“Cosa sono le nuvole”, il rosato che Gennaro Papa non ha fatto in tempo a vedere
di Tonia Credendino
Nel cuore dell’antico Ager Falernus, ai piedi del Monte Massico, nasce “Cosa sono le nuvole”, il primo rosato dell’Azienda Agricola Gennaro Papa. Un vino che rappresenta anche l’ultima vendemmia del fondatore, Gennaro Papa, scomparso nel dicembre scorso all’età di 85 anni, prima di poter vedere completato quel progetto che immaginava da anni.
Come racconta il figlio Antonio Papa, oggi alla guida dell’azienda, il padre chiedeva da tempo un rosato tutto suo. Forse ne intuiva le potenzialità su questo areale, forse desiderava semplicemente confrontarsi con una nuova espressione del Massico. Quel desiderio ha preso forma con la vendemmia 2025, diventando il primo rosato nella storia della cantina.
L’azienda ha sede a Falciano del Massico, in provincia di Caserta, nel cuore dell’antico Ager Falernus, uno dei territori più rappresentativi della viticoltura campana. Qui nasce il Falerno del Massico Dop, declinato nelle tre tipologie Primitivo, Rosso e Bianco. Gennaro Papa ha contribuito in maniera significativa alla rinascita del Falerno del Massico Primitivo, partecipando al percorso di valorizzazione di un areale che ancora oggi rappresenta una delle espressioni più identitarie del vino campano.
Accanto alla viticoltura, Gennaro Papa ha coltivato per tutta la vita un’altra grande passione: la pittura. Dipingeva fin dall’età di tredici anni e nel corso della sua vita ha realizzato oltre trecento dipinti a olio su tela. Da questa produzione artistica nasce la selezione aziendale I Quadri, una linea nella quale ogni etichetta riproduce una sua opera.
Anche “Cosa sono le nuvole” entra a far parte di questa collezione e porta in etichetta uno degli ultimi dipinti realizzati da Gennaro Papa nel luglio del 2025. Osservando la bottiglia emerge una particolare attenzione ai dettagli: la tonalità della capsula richiama quella del vino, creando una piacevole continuità cromatica con il progetto grafico.
Il rosato nasce prevalentemente dall’areale Palmenti San Pietro, alle falde del Monte Massico, a circa cento metri sul livello del mare. I terreni sono leggeri, polverosi e ricchi di argilla, mentre i venti provenienti dalla vicina costa tirrenica, distante circa otto chilometri in linea d’aria, contribuiscono a definirne il carattere.
Nel calice si presenta con un rosa corallo luminoso, brillante e invitante. Al naso ho ritrovato profumi di gelsomino, fiori bianchi e fiori spontanei, seguiti da una pesca dolce e succosa e da una delicata sfumatura affumicata che dona profondità senza appesantire il profilo aromatico. L’assaggio conferma le sensazioni olfattive: il sorso è rotondo, equilibrato e piacevolmente avvolgente, sostenuto da una buona freschezza e da una sapidità che accompagna la beva fino al finale. È un rosato versatile, capace di dialogare con la cucina di mare ma anche con numerose preparazioni della tradizione mediterranea.
Questa è stata l’ultima vendemmia di Gennaro Papa. Lui, però, non ha potuto vedere concluse le lavorazioni né stringere tra le mani la bottiglia del vino che aveva immaginato per tanto tempo.
Resta allora una domanda: perché chiamarlo “Cosa sono le nuvole”?
La risposta arriva da Antonio Papa. «Cercavo un nome che ricordasse soprattutto papà. Poi mi ha colpito la strana e affascinante similitudine tra due opere.» “Cosa sono le nuvole” è il titolo della canzone scritta da Pier Paolo Pasolini, musicata e interpretata da Domenico Modugno per l’omonimo episodio del film Capriccio all’italiana del 1968. Nel finale dell’opera, Totò e Ninetto Davoli, ormai liberi dalle maschere dei personaggi che hanno interpretato, alzano gli occhi verso il cielo e, per la prima volta, si interrogano sulla bellezza del mondo, domandandosi: “Che cosa sono le nuvole?”
A rendere ancora più intensa questa scelta è un’altra coincidenza. Totò morì prima di vedere il film distribuito nelle sale. Antonio Papa racconta di aver riconosciuto un’analogia con la storia del padre, che non ha fatto in tempo a vedere completato il rosato che desiderava da anni. Da qui è nata l’ispirazione per il nome del vino. «Spero di aver capito e seguito almeno le sue volontà e di aver chiuso in bottiglia il vino rosato che lui si aspettava.»
Ho avuto l’onore di conoscere Gennaro Papa durante l’ultima edizione del Falerno Fest. Ricordo la sua discrezione, il modo garbato con cui parlava del vino e della sua terra, senza mai cercare di mettersi al centro della scena. Allora non potevo immaginare che quello sarebbe stato uno degli ultimi incontri con un uomo che ha contribuito a scrivere una pagina importante della viticoltura del Massico.
Oggi, ascoltando il racconto di Antonio, osservando uno dei suoi dipinti trasformato in etichetta e degustando il rosato che desiderava da anni, quel ricordo assume un significato diverso. Ho avuto la sensazione che alcune persone continuino a parlare anche quando non ci sono più. Lo fanno attraverso la terra che hanno coltivato, le opere che hanno lasciato e i vini che continuano a raccontarne la storia.
Azienda Agricola Gennaro Papa
Piazza limata 2
81030 Falciano del Massico (CE)
Tel e fax +39 0823 931267
Mobile phone 3281230228
www.gennaropapa.it






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