Champagne Delamotte Brut Le Mesnil Sur Oger

28/1/2017 1.7 MILA
Champagne Delamotte Brut Le Mesnil Sur Oger
Champagne Delamotte Brut Le Mesnil Sur Oger

di Teresa Mincione
Uno scorcio incantevole, il Vesuvio che riposa con lo sguardo rivolto verso il mare, un pranzo a dir poco speciale. La Torre del Saracino di Gennaro Esposito regala questo e non solo. E allora? Sommelier, Champagne! Le scelte di Gianni Piezzo, sono sempre interessanti. Champagne Delamotte Brut Le Mesnil Sur Oger si gusta che è un piacere.

 

Uno scorcio incantevole, il Vesuvio
Uno scorcio incantevole, il Vesuvio

La maison Delamotte, fondata nel 1760 da François Delamotte, è tra le più antiche aziende di champagne con i suoi 250 anni di storia. Situata a Le Mesnil-sur-Oger, Grand Cru della Côte des Blancs e famosa per i suoi Chardonnay.

Geologicamente la Côte des Blancs vanta una predominanza assoluta di gesso (le craie), composto da granuli di calcite e scheletri di microrganismi marini, rimasti in quei luoghi grazie al ritirarsi delle acque di un mare caldo e poco profondo, circa 70 milioni di anni fa. E’ proprio quel gesso, la craie, che concorre a segnare, come un marchio a fuoco, i vini della Côte des Blancs.  Nulla è per caso .. ed cco spiegato (anche) perché il 97% dei ceppi in Côte des Blancs sono di Chardonnay, l’uva borgognona che ama particolamente il regime idrico regolare garantito proprio dal gesso. Buttando l’occhio sulla cartina geografica ci si rende conto che è una lingua di terra di 15 km a Sud di Epernay, estesa per circa 3300 ha su 12 Comuni (di cui 6 Grand Cru (sui 17 totali della Champagne) e 6 Premier Cru), in posizione strategica e centrale tra le vie di comunicazione di Reims, Epernay e Châlons-en-Champagne. E’ un versante esposto ad est e guardato a vista da un altipiano boscoso. Le pendenze sono dolci e la collina più alta è il mont Aimé di 240 m. La Côte des Blancs vanta alcuni comuni tra i più grandi di Champagne: Vertus con i suoi 541 ha, Chouilly con  522,2 ha e Le Mesnil-Sur-Oger con 423 ha. Sebbene esistano ampie aree, resta sempre un’area assai parcellizzata dove le singole proprietà non eccedono le 10,48 are.

Champagne Delamotte Brut Le Mesnil Sur Oger
Champagne Delamotte Brut Le Mesnil Sur Oger

Nel passato questa meravigliosa e riconoscibile zona di mondo ha sofferto di poca attenzione da parte degli studiosi del wine rispetto al mito della Montagne de Reims. Oggi più che mai, brilla di luce propria. Le Mesnil-sur-Oger, luogo in cui ha vita lo champagne Delamotte, è un eccezionale e prezioso scrigno di qualità ed eleganza, famoso in tutto il mondo  per le naturali caratteristiche del terreno calcareo. Una mistione di terriccio e gesso permette alle viti di piantare le radici in profondità e trovare importanti sostanze nutritive creando vini  incredibilmente minerali e verticali.

Il mio calice di champagne Delamotte Brut Le Mesnil Sur Oger è realizzato con un  55% di Chardonnay, 35% di Pinot Noir e 10% di Pinot Meunier. Si delinea per il suo potere di piacere e accompagnare il sorso con eleganza e vivacità.

Realizzato sotto la competenza di Michel Fauconnet, maestro di cantina  e Direttore di Produzione del Gruppo Laurent-Perrier dal 2004.

La percentuale di Chardonnay proviene dalle vigne di Mesnil-sur-Oger, con un piccolo contributo di uve provenienti da Avize e Oger. Il Pinot Noir proviene della Montagne de Reims (Bouzy, Albonnay, Tours-sur-Marne) ed entra non solo nella composizione del Delamotte Brut ma anche  del Delamotte Rosé.

Oro brillante dal perlage fine e incessante. Il naso è di particolare complessità con note dolci di petite patisserie, fiori di agrumi, pain briè, biancospino, pompelmo, mela. Le spezie entrano delicatamente nel bouquet con richiami alla noce moscata e al pepe bianco. Refoli minerali, note gessose, di humus e piccolissimi sentori di polvere di caffè ampliano la portata olfattiva e ne tracciano la provenienza. All’assaggio ha un palato sontuoso, elegante, fresco, setoso, gustoso. L’acidità è mirabile con una vena sapida bilanciata. Coerente in ogni sua sfaccettatura tanto da rendere l’assaggio desiderato e numeroso. Il finale è di ampia persistenza.  Ampiezza, ricchezza  e verticalità i suoi riferimenti! Equilibrato, con una piacevolissima vibrazione di freschezza sul finale. Un calice elegante, vibrante e piacevole da degustare e riassaggiare. Se poi il prezzo non corre verso l’alto, il piacere è doppio!

Più vere che mai le parole di Bruno Boidron in La Champagne et ses vins: “Il n’est  vins de vins de Champagne que de la Champagne”.