Apre la prima vera pizzeria di Positano firmata da Ivano Veccia: Enza Positano


Enza Positano a Positano
Viale Pasitea 113
Telefono: +39 089875019
Apertura: tutti i giorni dalle 16:30

Ivano Veccia

di Antonella Amodio

Da Ischia a Positano, in Costiera Amalfitana, Ivano Veccia firma la pizza nel cuore di una delle destinazioni più iconiche del mondo.

Enza Positano

Enza Positano è il primo locale nella cittadina, “perla del Mediterraneo”, che si dedica interamente alla pizza, senza affiancare un’offerta da ristorante. Una scelta chiara e controcorrente per il territorio, che segna un nuovo modo di vivere la pizza nella città verticale, dove il turismo ha una forte prevalenza di visitatori internazionali alla ricerca di un’esperienza esclusiva, romantica e scenografica. Una meta prediletta per chi cerca raffinatezza e glamour.

Enza Positano

La pizzeria situata in Viale Pasitea 113, sotto Caffè Positano, con un’incantevole vista sulla famosissima Spiaggia Grande e sulla Costiera Amalfitana, Enza Positano dispone di 120 coperti e accoglie i suoi ospiti tutti i giorni dalle 16:30 fino al dopocena, con un format che unisce aperitivo, cena e dopocena, con il filo conduttore della pizza. L’ambiente, curato e autentico, presenta una tableware Made in Italy, con posate, piatti e bicchieri realizzati da artigiani locali e italiani.

Gianfranco Buonocore e Roberto Pane – Enza Positano

Il progetto nasce dalla visione di Gianfranco Buonocore, imprenditore locale, con l’obiettivo di creare un luogo autentico, radicato nella memoria familiare e nella cultura dell’ospitalità positanese. Un racconto che affonda le sue radici nella storia della nonna Enza e di un antico hotel di famiglia, evocato simbolicamente da una storica pianta di fico ben visibile nel dehors della pizzeria.La direzione del locale è affidata a Roberto Pane, con oltre vent’anni di esperienza nel mondo dell’hôtellerie di lusso, con ruoli di rilievo, tra cui bartender presso l’Hotel Santa Caterina e, successivamente, Head Barman presso Le Sirenuse.

Carmine D’Apice e Andrea Giordano

Al banco c’è il pizzaiolo  Carmine D’Apice e Andrea Giordano al forno. Ivano Veccia, tra i più autorevoli interpreti della pizza contemporanea campana, firma la proposta con un menù che contribuisce in modo determinante all’identità gastronomica del locale e porta da Enza Positano una visione costruita su tecnica, esperienza e conoscenza del territorio. “Enza a Positano è la prima vera pizzeria a Positano e sono felice di portare il mio know-how in Costiera Amalfitana”, dichiara Ivano Veccia.

L’offerta gastronomica

La proposta è completamente focalizzata sulla pizza, declinata in tre interpretazioni: napoletana classica, padellino e pala. Fra gli ingredienti chiave ci sono le alici di Cetara, i limoni della Costiera, il Piennolo del Vesuvio, l’origano di Ischia e la ricotta di fuscella dei Monti Lattari: elementi che raccontano il territorio e completano l’esperienza.
Tra le 25 pizze non mancano proposte con caviale e tartufo. Tra le immancabili c’è la famosa pizza Lasagna Povera, diventata una signature di Ivano Veccia, e la reinterpretazione della zingara ischitana.

Pizza – Enza Positano

Tra i fritti: mozzarella in carrozza, frittatina di pasta, crocchè e supplì alla Nerano. Nei dessert: la delizia al limone, il tiramisù e il gelato, un’altra icona del cibo italiano.

Cocktail & Vino

Oltre ai vini rappresentativi della Costiera Amalfitana e sorrentina, la carta include produzioni campane, italiane e internazionali. La lista di 8 cocktail si ispira alla Scalinatella di Positano: ogni drink rappresenta una tappa, un percorso, un racconto. Una miscelazione elegante e territoriale curata e realizzata da Roberto Pane. Una selezione di distillati importanti da tutto il mondo completa l’offerta.

Enza Positano, é un progetto inedito per il territorio. L’apertura prevista tra pochi giorni, si afferma così come un nuovo punto di riferimento in Costiera Amalfitana: un luogo dove la pizza, finalmente, trova uno spazio esclusivo e centrale a Positano.

I prezzi delle pizze partono da 22 € per la Margherita fino a 80 € per la Caviale

 

2 Commenti

  1. Questo, ma 1000 altre evidenze mi confermano sempre di più di una convinzione che mi frulla nella testa da molti anni. Sono convinto che già da prima del COVID, in costiera amalfitana (ma non in penisola sorrentina) ci si sia seduti (figuratamente a tavolino) ed i principali attori del turismo abbiano fatto una scelta radicale ossia puntare solo ed esclusivamente alla clientela alto-spendente, oggi va di moda “luxury” possibilmente non italiana (e meglio ancora non europea), facendo in modo da stroncare tutti gli altri possibili avventori. Intendiamoci, la premessa è d’obbligo, la scelta è assolutamente legittima (oltre che legale). Con il post COVID ed il boom del turismo si è messo in atto tale piano, aperture di strutture ricettive a 5* a partire da 1000 euro a notte con conseguenti ristoranti stellati e non con partnership di grido ed a cascata il tutto che si riverbera come un’onda su strutture e locali posti alla base della piramide. E così accade che: l’hotel 4* che prima del 2020 offriva (a giugno) pernottamenti a 250 euro passa magicamente a più del doppio e badate bene parliamo di un hotel posto in un piccolo borgo (non ad Amalfi e Positano). E così che quando negli anni 90 e primi anni 2000 noi giovani studenti squattrinati con pochi spiccioli a bordo di una vespa, riuscivamo a passare una giornata spensierata tra Cetara, Erchie e Maiori oggi con la privatizzazione totale delle spiagge pubbliche è stato azzerata questa possibilità. E se il tranciare questo tipo di flusso è comprensibile, non è allo stesso modo comprensibile recidere la possibilità a fascia media della clientela che oggi, anche con uno stipendio di 4.000 euro al mese e con un solo figlio, si guarda bene da passare anche una sola giornata nella Divina Costiera, e spendere 100 euro per un lido, 150 euro (almeno) per un pasto, 500 euro a notte per un pernottamento ed alla fine 22 euro per una margherita. Ed alla fine, auguro a chi ha fatto questa scelta di avere sempre un fiume di clientela alto-spendente, alla quale rifilare una margherita a 22 euro, un aglianico qualsiasi a 60, uno spaghetto a vongole a 30 euro e cosi via discorrendo, perchè quel giorno in cui non dovesse più arrivare questo flusso di clientela non credo che riescano a rifilare al sottoscritto meno di un Taurasi DOCG “Radici” di Mastroberardino per i famosi 60 euro…..

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