Crossing Giancòla. Nella Tenuta di Jaddico-Giancola di Tenute Rubino una giornata tra sport, natura, archeologia e vino


Crossing Giancola- Vigneto Jaddico Giancola – Tenute Rubino

di Titti Dell’Erba

Un’esperienza immersiva nel cuore del territorio del Susumaniello, lungo l’antico tracciato della Via Traiana.

Qui il paesaggio non fa semplicemente da sfondo ad una giornata di sport, ma diventa protagonista insieme alle persone, alle vigne, alla storia e al vino. È tra i filari di Tenute Rubino, lungo un territorio segnato dall’antico tracciato della Via Traiana e da una vocazione vitivinicola che affonda le proprie radici nei secoli, che ha preso forma il Crossing Giancòla, una giornata pensata per mettere in relazione movimento, natura, archeologia, cultura del vino e convivialità.
A guidare l’esperienza, con la consueta attenzione alla valorizzazione del territorio, Romina Leopardi e Luigi Rubino, proprietari di Tenute Rubino, che hanno accolto il pubblico in uno dei luoghi più rappresentativi della storia dell’azienda e del Susumaniello.

Una corsa dentro il paesaggio
Il Crossing Giancola è stato pensato per vivere la Tenuta in maniera diversa, attraverso il movimento e il contatto diretto con l’ambiente: corsa, camminata, bicicletta, yoga e nuoto hanno trasformato il paesaggio in uno spazio da attraversare, conoscere e vivere. Quindi, non una competizione nel senso più tradizionale del termine, ma un’esperienza nella quale ciascuno ha potuto trovare il proprio ritmo. Io ho scelto di viverla camminando e qui camminare assume un significato particolare, i passi si susseguono tra i vigneti mentre il paesaggio cambia lentamente davanti agli occhi, la vegetazione, la terra, il Canale Giancola e, in lontananza, il mare Adriatico costruiscono una scenografia che rende quasi impossibile considerare tutto questo una semplice attività sportiva. Si cammina velocemente, ma nello stesso tempo si osserva, si respira, si ascolta e si scopre.
Perché la Tenuta di Jaddico-Giancola non è soltanto un luogo nel quale crescono le viti, ma è un territorio nel quale natura e lavoro dell’uomo hanno costruito, nel tempo, un paesaggio profondamente identitario. Siamo lungo la costa a nord di Brindisi, in uno dei luoghi simbolo della storia di Tenute Rubino e della valorizzazione del Susumaniello, vitigno autoctono che la famiglia Rubino ha contribuito a riportare al centro dell’identità enologica brindisina.

Dove il suolo incontra il vento
A Jaddico-Giancola anche la terra sembra avere qualcosa da raccontare, i vigneti si trovano praticamente al livello del mare, su terreni di origine calcarea caratterizzati da una consistente presenza di sabbia. Un suolo sciolto, capace di favorire il drenaggio e lo sviluppo dell’apparato radicale, che insieme alle condizioni climatiche dell’area contribuisce a creare un ambiente particolarmente vocato alla viticoltura. E poi c’è il vento, uno degli elementi che contribuiscono a definire l’ambiente nel quale maturano le uve, poiché la posizione della tenuta, così vicina all’Adriatico, favorisce una ventilazione costante. Per il Susumaniello di Jaddico, in particolare, l’azione della tramontana assume un ruolo importante, mentre le vigne risultano maggiormente protette dallo scirocco, durante le ultime fasi della maturazione, le escursioni termiche contribuiscono a preservare nelle uve il patrimonio polifenolico e le sostanze aromatiche. Qui inizia la magia, il suolo, il vento, il sole, il mare e il lavoro dell’uomo entrano in relazione, il terreno sabbioso favorisce il drenaggio, la ventilazione contribuisce a mantenere più asciutta e arieggiata la vegetazione, il clima e le escursioni termiche accompagnano la maturazione.
Nessun elemento, preso singolarmente, racconta il vino, è la loro combinazione a farlo e quando si arriva al calice, questa complessità del luogo sembra trovare una sua sintesi. Il Susumaniello rosso si presenta con il suo carattere profondo, il colore intenso, la struttura, la componente tannica e una freschezza che sostiene il sorso. Emergono la componente fruttata, le note speziate e quella sensazione di concentrazione che appartiene a un vino capace di raccontare il proprio territorio. Dopo aver camminato tra quelle vigne, però, c’è qualcosa che cambia, il vino non sembra più soltanto vino, diventa paesaggio, diventa il vento che ha attraversato i filari, la luce che ha accompagnato la maturazione, la terra che ha sostenuto le radici, la vicinanza del mare, qui il vino incontra la storia.
La tenuta Jaddico Giancòla si trova lungo l’antico tracciato della Via Traiana, nel tratto terminale della strada romana che conduceva verso Brindisi, il mare e il porto. Camminare tra queste vigne significa quindi muoversi su un paesaggio che ha visto passare uomini, merci, eserciti, viaggiatori e commercianti. Un territorio che continua ad essere attraversato, ma con una differenza: oggi la strada conduce anche dentro la storia del vino.
Un elemento che assume un valore ancora maggiore nell’anno in cui si celebra il secondo anniversario dell’inserimento della Via Appia nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, non è un caso, dunque, che il Crossing Giancola sia inserito nel calendario di “Sulla Via del Brindisi”, il progetto collettivo promosso da Appia Wine Road, associazione nata dall’unione di sette cantine del territorio con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio vitivinicolo e il paesaggio rurale attraversati dal tratto terminale della Via Appia-Traiana.

