Colle Serrone Greco di Tufo Docg 2016 – Cantine Di Marzo

23/2/2018 872
Colle Serrone Greco di Tufo Docg 2016 Cantine Di Marzo
Colle Serrone Greco di Tufo Docg 2016 Cantine Di Marzo

di Enrico Malgi

Un’azienda vitivinicola irpina come quella di Cantine Di Marzo, nata ufficialmente nel 1647 per merito del capostipite Scipione inventore del Greco di Tufo, è un esempio lampante di come la viticoltura campana affondi le sue radici nell’antichità. Dal 2009 l’azienda è passata sotto il controllo della famiglia Di Somma, discendenti diretti dei Di Marzo. Ferrante e Maria Giovanna hanno così intrapreso un ambizioso progetto di sviluppo aziendale, per valorizzare e far conoscere i loro magnifici vini in Italia ed all’estero. Ferrante poi, avendo maturato una grossa esperienza in molti Paesi europei, conosce molto bene le strategie di mercato e sa come muoversi per inserirsi alla perfezione. Tra l’altro, è stato scelto come enologo Vincenzo Mercurio.

Ampia e variegata la produzione vitivinicola, con circa 130.000 bottiglie sfornate ogni anno. In questi giorni ho testato l’etichetta Colle Serrone Greco di Tufo Docg 2016, un cru aziendale. Il vino ha svolto la fermentazione alcolica e quella malolattica in acciaio, per poi affinarsi sulle proprie fecce prima di essere imbottigliato. Appena cinquemila le bottiglie messe sul mercato. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 15,00 euro.

Controetichetta Colle Serrone Greco di Tufo Docg 2016 Cantine Di Marzo
Controetichetta Colle Serrone Greco di Tufo Docg 2016 Cantine Di Marzo

Sintomatico il bel colore giallo paglierino dorato che si scorge nel bicchiere a dispetto dell’incipiente gioventù del vino. Al naso salgono intensi profumi fruttati di pesca gialla, di albicocca, di pompelmo e di mela cotogna. Sbuffi di zolfo, di minerali, di zenzero, di caprifoglio, di gelsomino, di cannella e di chiodi di garofano. In bocca una zaffata di sostenuta acidità fa rilevare un’elevata freschezza. Il vino espone poi una struttura di base ed una potenza come un rosso. Raffinatezza, eleganza, morbidezza, pulizia ed avvolgenza vanno poi a riequilibrare l’ampiezza gustativa. Grip dinamico, scattante e reattivo. Slancio finale evoluto, ritmato e godibile. Vino da valutare tra qualche anno in chiave di serbevolezza, in quanto pur non possedendo numerosi precursori aromatici come il Riesling ed il Gewurztraminer, il Greco di Tufo è detentore di un’ottima longevità. Da preferire su risotti, latticini, carne bianca, frutti di mare e pesce alla griglia.

Sede a Tufo (Av) – Via Gaetano Di Marzo, 2
Tel. 0825 998022 – Fax 0825 998383
[email protected]www.cantinedimarzo.it
Enologo: Vincenzo Mercurio
Ettari vitati: 24 – Bottiglie prodotte: 130.000
Vitigni: aglianico, fiano e greco

 

2 commenti

    Francesco Mondelli

    (23 febbraio 2018 - 17:16)

    Ferrante è il greco di tufo.Con azienda e cantina sulle vecchie miniere può a ragione essere ritenuto un punto di riferimento per tutta la denominazione.Simpaticissimo ed istrionico nonché grande comunicatore del territorio Ferrante si spende generosamente in giro per il mondo a spigare la peculiarità del grande bianco irpino.PS.Non sapevo della consulenza di Mercurio.Per pura curiosità è recente o sono io a non averla registrata?Complimenti sempre da FM.

    Enrico Malgi

    (24 febbraio 2018 - 10:11)

    Caro Francesco, ormai Vincenzo Mercurio viene chiamato dappertutto in Italia e lui va dove lo porta il cuore. I risultati conseguiti sono sempre eccellenti, perché la sua competenza, l’alta professionalità e l’umiltà che lo caratterizzano rappresentano le sue armi vincenti. I vini che cura sono spesso oggetto di prestigiosi riconoscimenti come sai.

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