Casa dei Racconti, l’ospitalità che diventa storia di famiglia tra cucina veneta, accenti pugliesi e natura
di Valentina Ruzza
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di alzare la voce per farsi ricordare. Basta arrivarci, attraversare la campagna veneta, lasciare alle spalle il ritmo delle strade più battute e ritrovarsi davanti a una casa di inizio Novecento circondata dal verde, da un bosco, da una piscina a sfioro e da quell’idea di accoglienza che appartiene più alla cultura dell’ospitalità che alla semplice ricettività. A Ceggia, nel Veneziano, Casa dei Racconti è oggi tutto questo: relais di campagna, osteria, luogo per banchetti ed eventi, rifugio gastronomico e punto d’incontro tra una storia già importante e un nuovo corso familiare iniziato nel febbraio 2025. La struttura è stata realizzata dal proprietario e fondatore Gianni Pasin, che ha recuperato un’antica casa di campagna riportandola alla sua bellezza originaria e trasformandola in un luogo capace di evocare le locande di un tempo senza rinunciare al comfort contemporaneo. Da febbraio 2025, però, la gestione porta il nome e soprattutto il carattere della famiglia Tarantino. A guidarla sono Marta Ryczek e Davide Tarantino, affiancati quotidianamente dai figli Donato e Dominik. La loro storia professionale nasce ben prima dell’arrivo a Casa dei Racconti. Davide lavora nel turismo da oltre vent’anni ed è direttore d’albergo dal 2004, professione che continua a svolgere ancora oggi in una struttura di Jesolo. Marta, nello stesso arco temporale, ha costruito la propria esperienza attraversando diversi ambiti della ristorazione e dell’hôtellerie, fino a dedicarsi in prima persona, dall’estate del 2024, alla gestione della Casa. Non è quindi un caso se il filo conduttore della nuova gestione è l’accoglienza.
Non quella formale, misurata soltanto attraverso il servizio, ma una forma di ospitalità calda, familiare, fatta di attenzioni, presenza e capacità di far sentire l’ospite parte di un luogo.È un’impostazione che la famiglia ha voluto trasferire anche al personale. Nel primo anno di gestione la ricerca dei collaboratori è stata accurata, con l’obiettivo di costruire una squadra che condividesse davvero la stessa filosofia. Oggi lo staff è composto da un mix di persone più giovani e più esperte, con una significativa presenza femminile e un equilibrio tra intraprendenza e competenza. In cucina, il progetto gastronomico è affidato a Sonia Favero ed Emanuele Sgaramella. Ed è proprio qui che Casa dei Racconti sta iniziando a definire una personalità più precisa. Sonia arriva da Eraclea, nel Veneziano. Emanuele da Andria, in Puglia. Due territori molto diversi, due culture gastronomiche fortemente identitarie e una prospettiva futura che appare già chiara: mantenere solido il legame con la cucina veneta, lasciandola però dialogare sempre più spesso con suggestioni pugliesi. Non si tratta di una contaminazione costruita artificialmente, ma di una conseguenza naturale delle storie di chi cucina. La base rimane il territorio. La cucina parte da prodotti freschi, possibilmente locali, segue la stagionalità e dedica particolare attenzione alle lavorazioni interne, a cominciare dalla pasta fresca fatta in casa. Il menu cambia con il mercato e con le stagioni, ma alcuni piatti sono diventati veri e propri punti fermi della Casa e rimangono trasversali durante l’anno: le tagliatelle fatte in casa, gli gnocchi, i taglieri di salumi e formaggi locali e le ormai riconoscibili verdure “roste”. Il resto della carta si muove tra comfort food, memoria rurale, tecnica e qualche incursione più contemporanea. Tra gli antipasti, la selezione di salumi tipici e formaggi mantiene il legame più diretto con il territorio e con l’idea di convivialità.
La tartare di manzo con battuto di capperi e scalogno lavora invece sulla pulizia della materia prima, accompagnandola con una componente sapida e aromatica senza sovraccaricarla. Più vegetale e giocata sulle consistenze la melanzana mantecata con verdurine e chips di polenta, dove la morbidezza della melanzana incontra la parte croccante della polenta e richiama immediatamente una matrice gastronomica veneta.
I fiori di zucca alla ricotta, fritti e serviti su coulis di pomodoro portano in tavola golosità e immediatezza, mentre lo gnocco fritto con prosciutto crudo veneto DOP e burrata pugliese diventa quasi un manifesto della direzione futura della cucina: Veneto e Puglia nello stesso piatto, senza forzature.
