Cira Lombardo sceglie Calasetta | AcquaSale, il Mediterraneo come atto d’amore


AcquaSale, il Mediterraneo come atto d’amore

di Tonia Credendino
Calasetta bisogna raggiungerla fino in fondo, attraversando quel lembo di Sardegna sud-occidentale in cui il paesaggio sembra progressivamente liberarsi del superfluo e lasciare spazio al vento, alla macchia mediterranea, alle vigne e al mare. Siamo nell’arcipelago del Sulcis, sull’estremità nord-occidentale dell’isola di Sant’Antioco, davanti all’isola di San Pietro e a Carloforte, in una terra di confine che porta dentro una storia molto più complessa di quanto la sua bellezza immediata lasci immaginare. Calasetta è bianca nelle case, azzurra nel mare, battuta dal maestrale e profondamente mediterranea nel carattere, ma soprattutto conserva ancora la misura di un luogo che non ha rinunciato alla propria identità per diventare destinazione.
La sua storia moderna comincia nel 1769, quando trentotto famiglie di pescatori di corallo e successivamente di tonno, originarie di Pegli ma provenienti dall’isola tunisina di Tabarka, si stabilirono sulla costa settentrionale di Sant’Antioco. Erano centotrenta coloni tabarchini e portarono con sé lingua, consuetudini, cultura marinara e una cucina destinata a diventare parte dell’identità di questa porzione di Sardegna. In seguito arrivarono coloni piemontesi, ai quali si deve anche l’apporto di importanti tecniche vitivinicole che contribuirono allo sviluppo del Carignano del Sulcis, e infine altri coloni provenienti dalla Sicilia. Ancora oggi Calasetta conserva fortissimi i caratteri liguri e tabarchini, compresa la lingua, facendo convivere nello stesso piccolo territorio Sardegna, Liguria e memoria nordafricana.

AcquaSale, il Mediterraneo come atto d’amore

Prima ancora che il paese prendesse forma, a sorvegliare quel tratto di mare esisteva già la grande torre sabauda, costruita tredici anni prima della nascita ufficiale di Calasetta per controllare il passaggio tra Sant’Antioco e San Pietro. Intorno sarebbero poi cresciute le case bianche e il reticolo ordinato delle strade che scendono verso il porto, componendo quella fisionomia luminosa che ancora oggi rende il borgo immediatamente riconoscibile. È una storia di partenze, approdi e ricostruzioni, quasi una vocazione all’accoglienza scritta nella stessa origine di Calasetta.
È dentro questa geografia sentimentale prima ancora che fisica che va letto AcquaSale, perché limitarsi a definirlo un ristorante sulla spiaggia significherebbe perdere la parte più interessante del racconto. A pochi chilometri dal centro di Calasetta, nella località di Cussorgia, il mare entra nella prospettiva dei tavoli e accompagna ogni momento della giornata, mentre la sabbia, la vegetazione costiera, le barche e la luce costruiscono uno scenario che non ha bisogno di essere inventato. Il luogo apparteneva già alla memoria della zona quando, nel 2025, cinque imprenditori hanno deciso di raccoglierne la storia e immaginarne una nuova stagione, scegliendo di lavorare sull’identità anziché cancellarla.
Tra loro c’è Cira Lombardo, e forse è proprio attraverso il suo rapporto con Calasetta che si comprende la natura più profonda dell’investimento. Il suo legame con questo lembo di Sardegna viene prima del progetto imprenditoriale e nasce da un’attrazione per la sua energia, per la luce, per il mare e per quella capacità ormai rara di restituire una sensazione di autenticità senza aver bisogno di dichiararla. Trasformare questo sentimento in un investimento significa assumersi una responsabilità diversa da quella di aprire semplicemente un locale: significa scegliere un territorio, credere nelle sue possibilità e provare a costruire qualcosa che gli appartenga davvero.
Investire in una realtà insulare come Calasetta comporta inoltre una dose di coraggio che sarebbe ingiusto nascondere dietro la bellezza della cartolina. Esistono la stagionalità, le distanze, la logistica e i ritmi di un territorio che non può essere trattato come una destinazione turistica qualsiasi, ma proprio questa complessità rende più significativa la decisione di puntare su Cussorgia e sulla sua capacità di attrarre attraverso la qualità dell’esperienza. AcquaSale nasce dunque dall’incontro tra sentimento e impresa, tra l’innamoramento per un luogo e la volontà concreta di partecipare al suo futuro, senza snaturarlo per renderlo più facilmente vendibile.
Il progetto estetico racconta immediatamente questa intenzione attraverso una materia visiva che sembra assorbire i colori della costa. Il rosso e il bianco attraversano sedute, tessuti, ceramiche e dettagli, mentre il legno e le fibre naturali alleggeriscono lo spazio e le righe riportano alla memoria una certa villeggiatura italiana fatta di stabilimenti sul mare, giornate lunghe e tavole apparecchiate senza formalismi. Guardando le immagini, colpisce soprattutto la coerenza con cui ogni elemento partecipa allo stesso racconto: dalle sedute alle lampade intrecciate, dalle stoviglie ai piccoli oggetti, tutto contribuisce a costruire un’identità precisa senza sottrarre la scena al paesaggio.

