Cantina MANVI a Montepulciano, un viaggio lungo una vita intera
di Luca Matarazzo
Puru Manvi e sua moglie Sudha rappresentano, in maniera autentica, quanto sia importante credere nei propri sogni al punto tale da cambiare per sempre le proprie esistenze. Dall’India, transitando poi per Canada e Svizzera, sono approdati in Toscana tra le splendide colline di Montepulciano, seguendo una passione divenuta un mantra di vita. «Lavoravo in banca e al mio cinquantesimo compleanno ho realizzato che stavo perdendo il tempo più prezioso dietro a qualcosa che non mi apparteneva realmente – racconta Puru – Ho investito, quindi, tutti i fondi a disposizione per scegliere il mondo del vino, da grande appassionato del settore».
L’angolo di paradiso lo ha trovato ricordandosi dei suoi trascorsi da provetto motociclista, rilevando nel 2015 i terreni di un’azienda vitivinicola e producendo Vino Nobile di Montepulciano e altre tipologie previste dal disciplinare. Gli appena due ettari non erano sufficienti per il progetto che aveva in mente di realizzare e così ha comprato col tempo altri 5 ettari nella sottozona denominata Pieve di Gracciano. Selezione manuale delle uve per dividerle tra versione d’annata e Riserva, oltre un rosato da blend e un supertuscan composto da Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon. «Non capivo nulla di agricoltura, ho seguito pertanto dei corsi di perfezionamento laureandomi in enologia e divenendo l’enologo della mia tenuta. L’obiettivo attuale è quello di continuare nel segno della qualità, grazie al supporto fondamentale di mia moglie che ha vissuto le ansie del nuovo mestiere e dell’apprendimento della lingua italiana».
Vini puliti ed eleganti, dall’ottima beva e rispondenza con le varietà e le tipologie di riferimento. Il Siduri, che simboleggia la dea della fermentazione nella cultura mesopotamica, in versione rosato 2024 è dotato di buona struttura, declinato tra frutti di bosco e chiusure salmastre.
Di grande impatto il succoso Vino Nobile di Montepucliano “Arya” 2021 da Sangiovese in purezza selezionato in 3 appezzamenti con piante di oltre 20 anni d’età. Attacco sulle tipiche scie polverose e agrumate del Sangiovese, dai tannini setosi e dal finale speziato tra pepe nero e grafite. Dinamica anche la versione Riserva “Ojas” 2021 per nulla eccessiva e su note ematiche appetitose. Prodotti perfetti per l’abbinamento gastronomico e l’immancabile selvaggina di queste zone, valorizzati anche durante le recenti Anteprime di Toscana 2026 .



