Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 5 | Chiara Giannotti

1/8/2019 2.1 MILA
Chiara Giannotti
Chiara Giannotti

di Chiara Giorleo

Crescono il numero e la fama delle donne assaggiatrici di vino. Esiste per davvero un approccio “femminile” alla critica del vino o al suo racconto e, nel caso, come si distingue?
Come membro dell’Associazione italiana nazionale Le Donne del Vino mi rivolgo alle critiche di vino in Italia per saperne di più. 

Oggi lo chiediamo a Chiara Giannotti

Nata a Roma, Chiara ha seguito gli studi nel liceo francese Chateaubriand e, dopo un Erasmus alla UCL di Londra, torna nella città natale per laurearsi cum laude in lettere, indirizzo lingue e letterature straniere. È entrata poi subito a lavorare nelle Cantine vinicole in Toscana e nelle Marche di proprietà della sua famiglia da 3 generazioni per le quali lavorerà a tempo pieno per 15 anni. Nel frattempo ha ottenuto il diploma ufficiale di Sommelier e qualche anno più tardi l’ambito riconoscimento di Dame Chevalier de Champagne. La profonda conoscenza e la passione per il mondo del vino hanno continuato a guidarla nella vita anche quando, nel 2015, ha lasciato le cantine di famiglia cedute a terzi. Viene subito selezionata come Wine Expert dalla casa d’Aste Ansuini per la quale segue la valutazione e messa in catalogo di vini e distillati di lusso. Contemporaneamente crea il suo blog di successo Vino.tv (http://vino.tv/it/) e inizia numerose collaborazioni come autrice e degustatrice per importanti testate e guide del settore vinicolo, tra le quali Doctorwine, una delle più autorevoli di fama internazionale. Dal 2018 inizia anche una collaborazione televisiva curando una rubrica sul vino prima per Gold Tv e poi per La7 oltre a dare l’avvio allo spazio vino come speaker per Radio Food, la prima web radio incentrata tutta sull’enogastronomia

Quando e come nasce il tuo amore per il vino?

Il mio amore per il vino possiamo dire che nasce insieme a me. Nel senso che sono figlia di produttori vinicoli, quindi sono cresciuta con la passione del vino trasmessa dai miei, tanto che appena laureata mi sono dedicata a pieno ritmo alle cantine di proprietà. Ne avevamo 3, dislocate una nelle Marche e due in Toscana. Ho dedicato 15 anni alla produzione di famiglia, fino a quando è stato deciso di cederle a terzi. Da allora ho voluto concentrare tutta la mia esperienza maturata, ma soprattutto la mia profonda passione per il vino, per raccontare questo mondo spettacolare, fatto di tante curiosità, retroscena e personaggi incredibili.

A tuo avviso, come e quanto credi sia evoluta la critica del vino negli ultimi 20 anni?

Negli ultimi 20 anni è maturata tantissimo non solo la critica del vino, ma la produzione stessa così come la consapevolezza, la curiosità e la preparazione dei consumatori. Questo ha fatto sì che la comunicazione si espandesse sempre di più, per abbracciare un pubblico sempre più ampio e diversificato e non solo la cerchia più ristretta di appassionati ed esperti come accadeva un tempo. Il tutto ovviamente seguendo anche il cambiamento della tecnologia che ha spostato tutto prepotentemente nel mondo del web e dei social ampliando di parecchio il raggio di azione e la facilità di intervenire.

Quali sono i tuoi riferimenti? 

Sono cresciuta con la critica autorevole del Gambero Rosso, Doctorwine, il mitico Veronelli, Wine Spectator, Wine Advocate e Decanter, per citare solo alcune delle riviste dove hanno interagito alcuni tra i più importanti personaggi del mondo del vino, che hanno una preparazione profondissima e palati eccezionali. Ho una stima infinita verso di loro e sono il mio punto di riferimento indiscusso per apprendere, capire e valutare un vino. Ho sempre cercato di non perdere di vista il loro insegnamento così come osservo costantemente le nuove figure che si approcciano a questo mondo. Mi guardo sempre intorno per vedere cosa c’è di bello, di nuovo o di vecchio che sia, ma poi nel comunicarlo cerco di sfidare me stessa per trovare spunti nuovi, senza farmi troppo condizionare ma studiando e cercando di raccontarlo a modo mio, interagendo con la maggior parte dei canali che la tecnologia tradizionale e moderna possono offrirci.

Credi che l’approccio alla degustazione cambi tra uomo e donna?

Cambia l’approccio tra uomo e donna in degustazione come in tutte le cose :) . Ci approcciamo allo stesso vino ognuno con il suo punto di vista a volte più tecnico e pragmatico a volte più sensibile e romantico. Ma alla fine trovo che anche in questo ci completiamo e, in un certo senso, ci somigliamo. Nel senso che trovo che la degustazione sia soggettiva a prescindere dall’essere uomo o essere donna. Molti dicono che noi donne abbiamo una sensibilità particolare per i profumi e le sfumature ma credo che la vera differenza risieda nell’esperienza, nel costante allenamento e in una dote naturale indiscutibile che alcuni palati hanno. Quello che è certo è che oggi ci sono molte figure femminili preparare e molto competenti nella critica del vino, mentre tornando a 20 anni fa era prettamente maschile.

E come cambia l’approccio ai social e/o al modo in cui il vino si racconta nonché alla formazione di settore? 

Come dicevo prima il mondo dei social permette al vino di raggiungere un pubblico molto più ampio, sfondando le barriere dei soli esperti e appassionati. Proprio per questo il linguaggio si è andato a semplificare, così come i tecnicismi che sono stati relegati al pubblico di soli esperti. Bisogna però fare molta attenzione a semplificare senza banalizzare, senza perdere di vista l’informazione e la diffusione di una corretta cultura nell’ottica di avvicinare il consumatore verso un corretto modo di bere e verso l’apprezzamento della qualità del prodotto. Questa diffusione a larga scala sui social, infatti, da un lato è molto positiva perché ha avvicinato molte persone alla curiosità di approfondire il mondo del vino, di informarsi, di lasciarsi guidare, di capirne di più, aumentando in un certo senso la cultura generale. Dall’altro lato, però, ha aperto le porte a molti improvvisati che si ergono a conoscitori e a divulgatori di conoscenza senza avere nessuna base o con veramente misere nozioni, creando molta confusione e scompiglio nella comunicazione.

Chi vedi nel futuro della critica enologica?

Vedo chi agisce con curiosità, studio, passione, integrità ed esperienza. O, perlomeno, è quello che mi auspico di vedere. :)

Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 1| Stefania Vinciguerra

Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 2| Cristiana Lauro

Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 3| Monica Coluccia

Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 4| Elena Erlicher

Un commento

    Francesco Mondelli

    Come la vedete in foto:sempre con il sorriso gentile e disponibile.Più che sgomitare da l’impressione di passeggiare nel mondo del vino a suo agio come si conviene in un bel giardino,ma nel contempo preparata e determinata e mai una nota stonata.Ad maiora semper da Francesco Mondelli

    1 agosto 2019 - 15:06

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