Addio a Nino D’Antonio, grande giornalista e scrittore di vino. Il saluto di Assoenologi

23/2/2021 768
Nino D'Antonio
Nino D’Antonio

Nino D’Antonio ci ha lasciati, perdiamo un caro amico ma soprattutto un gentiluomo, un professionista, che ha percorso la sua strada lavorando ed evitando di sparlare di chi era del settore per cercare spazio mediatico. Altre generazioni, altra educazione, altra tempra e, soprattutto, altra sicurezza di se stessi. Era dotato di una grande vivacità intellettuale, un curioso, il tipico intellettuale umanista napoletano che si aggancia subito ai grandi temi della vita coinvolgendoti nelle sue riflessioni. In questi anni ci siamo frequentati e incrociati tanto, l’ultima volta in un vero tete a tete in una tranquilla cena d’albergo dove ci eravamo rifugiati dal caos e dalla stanchezza di una giornata al Vinitaly. Una bella chiacchierata durata ben oltre il tempo necessario a consumare una cena frugale, quel perdere tempo per guadagnare tempo e vivere il piacere della conversazione.
Pubblichiamo il comunicato ufficiale di Assoenologi, di cui dirigeva la rivista L’Enologo.

Nino D’Antonio, direttore responsabile della nostra rivista l’Enologo, ci ha lasciati, vittima del Covid. Docente di letteratura italiana, è stato scrittore, giornalista, critico d’arte e appassionato enogastronomico. Ha scritto una trentina di libri e girato una serie di documentari televisivi che gli sono valsi il primo premio al Festival Internazionale del Film Turistico. Vincitore di premi giornalistici, si è avvicinato al mondo del vino negli anni ’50, grazie all’incontro con l’Associazione Nazionale Città del Vino, di cui era Ambasciatore. Tra i suoi libri più importanti, scritti per le Città del Vino possiamo ricordare: Costa d’Amalfi, borghi divini; Vini e gente di Sicilia; Don Calò, venti racconti intorno al vino; Il vino si fa immagine; Campania, le 40 Città del Vino; Uomini e vini, venti ritratti a tutto tondo; Incontri in cantina; Dietro la bottiglia. Per la nostra rivista ha curato diverse rubriche su tematiche, tra cui: Viaggi nell’Italia del gusto: Scuole Enologiche d’Italia; I Consorzi di tutela si presentano. Le sue Lectio Magistralis sulle Civiltà del Vino rivolte agli enologi rimarranno per sempre impresse nelle nostre menti per la vivacità di narrazione, profondità di pensiero e ampia cultura.

“Con Nino – dice il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella – se ne va un grande professionista, un appassionato del mondo del vino e soprattutto, per me, se ne va un caro amico. Ho avuto l’onore di conoscere Nino tanti e tanti anni fa, abbiamo collaborato su tante iniziative e per ultima la sua direzione de l’Enologo. Discreto, colto, generoso, la sua figura rimarrà indelebile per tutti quelli che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Ci mancherà e mancherà al nostro mondo che lui ha saputo raccontare nei decenni con amore, dedizione e assoluta competenza”.