Area degustazione Jaddico Giancola – Tenute Rubino

Il sito archeologico: la memoria di una vocazione antica
All’interno delle Tenute Rubino, Jaddico Giancòla, si trova infatti un importante sito archeologico che testimonia la presenza, in epoca romana, di un articolato centro
produttivo legato alla viticoltura. Gli scavi hanno restituito testimonianze di una villa padronale, di ambienti destinati alla produzione del vino, di una cantina e di fornaci utilizzate per la realizzazione delle anfore. È forse questo uno dei momenti più suggestivi dell’esperienza, perché dopo aver
attraversato le vigne, sapere che proprio questa terra era già legata alla produzione del vino in epoca romana cambia la prospettiva. Le vigne che si osservano oggi non appaiono più soltanto come una parte del paesaggio contemporaneo, sono l’ultimo capitolo di una storia molto più antica. Un dialogo millenario tra archeologia e viticoltura dell’avanguardia, così si presentano i filari di Tenute Rubino, le testimonianze del passato incrociano oggi la scommessa sul Susumaniello e sui vitigni autoctoni locali. È una sorprendente continuità storica che non si interrompe, ma evolve, dimostrando come il futuro del settore nasca proprio dal recupero delle sue radici più profonde.
Accanto alla memoria, però, Jaddico-Giancola guarda decisamente al futuro, infatti, all’interno della tenuta ha preso forma una nuova struttura destinata a diventare, a breve,
un ulteriore spazio di accoglienza e valorizzazione del territorio: un luogo pensato per vivere il vino, conoscere il Susumaniello e approfondire il rapporto tra la cantina e il
paesaggio.
È un progetto che interpreta bene la filosofia di Tenute Rubino: custodire le proprie radici senza trasformarle in qualcosa di immobile.
Il passato non è un cimelio da conservare sotto una teca, ma la materia prima con cui costruire il futuro. Per restare viva, infatti, una tradizione deve avere il coraggio e la
capacità di evolvere, è da questa filosofia che nasce il profondo valore del Crossing Giancola, in un’epoca dominata dalla velocità e dalla distrazione, una giornata come
questa restituisce il giusto peso a gesti apparentemente semplici: camminare, correre,
pedalare, respirare e, finalmente, saper fermarsi. Qui, la natura si trasforma in una forma di benessere e il movimento diventa un’autentica occasione di incontro.
È proprio questo il significato più profondo della manifestazione: aver trasformato un vigneto in un luogo da vivere con tutti i sensi, un percorso sensoriale completo che trova la
sua naturale conclusione a tavola, dove finalmente arriva la Puglia nel piatto.

Vigneto Jaddico Giancola – Tenute Rubino

La Puglia nel piatto
Come accade nelle migliori giornate pugliesi, arriva il momento della tavola e qui il racconto del territorio passa inevitabilmente dal calice al piatto.

Vini di Tenute Rubino

I vini di Tenute Rubino da uve Malavasia Bianca, Fiano, Verdeca, Bianco d’Alessano, Vermentino, Susumaniello, Negroamaro, Primitivo, Ottavianiello hanno accompagnato una
selezione di prodotti tipici locali: la focaccia barese, la focaccia alle cipolle, le friselline, il pane condito con olio extravergine di oliva e pomodorini, insieme alla caponata.
E poi i frutti della stagione, nella loro semplicità e straordinaria varietà: fichi, uva, fichi d’India, anguria, melone fino al cacioricotta fresco, proposto come delicato accompagnamento ai vini. Una tavola che non ha bisogno di effetti speciali perché la Puglia, quando viene raccontata attraverso i suoi prodotti, sa essere immediatamente
riconoscibile con i suoi sapori schietti, ingredienti poveri ma ricchi di identità, gesti antichi e di convivialità.
Ed è difficile pensare ad un modo migliore per concludere una giornata trascorsa tra terra e vigne, con il calice tra le dita con uno sguardo rivolto al tramonto e al mare.

Il comprensorio Jaddico-Giancola
Jaddico Giancòla racconta così una Puglia straordinaria, capace di tenere magicamente insieme il passato e il futuro. La Via Traiana dialoga con il Susumaniello, l’archeologia
incontra le nuove frontiere dell’accoglienza, mentre la terra si fonde con il mare, il vento e
la vite. È un intreccio profondo tra la memoria storica e il desiderio di continuare a costruire, forse è proprio questa la sensazione più intensa che resta addosso alla fine del viaggio: l’idea di aver percorso solo pochi chilometri a piedi, ma di aver attraversato, in realtà, secoli di storia. Con le scarpe ancora sporche di terra, il profumo delle vigne nel respiro e un calice di vino ad accompagnare il tramonto, camminare a Jaddico-Giancola diventa un altro modo per dire: questa è la mia terra, questa è la mia Puglia.

Tenute Rubino
Via Enrico Fermi,50 –
72100 Brindisi

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