Calcata, il borgo dove non ti innamori solo del luogo ma anche delle persone


Calcata le botteghe

di Ornella Buzzone

Arrivare a Calcata è un po’ come entrare in un racconto che qualcuno ha iniziato molto tempo fa e che continua ancora oggi, senza fretta. La vedi da lontano, arroccata sulla roccia, sospesa sopra la valle del Treja, e già capisci che non è un posto come gli altri. È bella, sì, di quella bellezza quasi irreale fatta di pietra, silenzi e affacci che si aprono all’improvviso, ma non è solo questo a colpire.

Ci sono storie che girano tra i vicoli, racconti sussurrati, come quello di persone che non se ne sono mai più andate, che vivono qui da anni senza sentire il bisogno di uscire da questo piccolo mondo. E mentre cammini, inizi quasi a crederci davvero, perché Calcata ha qualcosa che trattiene, qualcosa che ti rallenta e ti fa restare.

Non è solo un luogo da vedere, è un luogo da abitare, anche solo per qualche giorno, e mentre lo attraversi capisci che la sua bellezza non sta solo in quello che mostra, ma in quello che custodisce, nelle vite che lo riempiono ogni giorno. Ed è esattamente questa sensazione che ho provato arrivando qui.

Calcata, il gatto

Calcata non è solo un borgo, è una sensazione, un piccolo mondo sospeso nella Tuscia dove il tempo sembra rallentare e ogni cosa trova il suo ritmo naturale, arroccata su una rupe, circondata dalla valle attraversata dal fiume Treja, con affacci che si aprono improvvisi e ti lasciano senza parole, è uno di quei posti che sembrano usciti da una fiaba, ma la sua vera magia non sta solo nei vicoli, nelle pietre, nelle botteghe di artisti che si susseguono una dopo l’altra, tra ceramiche, carta, colori e mani che creano, la sua magia sta nelle persone che hanno scelto di viverla davvero.

Sono poche, pochissime, appena ottanta in tutto, eppure bastano per dare a questo luogo un’identità fortissima, autentica, quasi rara, una comunità che non è solo presenza ma visione, e mentre cammini lo percepisci, lo senti, capisci che qui ogni scelta ha un significato.

È proprio attraverso una di queste scelte che ho scoperto uno dei luoghi più sorprendenti di Calcata, SopraBosco Apartment Design, un piccolo spazio che racchiude un’idea grande, quella di Roberta e Cristiano, architetta lei, artista lui, che dieci anni fa hanno deciso di lasciare Roma e il suo caos per trasferirsi qui, non per scappare ma per costruire qualcosa di diverso, qualcosa di loro.

SopraBosco Apartament – Roberta e Cristiano

Hanno trovato questa piccola casa quasi per caso, un’opportunità semplice, accessibile, e hanno deciso di farne un esperimento, uno di quelli che nessun cliente ti chiederebbe mai, uno di quelli che nascono solo quando sei libero di immaginare davvero, e così è nata l’idea della camera vetrata, una scelta controcorrente, quasi provocatoria, qualcosa che nessuno avrebbe mai commissionato, ma che proprio per questo aveva senso realizzare.

SopraBosco Apartament. l’entrata

L’hanno fatto senza certezze, con leggerezza e coraggio, dicendosi che se non avesse funzionato l’avrebbero venduta, ma alcune idee quando sono autentiche trovano sempre il loro spazio, e oggi SopraBosco è molto più di un appartamento, è un’esperienza.

SopraBosco Apartament – la vista – la colazione – la cena

Entrarci significa entrare nella loro visione, in uno spazio dove ogni dettaglio è pensato ma mai forzato, dove la camera da letto si apre in una vetrata che dialoga con l’esterno, dove la cucina è essenziale ma perfetta, dove un semplice tavolo diventa un punto privilegiato da cui guardare Calcata e sentirsi parte di qualcosa, non è solo un posto in cui dormire, è un modo di abitare, anche solo per qualche giorno.

E forse è proprio questo il filo che lega tutto, le persone che trasformano i luoghi, che li rendono vivi, che li riempiono di senso, che li rendono vivi, ed è lo stesso filo che mi ha portata poco fuori dal borgo, da Terra Mia, il ristorante di Giulia e Gianluca.