La cucina alza ulteriormente il livello tecnico con l’uovo cotto a 62 gradi su crema di patata, spuma di pecorino e tartufo estivo, una preparazione in cui la cremosità dell’uovo e della patata incontra la sapidità del pecorino e l’aromaticità del tartufo. I primi piatti raccontano bene la doppia anima della Casa.
I cavatelli con datterino giallo, melanzane fritte e ricotta salata guardano decisamente al Mediterraneo. È un piatto solare, immediato, costruito sul contrasto tra dolcezza del pomodoro, intensità della melanzana e sapidità della ricotta. Le tagliatelle fatte in casa al ragù di cortileriportano invece al Veneto più rurale e domestico: una pasta che richiama la tradizione della domenica, le lunghe cotture e quella cucina familiare che non ha bisogno di essere reinterpretata per conservare forza. Gli gnocchi al basilico con pomodoro infornato e stracciatella tornano a mettere in comunicazione Nord e Sud. La freschezza del basilico, la concentrazione del pomodoro cotto e la componente lattica della stracciatella rendono il piatto pieno ma equilibrato.
Il risotto alle zucchine con crema di Monte Veronese e chips di pancetta è invece un omaggio dichiarato al territorio: la dolcezza vegetale della zucchina viene sostenuta dalla profondità del formaggio e dalla parte croccante e sapida della pancetta. Molto interessante anche la crespella di Raboso con radicchio e caciocavallo, che riunisce in un unico piatto un vino fortemente identitario del Veneto, l’amaro del radicchio e un formaggio dalla personalità più meridionale. Nei secondi torna una cucina di sostanza. L’arrosto di coniglio ai carciofi con verdura ripassata appartiene pienamente alla memoria della cucina veneta. Il coniglio è una carne che sa di casa, di pranzo familiare, di tavole contadine, qui accompagnata da una parte vegetale che ne alleggerisce la struttura. La quaglia ripiena al lardo speziato alle erbe, servita con il proprio fondo e patate novelle, lavora invece su concentrazione e aromaticità. Il lardo sostiene una carne delicata, mentre il fondo restituisce profondità e intensità.
Più elegante il petto d’anatra con salsa ai frutti rossi e nido di cicoria ripassata, costruito sul contrasto tra la componente grassa dell’anatra, l’acidità del frutto e la nota amaricante della cicoria. Per chi cerca una cucina più essenziale resta la costata di scottona italiana alla griglia, proposta al peso: una scelta diretta, che lascia il centro della scena alla qualità della carne e alla cottura. Anche i contorni fanno parte dell’identità della Casa. Le carote “roste” e le patate “alla cenere”riportano già nel nome a un lessico domestico e contadino, quasi a evocare il calore del camino e le cotture di un tempo.
Accanto, verdura cotta del giorno, insalatina di finocchi e arance e patate fritte completano una proposta volutamente semplice e leggibile. Il capitolo dolci segue la stessa filosofia. La tartelletta alla crema e frutta mantiene freschezza e classicità, la cheesecake del giorno varia secondo l’ispirazione della cucina, mentre il semifreddo al pistacchio punta sulla golosità. Chiude il pasto il sempre conviviale sgroppino limone e vodka, insieme alla macedonia di frutta fresca. La proposta gastronomica è sostenuta da una carta dei vini costruita soprattutto attorno al territorio e alle eccellenze venete, ma con aperture verso alcune delle denominazioni italiane più rappresentative. Tra i bianchi si trovano Pinot Grigio, Lugana Superiore, Lison DOCG, Sauvignon, Chardonnay, Friulano, Ribolla Gialla e Gewürztraminer. Tra i rossi il Veneto gioca un ruolo centrale, con Amarone della Valpolicella, Raboso del Piave, Cabernet Sauvignon della Marca Trevigiana e Valpolicella Ripasso, accanto a etichette provenienti da Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna e Alto Adige, fino a Barolo, Brunello di Montalcino, Bolgheri Rosso e Chianti Classico Riserva. Non manca una selezione di rosati e soprattutto di bollicine, con Prosecco DOC e DOCG, comprese le Rive di Guia, Trento DOC, Franciacorta e un Grapariol ancestrale biologico col fondo, espressione particolarmente interessante della tradizione veneta più autentica. Ma Casa dei Racconti non vive soltanto intorno alla tavola. Il relais dispone di sei camere, una piscina esterna a sfioro, un patio, una grande sala per meeting e banchetti ricavata dall’ex fienile e numerosi spazi immersi nel verde. Proprio il settore dei banchetti sta diventando uno degli elementi centrali della nuova