Covid 19 e ristoratori toscani, adesioni mondiali alla manifestazione del 4 novembre, poi la marcia su Roma degli “inessenziali”: non vogliamo soldi, solo lavorare

2/11/2020 1.3 MILA

Lanciata da Firenze, la manifestazione del 4 novembre coinvolgerà tante città, in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Australia. Un tam tam partito dai Ristoratori Toscana e Tni, Tutela Nazionale Imprese, ma che registra adesioni da Auckland, Tokyo, Dubai, New York, Londra, Parigi, Amsterdam, Berlino, Genappe, in Belgio, e Byblos, in Libano. E in queste ore sono tante altre le adesioni che stanno arrivando, come dall’India e dall’Irlanda. Imprenditori di tutto il mondo che hanno deciso di sposare la battaglia dei Ristoratori Toscana. «Una battaglia per la dignità nostra, dei nostri dipendenti, di tutte le famiglie e di tutte le categorie colpite da questo Dpcm inutile e dannoso. Il lavoro è un diritto di tutti, che nessuno può toglierci, sia chiaro» spiega Pasquale Naccari, presidente di Ristoratori Toscana.

Proprio nella giornata di mercoledì, in queste città e in altre italiane, come Palermo, Salerno, Roma, Milano, Treviso, ristoratori, ambulanti, artigiani, tassisti, commercianti, piccoli imprenditori esporranno lo striscione “Ponti per il futuro – Bridges for the future” dai ponti principali della loro città. Ma perché il ponte? “Perché è il simbolo dell’unione, del congiungimento tra passato e futuro – prosegue Naccari -. Siccome con questi provvedimenti distruttivi il governo sta, di fatto, distruggendo questi ponti, noi saremo lì a ‘proteggerli’ affinché riescano a traghettarci, da un presente difficilissimo, vero un futuro più roseo. Abbiamo deciso, invece, che partiremo il 4 novembre perché questa è una data simbolica per Firenze, il giorno dell’Alluvione, della città che si rimbocca le maniche e rinasce dalle macerie. Anche noi siamo pronti a fare lo stesso, siamo pronti a stringere i denti per poi ripartire».

La manifestazione regionale si terrà invece a Firenze, con una protesta pacifica sul Ponte Vecchio, a partire dalle 10 del 4 novembre. Dopo il sit in, che avverrà rispettando le norme di sicurezza anti Covid, una parte dei partecipanti inizierà il ‘Cammino degli inessenziali’ fino a Roma. Un viaggio di circa dieci giorni che prenderà il via sempre da Ponte Vecchio e richiamerà, nel suo spirito, la manifestazione pacifica portata avanti da Mahatma Gandhi contro la tassa sul sale, passata alla storia come la ‘Marcia del sale’.

Alla manifestazione hanno aderito il coordinamento nazionale degli ncc, un’altra categoria colpita duramente dal Dpcm, che sarà di supporto al corteo di partecipanti, e il Movimento produttori italiani.

Dopo la prima giornata, il 5 novembre il cammino riprenderà da San Casciano e il 6 novembre da Siena, con tappa in piazza del Campo, per proseguire lungo la via Francigena, l’antica via dei pellegrini che da Canterbury porta alla Città Santa. Una volta arrivati a Montecitorio gli imprenditori chiederanno al premier Giuseppe Conte di essere ascoltati. Il ‘Cammino degli inessenziali’ sarà raccontato dagli stessi protagonisti via social, tra videodirette e foto, sotto l’hashtag #contearriviamo.

«Abbiamo preparato un documento con le nostre richieste che abbiamo inviato al presidente del consiglio – spiega il presidente di Ristoratori Toscana, Pasquale Naccari -. Ora andiamo a Roma a pretendere risposte. Noi chiediamo solo la possibilità di sopravvivere, la dignità di mandare avanti le nostre aziende e di prenderci cura delle nostre famiglie. E soprattutto vogliamo essere rispettati, nessuno dovrà più permettersi di usare termini offensivi nei confronti delle categorie. Dopo tanti anni di sacrifici, in cui grazie al nostro lavoro siamo riusciti a trasmettere al mondo la cultura italiana del cibo e della convivialità, vogliamo essere ascoltati. Oggi, perché domani sarà troppo tardi. Abbiamo a cuore la salute pubblica e se c’è da chiudere, chiudiamo. Siamo stati i primi a chiederlo. Ma abbiamo bisogno di certezze e di sostegni economici. E’ a rischio un intero sistema che verrà spazzato via a vantaggio dell’omologazione dei fast food». Tra le richieste inviate, la sospensione di tutte le tasse, l’abbattimento del canone di affitto, il blocco degli sfratti, un fondo perduto per il periodo di chiusura adeguato ai cali di lavoro registrati e un credito di imposta proporzionale alle perdite di fatturato.

Per partecipare : [email protected]

Ecco il percorso nel dettaglio:

4 novembre: partenza da Ponte Vecchio con pernottamento a San Casciano

5 novembre: San Gimignano con pernottamento Monteriggioni

6 novembre: Siena. Pernottamento a Buonconvento

7 novembre: San Quirico d’Orcia, pernottamento Acquapendente

8 novembre: pernottamento a Bolsena

9 novembre: pernottamento a Monte Fiascone

10 novembre: pernottamento a Viterbo

11 novembre: pernottamento a Sutri

12 novembre: pernottamento a La Storta

13 novembre: arrivo a Roma

Ufficio stampa Ristoratori Toscana
338 5025789 – 331 4686387

Un commento

    Francesco Mondelli

    Ragazzi non so se può fare piacere o meno al Gran Capo ma è da un po’ di tempo che l’idea mi frulla in testa:perché non ribattezziamo questo blog RADIO LONDRA?Buona risilienza a tutti e buon lavoro senza mai scordarsi che la salute è importante ma la costituzione lo mette al primo posto mentre oggi ci vogliono far credere che i problemi si risolvono col reddito di cittadinanza FM

    3 novembre 2020 - 06:12

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