Terra Mia, Giulia e Ginluca

La loro storia ha quella semplicità potente delle cose vere, Giulia viene dall’Accademia di Belle Arti, Gianluca è cresciuto a Calcata, tra i sapori di casa, tra la cucina della nonna e quella della madre, e a soli diciotto anni hanno deciso di provarci, senza troppi calcoli, con quell’incoscienza bella che spesso è l’unica cosa che serve per iniziare.

Hanno costruito il loro progetto partendo da un’idea chiara, restare fedeli al territorio, scegliere materie prime locali, lavorare con piccole realtà agricole, dare spazio ai vini della Tuscia, entrare in un circuito come Slow Food non per moda ma per coerenza, e questa coerenza si sente tutta, nei piatti, nell’atmosfera, nei dettagli.

Terra Mia, l’interno

Anche qui l’arte torna, come se fosse inevitabile a Calcata, dalle etichette dei vini che nascono da opere di artisti del borgo fino alle pareti che raccontano una storia collettiva fatta di contributi, di mani diverse, di visioni che si intrecciano. E proprio sul vino si percepisce ancora di più questo legame profondo con il territorio, perché da Terra Mia non si limitano a selezionarlo, ma lo producono direttamente, affidandosi a una cantina di Corchiano, lavorando però con le loro uve, una malvasia puntinata e un sangiovese che raccontano in modo autentico questa terra.

Terra Mia, il vino della casa

E poi arriva il momento del cibo, e capisci che tutto quello che hai percepito fino a quel momento trova una sua forma concreta, nei sapori, nelle consistenze, nella cura, un uovo cotto lentamente che cambia con le stagioni ma resta un simbolo, una pasta sottile con un ripieno di pecorino che racconta la tradizione ma si lascia contaminare dal presente, una cucina che non ha bisogno di esagerare perché sa esattamente cosa vuole essere.

Terra Mia, l’uovo

Terra Mia, i cappellacci

Anche il coniglio, una razza locale, più deciso, più autentico, diventa un racconto, e ogni sorso di vino, dalla malvasia al sangiovese, chiude il cerchio, riportandoti ancora una volta a questa terra.

Terra Mia, il coniglio

Terra Mia, il semifreddo alle nocciole

E poi ci sono quei luoghi che scopri quasi per caso e che invece diventano parte del viaggio, piccoli rituali che rendono tutto ancora più speciale, come la Sala dei 101 tè, un posto iconico nel cuore del borgo dove il tempo sembra rallentare ancora di più. Una piccola sala accogliente, piena di dettagli, dove puoi scegliere tra tantissime varietà di tè provenienti da tutto il mondo e fermarti semplicemente a goderti il momento.

L’atmosfera è calda, intima, quasi fiabesca, con i profumi che si mescolano e una terrazza che si apre sulla valle, perfetta per una pausa lenta. E poi ci sono i dolci fatti in casa, quelli semplici ma indimenticabili, come la torta di mele che ho assaggiato e che ancora oggi ricordo perfettamente.

La sala dei 101 te

Calcata alla fine non è solo un luogo da vedere, è un luogo da ascoltare, da vivere lentamente, da capire attraverso chi la abita, è uno di quei posti che non cercano di impressionarti ma che, senza che tu te ne accorga, ti entrano dentro.

E quando vai via ti rendi conto che sì, ti sei innamorata, ma non solo del borgo, ti sei innamorata delle persone che lo rendono così incredibilmente vivo.

 

SopraBosco Apartament

Via L. Cadorna, 01030 Calcata,Vt

Costo medio max 300 a notte

 

Terra mia

Via degli Americani 11, Calcata VT

Telefono: +3907611500001

Cellulare: +393331299554

Email: [email protected]

Sito web: http://terra-mia.metro.bar/?lang=it

Costo medio dai 30€

 

La sala dei 101 tè

Via Tripoli 10,

+39 3341611272

https://www.facebook.com/profile.php?id=100026279505330

Costo medio 10€

 

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