Brunello di Montalcino: l’annata 2019 batte la 2018, ma lo scarto è minimo


Brunello - 2018 - 2019

Brunello – 2018 – 2019

di Raffaele Mosca

L’ osannato millesimo 2019 del Brunello di Montalcino vince sul più divisivo 2018 nell’annuale degustazione comparativa della stampa romana… ma lo scarto è di soli 0,2 centesimi di media!

La differenza tra le annate 2018 e 2019 è  stilistica più che qualitativa: più leggiadri i Brunello di Montalcino 2018, più potenti e stratificati i 2019.

Chi ha saputo gestire bene entrambe i millesimi ha portato a casa un vino d’innata eleganza e grande piacevolezza a medio raggio nel 2018 e un vino meno concessivo, più serrato, ma potenzialmente molto longevo nel 2019.

Le versioni meno centrate, invece, presentano problemi diametralmente opposti: un po’ esili o marcate da tannini sbilanciati nel caso del primo millesimo; troppo scure, concentrate ed alcoliche nel secondo.

Rimane, in ogni caso, molto forte l’impressione che la 2018 sia stata globalmente sottovalutata. Era emersa anche nel confronto vinto a mani basse con la 2017 nella scorsa edizione.

LA DEGUSTAZIONE

Ormai giunta alla nona edizione, la sfida tra le annate (ultima in uscita a gennaio dell’anno dopo vs precedente) è diventata un classico per la stampa di settore della Capitale e per alcuni operatori del mondo del vino.

E così un gruppo di persone (giornalisti, buyer, ristoratori, sommelier) si riuniscono a Roma presso l’ Osteria Poerio (che ringraziamo per l’ospitalità) per affrontare l’assaggio alla cieca (non sapendo né annata né etichetta) di un rappresentativo numero di campioni provenienti dai produttori ilcinesi per farsi un’idea di quello che una denominazione così importante potrà esprimere nel calice ogni volta.

La data è il 14 dicembre, scelta per festeggiare la ricorrenza della nascita della testata giornalistica Vinodabere (registrazione Tribunale di Roma del 14/12/2017).

Il confronto tra le due annate (2019 e 2018), rappresentate da 50 campioni di 25 aziende, ha visto prevalere di un soffio la 2019 (parliamo 0,2 centesimi), a dimostrazione che la vittoria non fosse affatto scontata.

 

Ecco la lista delle etichette, in ordine di preferenza, che hanno superato i 90 centesimi ed hanno maggiormente convinto (secondo la media dei punteggi) i presenti:

 

Brunello di Montalcino 2019 – La Fortuna

Brunello di Montalcino 2019 – Sesti Castello di Argiano

Brunello di Montalcino 2018 – Maté Famiglia

Brunello di Montalcino 2018 – Gorelli

Brunello di Montalcino 2019 – Lisini

Brunello di Montalcino 2018 – Casisano

Brunello di Montalcino 2019 – Collemattoni

Brunello di Montalcino 2019 – Mastrojanni

Brunello di Montalcino 2019 – Pian delle Querci

Brunello di Montalcino 2018 – Mastrojanni

Brunello di Montalcino 2018 – Pian delle Querci

Brunello di Montalcino 2019 – Camigliano

Brunello di Montalcino 2019 – Maté Famiglia

Brunello di Montalcino 2019 – Chiusa Grossa

Brunello di Montalcino 2019 – Corte dei Venti

Brunello di Montalcino 2018 – Collemattoni

Brunello di Montalcino Greppone Mazzi 2019 – Ruffino

Brunello di Montalcino 2018 – Poggio Antico

Brunello di Montalcino 2018 – La Palazzetta (Flavio Fanti)

Brunello di Montalcino 2019 – Gorelli

 

Ecco quali hanno maggiormente convinto i presenti all’Osteria Poerio:

Rosso di Montalcino 2021 – Tenuta di Sesta

Rosso di Montalcino 2021 – Donatella Cinelli Colombini

Rosso di Montalcino 2021 – Collemattoni

Rosso di Montalcino 2021 – Lisini

Rosso di Montalcino2022 – Camigliano

Rosso di Montalcino 2021 – Corte dei Venti

Rosso di Montalcino 2021 – La Fortuna

Rosso di Montalcino 2021 – Gorelli

Rosso di Montalcino 2021 – Mastrojanni

 

Ancora una volta la degustazione alla cieca rende giustizia alle annate meno celebrate e ridimensiona un pochino quelle con le maggiori aspettative.