Antica Tripperia ‘O Russ a Napoli

25/9/2018 4.1 MILA
Antica Tripperia 'O Russ
Antica Tripperia ‘O Russ

di Andrea Docimo

Dove: in fondo di un vicoletto sulla destra, dopo aver percorso per qualche decina di metri la strada (via Bernardo Tanucci) che sale di fronte alla questura della Polizia Stradale in piazza Carlo III.

Antica Tripperia 'O Russ
Antica Tripperia ‘O Russ

Chi/cosa: la Antica Tripperia ‘O Russ.

Perché: è il regno del quinto quarto e, nello specifico, della trippa, declinata nei modi più vari.

Quando: quando avete il vulìo.

Trattasi di un locale storico, appuntamento imperdibile per ogni napoletano, in inverno e non solo. Sale e tavoli sono spartani, all’antica, e il personale di sala garbato e attento.

Questa è la foto del menu: prezzi bassi e materia semplice, ma di sostanza.

Antica Tripperia 'O Russ
Antica Tripperia ‘O Russ

Ottima, la trippa con sale e limone: un tripudio di callosità, croccantezza e scioglievolezza. Irrinunciabile.

Anche soffritto di maiale è un’esperienza da fare di corsa: consistenza dei pezzi strepitosa, in quanto sono anche inseriti nel rispetto delle giuste proporzioni. Sotto il soffritto? Pezzi di pane tostato.

Antica Tripperia 'O Russ
Antica Tripperia ‘O Russ

Per quanto riguarda gli spaghetti con trippa e patate, la cottura della pasta (ovviamente commerciale) è azzeccata e il piatto tenue, delicato, nonostante l’utilizzo della trippa e patate possa spaventare. Con una grattata di Parmigiano è ancora meglio.

Antica Tripperia 'O Russ
Antica Tripperia ‘O Russ

Estremamente consigliato, per assaporare la Napoli vera, a prezzi giusti.

Antica Tripperia ‘O Russ

Via S. Eframo Vecchio, 68 80137 Napoli
tel. 0815991701
Giorni e orari di apertura: aperto dal lunedì al sabato dalle 7 alle 21.30 (ven e sab fino alle 23)

Un commento

    luca

    Un testo, un discorso è come un piatto:
    è fatto di ingredienti(contenuto) e di tecnica per cucinarli(stile). Mi è piaciuto e vorrei commentarne alcuni passaggi.

    –“Quando: quando avete il vulìo”
    Voglia, desiderio di assaggiare cibi particolari, in questo caso della tradizione: alcuni piatti, la trippa, vengono fatti anche in altre regioni italiane.

    –“Trattasi di un locale storico. Sale e tavoli sono spartani, all’antica, e il personale di sala GARBATO e attento”

    Ci manco da un po’ ma apprezzai molto il “GARBO” di chi mi servì al tavolo.
    Sul servizio ognuno ha delle opinioni personali
    non apprezziamo lo stesso “stile” in questa particolare attività umana.
    E non esiste, secondo me, uno stile “napoletano” (vale anche per altre città)
    ma esistono tanti modi di essere napoletani(in questo caso nel servizio di ristorazione) in cui la cultura, l’ambiente e la storia vengono filtrate dalla PERSONALITA’ del singolo.

    Signori si nasce (o si diventa?).

    La signorilità, il garbo lo si poteva vedere nei tratti di chi mi servì la “trippa alla napoletana” in questo “…locale storico… Sale e tavoli sono spartani …all’antica…”
    Vorrei ricordare un altro locale che apprezzo molto, le Zendraglie di Napoli, in cui farei lo stesso discorso.

    –“Estremamente consigliato, per assaporare la Napoli vera, a prezzi giusti”

    “Prezzi giusti” :
    Quante volte vorremmo che fosse vero anche per altri locali dove il rapporto Q/P prezzo è squilibrato i due sensi: 1 o c’è poca qualità o
    2 c’è qualità ma fatta pagare con un prezzo troppo alto rispetto a quella qualità.
    Su questo lato i food blog dovrebbero svoltare e stare di più dalla parte dei CLIENTI
    (come dovrebbe essere…sempre…).
    Anche perché non “rischiano” molto:
    a volte penso ai giornalisti che fanno indagini sulla camorra, penso all’indimenticabile Giancarlo Siani e mi chiedo:
    ma questi rischiano veramente di brutto e i food blogger se la fanno sotto a un tavolo di ristorante?

    Mi soffermo sulla locuzione ” NAPOLI VERA”.
    Perché l’autore usa l’aggettivo vera?
    C’è forse una Napoli della ristorazione (non) vera?
    Io la interpretò così(e può non essere quella dell’autore).
    Non c’è niente di finto.
    L’ambient non è stato “ricostruito” da uno dei tanti architetti di locali adibiti alla ristorazione che stanno tappezzando l’Italia di locali simili.
    Il cibo è “verace”, cucinato a regola d’arte(non nel senso che è arte, chiaramente, come spesso si legge: l’arte è un’altra cosa).
    Il servizio, come dicevo, è genuino e cordiale fatto con molto garbo (è vero) e non affettato e ipocrita come accade, a volte, anche in locali di categoria più alta.
    Ma nella stessa Napoli altri locali simili(per categoria) dovrebbero imparare, sul servizio, qualcosa da ‘O Russ.

    I cafoni, gli stronzi, gli arroganti li incontri dappertutto: al Nord come al Sud,
    a Napoli come a Milano,
    tra il popolo e nelle élite.
    E, purtroppo, anche al Potere.

    26 settembre 2018 - 13:15

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