AcquaSale, il Mediterraneo come atto d’amore

Il rosso diventa il filo conduttore di AcquaSale e richiama le barche dei pescatori che da sempre appartengono alla costa di Cussorgia, trasformando un elemento della memoria locale in un codice contemporaneo. Quel colore ritorna nei tessuti, nei bicchieri, nelle righe, nei dettagli della tavola e incontra continuamente l’ocra della sabbia e il blu del mare, creando una scenografia che in realtà non vuole comportarsi come tale, perché il protagonista rimane sempre il luogo. AcquaSale riesce così a restituire l’impressione di essere cresciuto dentro la spiaggia anziché essere stato semplicemente collocato davanti ad essa.
La stessa misura attraversa la cucina, costruita intorno alla volontà di custodire la tradizione senza immobilizzarla. La Sardegna e la cultura tabarchina costituiscono il punto di partenza di una proposta fortemente legata al mare, nella quale la materia prima resta riconoscibile e le preparazioni cercano equilibrio più che spettacolarità. È una scelta coerente con un territorio la cui identità gastronomica nasce proprio dall’incontro di culture diverse e dal rapporto secolare con la pesca, in particolare quella del tonno, che ha segnato profondamente la storia sia di Calasetta sia della vicina Carloforte.
La zuppa di cozze, gli spaghetti alle vongole e bottarga con pomodorino del Piennolo, la fregola con il granchio e il tradizionale pilau riportano questa memoria alla tavola attraverso sapori leggibili e mediterranei.

AcquaSale, il Mediterraneo come atto d’amore

Tra le proposte più rappresentative, il Tris di Polpo sviluppa un piccolo itinerario intorno a uno degli ingredienti simbolo di questa cucina attraverso il polpo con cous cous e verdure, il polpo al Carignano del Sulcis e le polpettine di polpo, che recuperano la dimensione più familiare della cucina di casa. Nello stesso percorso finiscono per incontrarsi quasi naturalmente il mare, l’influenza nordafricana, la memoria domestica e quel Carignano che appartiene profondamente alla storia agricola del Sulcis.

AcquaSale, il Mediterraneo come atto d’amore

Il Carignano del Sulcis assume infatti un significato che va oltre il semplice abbinamento, perché la vite fa parte della costruzione culturale di Calasetta tanto quanto il mare. Furono i coloni piemontesi, arrivati dopo i tabarchini, a portare importanti tecniche di coltivazione vitivinicola e a contribuire allo sviluppo di una produzione che sarebbe diventata uno dei simboli enologici di questa parte della Sardegna. A Cussorgia mare e vigna appartengono quindi allo stesso orizzonte e finiscono inevitabilmente per ritrovarsi anche a tavola.

AcquaSale, il Mediterraneo come atto d’amore

Accanto alla cucina di mare continua a vivere un’altra anima storica di AcquaSale, quella della pizzeria, sviluppata attraverso impasti studiati con attenzione, lunghe maturazioni e una ricerca costante sugli ingredienti. La pizza non viene considerata un’offerta accessoria, ma partecipa pienamente all’identità del locale e alla sua idea di convivialità, con una proposta capace di parlare un linguaggio immediato senza rincorrere mode o costruzioni eccessive.
L’altro elemento fondamentale è l’accoglienza, ed è qui che il progetto supera definitivamente la dimensione della ristorazione per entrare in quella dell’ospitalità. Un team giovane accompagna l’esperienza con un servizio attento e spontaneo, mentre la musica e gli appuntamenti dedicati alla convivialità restituiscono al locale quella funzione sociale che i luoghi sul mare hanno sempre avuto nelle comunità mediterranee: punti d’incontro nei quali mangiare è soltanto una delle ragioni per stare insieme. L’esperienza professionale di Cira Lombardo, maturata nel mondo degli eventi e dell’ospitalità, trova in questa dimensione una continuità naturale, perché costruire accoglienza significa soprattutto comprendere come una persona debba sentirsi dentro un luogo e quale emozione debba portare con sé una volta andata via.
AcquaSale funziona proprio quando tutte queste componenti smettono di essere percepite separatamente. La cucina, la spiaggia, i tessuti, il servizio, il vino, la musica e il paesaggio diventano parti dello stesso tempo, quello di una giornata che può cominciare davanti al mare e allungarsi lentamente fino alla sera, quando la luce cambia e il rosso e il bianco degli arredi acquistano tonalità diverse. È allora che Cussorgia mostra forse la propria bellezza più autentica e il locale recupera pienamente la sua vocazione di luogo d’incontro, prima ancora che di indirizzo gastronomico.
La scelta di Cira Lombardo assume così un significato più ampio dell’apertura di una nuova attività, perché rappresenta una dichiarazione di fiducia verso una Sardegna distante dalle destinazioni che hanno trasformato il lusso nel proprio linguaggio dominante. Calasetta conserva ancora il privilegio di essere profondamente se stessa, con le case bianche, il tabarchino, la cucina marinara, il Carignano, la torre che guarda il mare e quella cultura dell’orizzonte che appartiene alle comunità cresciute sulle isole. Il valore di AcquaSale sta nella decisione di entrare dentro questo racconto senza sovrascriverlo, comprendendo che nei territori dalla personalità così forte l’innovazione più intelligente consiste spesso nel riconoscere ciò che merita di essere custodito.
Il sentimento di Cira per Calasetta diventa allora una chiave di lettura dell’intero progetto, perché dietro la scelta imprenditoriale rimane l’atto molto personale di credere in un luogo prima ancora di immaginarne il potenziale. Da questo incontro nasce uno spazio fatto di mare e cucina, ma anche di tessuti, colori, musica, persone, tavoli di legno e quella leggerezza che appartiene alle estati mediterranee quando riescono ancora a conservare qualcosa di vero. AcquaSale è un atto d’amore proprio per questo: perché trasforma un’emozione in responsabilità, un legame in investimento e la bellezza di un luogo nella volontà concreta di contribuire al suo futuro.

AcquaSale

Via del Mare 1, Località Cussorgia
09011 Calasetta (SU), Sardegna
Tel. 0781 88046

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.