100 Best Italian Rosé x Kerakoll: a Milano il colore diventa esperienza tra vino e design


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Milano si conferma laboratorio di contaminazioni e nuove visioni con Rosé Experience: colore da gustare, l’evento ospitato nella sede Kerakoll di Via Solferino 16, dove il mondo del vino ha incontrato quello del design, dei materiali e della cultura del colore in un dialogo inedito e multidisciplinare, approfittando dell’allestimento pensato per il Salone del Mobile, trasformato per l’occasione in uno spazio immersivo dedicato all’esperienza del colore.
L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra 100 Best Italian Rosé, la guida dedicata ai migliori rosati fermi d’Italia, e Kerakoll, azienda leader nell’edilizia e nella cultura del colore, ha superato i tradizionali confini tra settori apparentemente lontani. Il filo conduttore della serata è stato il rosa, inteso non solo come colore ma come elemento narrativo, psicologico e sensoriale.
Nel corso dell’introduzione alla serata, Kerakoll ha raccontato la visione che ha ispirato l’iniziativa: oggi il colore non rappresenta soltanto un fattore estetico, ma un elemento sempre più centrale nei processi percettivi ed emotivi, capace di influenzare il nostro modo di osservare, scegliere e vivere gli spazi. Un principio che attraversa mondi diversi e che trova sorprendenti punti di contatto anche con il vino.

100 Best Italian Rosé x Kerakoll

Il percorso ha così esplorato l’evoluzione del rosato contemporaneo: dal boom internazionale iniziato con la celebre estate dei rosati fino alla sua progressiva premiumizzazione, accompagnata da nuove modalità di comunicazione e consumo. Parallelamente, l’affermazione del Millennial Pink ha segnato un cambiamento culturale profondo, trasformando il rosa in un codice espressivo contemporaneo, fluido e trasversale.
Al centro dell’incontro anche l’identità italiana del vino rosa: un patrimonio costruito sulla ricchezza dei vitigni autoctoni e sulla varietà di interpretazioni regionali, oltre alla necessità di sfatare alcuni luoghi comuni ancora diffusi. Il rosato, infatti, non è un vino “da donna”, né un prodotto esclusivamente estivo, e non nasce dall’unione di vino bianco e rosso.
Tra i temi affrontati durante la serata anche il ruolo sociale e simbolico del colore: il significato di una tonalità cambia nel tempo e nelle culture, costruendo immaginari, codici e percezioni condivise.

Un’attenzione particolare è stata dedicata al rapporto tra estetica e scelta del consumatore: nel vino rosato il colore rappresenta un elemento identitario fortissimo, tanto che la grande maggioranza delle bottiglie utilizza vetro trasparente proprio per valorizzarne le sfumature, dai toni petalo fino alle tonalità corallo.
A chiudere il percorso, uno sguardo agli studi di neuromarketing e alle ricerche che dimostrano quanto il colore possa influenzare le preferenze e il giudizio del consumatore, confermando come il gusto non sia soltanto una questione di palato, ma anche di percezione.
Più che una degustazione, Rosé Experience è stata un’esperienza culturale che ha mostrato come mondi diversi possano incontrarsi e generare nuove chiavi di lettura, trasformando il colore in un linguaggio comune tra estetica, progetto e gusto che si è chiusa con la degustazione di 3 rosati di colori e profili diversi per operatori del settore dell’edilizia.

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