gestione. Il passaparola ha portato quest’anno un numero particolarmente importante di richieste, superiori a quelle già significative dell’anno precedente, quando gli eventi serviti erano stati oltre ottanta. Matrimoni, ricorrenze, cene private e ricevimenti trovano così collocazione in spazi differenti, a seconda dell’atmosfera desiderata. Ci sono la sala Osteria, più raccolta; la storica sala Caminetto, legata alla memoria della casa; gli spazi esterni utilizzabili con la bella stagione e soprattutto il suggestivo Casòn. Il Casòn richiama la tipica abitazione dei pescatori delle zone lagunari: costruzioni semplici, un tempo realizzate con legno e canne, con un ambiente centrale raccolto attorno al focolare. Sono luoghi che appartengono profondamente alla storia locale e che affascinarono anche Ernest Hemingway, ispirato da questi paesaggi veneti. Alla Casa dei Racconti il Casòn è diventato oggi uno spazio dedicato a pranzi, cene ed eventi privati, capace di creare un’atmosfera difficilmente replicabile in una sala tradizionale. Intorno, poi, c’è il verde. Il Bosco dei Racconti e il parco sono considerati dalla famiglia Tarantino i due grandi polmoni della struttura. Qui si può passeggiare tra gli alberi, seguire il cambiamento delle stagioni, osservare la fauna, respirare il profumo del muschio e vivere una dimensione che non fa da semplice sfondo all’ospitalità, ma ne diventa parte integrante. Da questa consapevolezza nasce anche il forte interesse per la sostenibilità. La famiglia sta pianificando un ricorso sempre maggiore a fonti energetiche sostenibili e sta lavorando per inserire Casa dei Racconti nei principali circuiti dedicati al cicloturismo. La piscina completerà l’offerta estiva. Il punto di forza di Casa dei Racconti sta probabilmente proprio nella capacità di non chiudersi dentro una sola definizione. Non è soltanto un relais. Non è soltanto un ristorante. Non è soltanto una location per eventi. È un luogo in cui ospitalità, cucina, paesaggio e vita familiare cercano di convivere all’interno di una stessa identità. E in questa fase di crescita la cucina di Sonia Favero ed Emanuele Sgaramella potrebbe diventare uno degli strumenti più interessanti attraverso cui raccontarne l’evoluzione. Il Veneto rimane la radice: il Raboso, il ragù di cortile, la polenta, il Monte Veronese, i salumi, le verdure roste, la campagna. Ma la Puglia comincia a entrare nel racconto con cavatelli, burrata, stracciatella e caciocavallo, portando con sé un’altra memoria gastronomica. Due territori lontani che qui potrebbero trovare un linguaggio comune. E forse è proprio questo il senso più autentico del nome Casa dei Racconti: un luogo nato recuperando una storia del passato e che oggi, grazie a una nuova famiglia, a una nuova squadra e a una cucina in continua evoluzione, sta iniziando a scriverne un’altra.
Casa dei Racconti| Relais di campagna, osteria e location per eventi
Via Formighè 1053 – 30022 Ceggia (VE)
Telefono: +39 0421 323182| WhatsApp: +39 345 0294074| [email protected]
www.casadeiracconti.it
Fondatore: Gianni Pasin
Gestione: famiglia Tarantino – Marta Ryczek e Davide Tarantino con i figli Donato e Dominik
Chef: Sonia Favero ed Emanuele Sgaramella
Camere: 6
Cucina: stagionale, con prodotti freschi e quanto più possibile locali, paste fresche fatte in casa e una proposta legata alla cucina veneta con crescenti influenze pugliesi.
Piatti identitari: tagliatelle e gnocchi fatti in casa, salumi e formaggi locali, verdure “roste”, preparazioni stagionali e fuori menu ispirati anche alla tradizione pugliese.
Carta dei vini: selezione prevalentemente dedicata alle cantine del territorio e alle eccellenze venete, con aperture verso le principali denominazioni italiane.
Servizi: ristorante à la carte, piscina esterna a sfioro, proposta bistrot estiva, aperitivi a bordo piscina, Bosco dei Racconti, parco, Casòn, sala Osteria, sala Caminetto, meeting, banchetti, ricevimenti ed eventi privati.
Apertura ristorante:
Cena dalle 19.00 alle 22.00, esclusi martedì e domenica. Pranzo sabato e domenica.
Eventi settimanali: musica dal vivo il venerdì; Home Karaoke il giovedì.
Distanze: circa 8 minuti dal casello di Noventa di Piave e dall’Outlet di Noventa, 3 minuti dal casello di Cessalto; 35 km da Venezia, 30 km da Treviso, 20 km da Jesolo e 25 km da Caorle.
Mobilità: servizio navetta gratuito da/per la stazione ferroviaria e degli autobus; su richiesta servizio navetta per gli aeroporti di Venezia e Treviso.








