berici riposano migliaia di bottiglie custodite con passione da Graziano Fipponi, marito di Monica e profondo conoscitore del patrimonio enologico italiano. Concludere qui la cena, sorseggiando un calice tra le pareti di roccia naturale, significa comprendere fino in fondo lโidentitร della Trattoria Isetta: un luogo in cui il vino, la cucina e il territorio dialogano in perfetta armonia.ย Dopo settantacinque anni, la Trattoria Isetta continua a dimostrare che la vera eccellenza non nasce dallโostentazione, ma dalla fedeltร a unโidea. Unโidea costruita sul lavoro quotidiano, sul rispetto della materia prima e sullโorgoglio di una famiglia che, generazione dopo generazione, ha saputo custodire il proprio patrimonio gastronomico senza mai smettere di guardare avanti. Perchรฉ esistono ristoranti dove si va per mangiare bene e altri dove, oltre al gusto, si ha il privilegio di assaporare una storia. La Trattoria Isetta appartiene, da settantacinque anni, a questa seconda e preziosa categoria.
Trattoria storica con albergo
Indirizzo:ย Contrada Pederiva,ย 96 โ 36044ย Granconaย (VI)
Cucina: Tradizionale veneta e vicentina, con lavorazioni artigianali e cucina espressa
Specialitร : Pasta fresca, gnocchi, baccalร alla vicentina, piatti di carne, cotture alla griglia, tartufo nero dei Colli Berici, dolci e gelati di produzione propria
Cantina: Storica cantina scavata nella roccia, con migliaia di bottiglie selezionate
Gestione: Famiglia Gianesin, oggi alla terza generazione
Accoglienza: Manuela Gianesin
Cucina: Monica Gianesin
Vini e cantina: Graziano Fipponi
Servizi: Tavoli allโaperto, camino, sala da pranzo privata, possibilitร di soggiorno
Fascia di prezzo: Media
Atmosfera: Familiare, autentica, elegante senza formalismi
Punto di forza: Cucina interamente lavorata in casa, dalla panificazione alla pasta fresca, fino a salse, dolci, gelati e sorbetti
Anno di apertura: 1950








