Biowine closing up, Castelfranci 30 novembre

29/11/2019 321

SABATO 30 NOVEMBRE A CASTELFRANCI (AV) TAPPA CONCLUSIVA DI ‘BIOWINE’
SARÀ PRESENTE RICCARDO MONACO DELL’AGENZIA DI COESIONE TERRITORIALE

Al termine dell’incontro i sindaci sanniti, irpini, cilentani e lucani convolti nel progetto sigleranno un protocollo di intesa per continuare le attività di un processo virtuoso che ha portato alla redazione del Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale

Floriano Panza: «Un virtuoso lavoro di rete che ha permesso di ragionare insieme sulle prospettive future verso le quali puntare per far crescere la filiera vitivinicola».

Giovanni Quaranta: «Percorso che ha realizzato uno strumento efficace e replicabile in altre aree interne o rurali per un ammodernamento sostenibile dei piccoli Comuni»

Cala in terra irpina il sipario sulle attività di ‘BioWine’ (Biological Wine Innovative Enviroment), progetto che ha coinvolto importanti realtà vitivinicole del Veneto, della Campania e della Basilicata. Sabato 30 novembre (inizio ore 10.30) è in programma a Castelfranci (presso l’agriturismo ‘Montagne Verdi’) l’evento finale del progetto che ha prodotto sul campo un esemplare esempio di trasferimento di know-how e buone pratiche sui temi dell’innovazione tecnologica in agricoltura, della tutela dell’ambiente e del marketing territoriale.
All’appuntamento prenderanno parte i sindaci delle realtà coinvolte da ‘Biowine’, che ha inteso trasferire in alcuni comuni a vocazione vitivinicola di Campania e Basilicata alcune buone pratiche amministrative (ossia un insieme di soluzioni originali, innovative ed efficaci) sviluppate ed applicate con successo nell’area del Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene. ‘BioWine’ – finanziato nell’ambito del PON Governance 2014/2020 su iniziativa dell’Agenzia per la Coesione Sociale, in virtù del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale dell’unione Europea – ha coinvolto quale Ente cedente della buona pratica il Comune di San Pietro di Feletto dell’area citata Docg della provincia di Treviso; Enti Riusanti sono alcuni comuni che appartengono alle aree del Sannio, del Cilento e della Val d’Agri (Guardia Sanframondi – Ente Capofila, Castelvenere, Sant’Agata de’ Goti e Solopaca in provincia di Benevento; Caggiano e Sant’Angelo a Fasanella in provincia di Salerno; Castelfranci in provincia di Avellino; Roccanova e Grumento Nova in provincia di Potenza). L’incontro di sabato registrerà gli interventi dei primi cittadini dei Comuni riusanti: Modesto Lamattina (Caggiano), Generoso Creta (Castelfranci), Mario Scetta (Castelvenere), Floriano Panza (Guardia Sanframondi), Antonio Imperatrice (Grumento Nova), Rocco Greco (Roccanova), Giovannina Piccoli (Sant’Agata dei Goti), Gaspare Salomone (Sant’Angelo a Fasanella), Pompilio Forgione (Solopaca). In collegamento Skype interverrà un rappresentante del Comune di San Pietro di Feletto.
Ad illustrare i risultati del progetto saranno Giovanni Quaranta (coordinatore scientifico di ‘Biowine’) e Franco Russo (‘Meridiana Italia’). Le conclusioni saranno invece affidate a Riccardo Monaco (Agenzia per la Coesione Territoriale) e Maurizio Petracca (presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Campania). Al termine degli interventi, i sindaci sigleranno il protocollo d’intesa per proseguire le attività promosse nell’ambito del progetto che vedrà nelle prossime settimane l’adozione, da parte degli enti coinvolti, di un Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale, strumento efficace per una corretta gestione del territorio e per lo sviluppo di azioni tese a diminuire l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, accrescere la sostenibilità delle produzioni vitivinicole e agricole in generale in un’ottica di risparmio energetico.
«L’incontro di sabato – dichiara Floriano Panza, sindaco del Comune capofila – illustrerà il percorso virtuoso compiuto in questi mesi che hanno visto il Sannio, l’Irpinia, il Cilento e la Val d’Agri lavorare in sinergia per raggiungere un obiettivo importante. Si è trattato di un percorso intenso, che ci ha portato in diverse occasioni in terra trevigiana per delle visite studio. Nel corso di questi mesi sono stati numerosi i seminari formativi ospitati nei Comuni coinvolti, con l’obiettivo di predisporre la bozza del Regolamento che ora si appresta a fare il suo ingresso nelle aule consiliari. Questi incontri hanno coinvolto anche i referenti e gli esperti dei Comuni trevigiani dell’area del Prosecco, giunti nel Meridione per illustrerare i frutti delle pratiche amministrative da loro adottate. Lungo questo proficuo percorso – conclude Panza – è stata stimolata la partecipazione attiva dei portatori di interesse, per ragionare insieme sulle prospettive future verso le quali puntare per far crescere la filiera vitivinicola».
«L’evento conclusivo di ‘Biowine’ – sottolinea Giovanni Quarata, coordinatore scientifico del progetto – registrerà la firma da parte dei sindaci di un protocollo d’intesa il cui fine sarà quello di dare seguito a questo processo virtuoso. Le opportunità che si potranno cogliere grazie al progetto sono molteplici, come del resto dimostrano anche gli attestati e i riconoscimenti che il nostro lavoro ha già ottenuto. Uno per tutti cito il ‘Premio Ecofriendly Vinibuoni d’Italia 2020’, assegnato a ‘BioWine’ dalla prestigiosa guida dei vini edita dal Touring Club Italiano, consegnato il 10 novembre scorso nella suggestiva cornice del Teatro Puccini di Merano. Si tratta di un riconoscimento importante se consideriamo che l’edizione precedente ha premiato il Ministero delle Politiche Agricole Forestali e Agroalimentari, per la creazione del Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali, e il Consorzio di tutela del Soave, quale esempio virtuoso per i territori eroici e storicizzati, in qualità di primo paesaggio vitivinicolo italiano a intraprendere il percorso verso la candidatura GIAHS-FAO, come modello di sostenibilità economica e ambientale per l’intera umanità. Come questi esempi virtuosi, anche ‘Biowine’ – conclude Quaranta – si è proposto di dare vita ad un modello replicabile in altre aree interne o rurali, quale strumento efficace per un ammodernamento sostenibile dei piccoli Comuni e per alimentare un sistema territoriale in grado di favorire il coordinamento tra i differenti livelli di governo».

La bozza definitiva del Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale è consultabile sul sito www.biowine-project.eu

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