Diavolo Rosso: un’ambasciata della pizza italiana in Ecuador
Moderna Plaza, in Avenida Samborondón
Aperta sempre dalle 13:00 – 00:00
Telefono: +593 96 422 4504
Da un sogno nato tra Italia, Bolivia ed Ecuador è sbocciato uno dei progetti gastronomici più interessanti dell’America Latina. Si chiama Diavolo Rosso e negli ultimi anni ha contribuito a cambiare la percezione della pizza italiana in Ecuador. Nel 2026 ha raggiunto un traguardo importante: è l’unica insegna ecuadoriana presente nella prestigiosa classifica 50 Top Pizza Latin America 2026, dove ha conquistato i riconoscimenti di New Entry of the Year e Miglior Pizzeria dell’Ecuador.
Il locale si trova a Samborondón, uno dei cantoni più moderni e dinamici della provincia del Guayas, parte dell’area metropolitana di Guayaquil. Collegata alla città attraverso i ponti che attraversano i fiumi Daule e Babahoyo, Samborondón è diventata negli ultimi vent’anni il principale polo residenziale di alto livello del Paese. Oggi è anche una delle destinazioni gastronomiche più interessanti dell’Ecuador, grazie alla presenza di ristoranti, wine bar, cocktail bar e locali di cucina tradizionale e internazionale. È in questo scenario di nuova generazione che Diavolo Rosso ha trovato il terreno ideale per affermarsi.
Dietro questo progetto ci sono quattro soci: Giovanni Polo, Catalina Francisco, Sebastián Pareja e David Pareja, protagonisti di una storia imprenditoriale di successo.
Dal Friuli al Sud America
Le radici della pizzerai affondano nel percorso di Giovanni Polo, originario del Friuli. A 31 anni decide di lasciare l’Italia per trasferirsi in Bolivia, dove, quasi per caso, partecipa all’apertura di una pizzeria. È qui che apprende il mestiere del pizzaiolo in ogni sua sfaccettatura: dagli impasti alla cottura, dal servizio di sala alla gestione quotidiana del locale. Proprio in Bolivia conosce Catalina Francisco, ecuadoriana, attrice con una consolidata esperienza nel mondo del teatro e dello spettacolo. Dal loro incontro nasce non solo una famiglia, ma anche un progetto imprenditoriale condiviso che li porta a trasferirsi in Ecuador. Nel 2017 inaugurano Diavolo Rosso, inizialmente in un quartiere di Guayaquil non particolarmente semplice. Un progetto costruito letteralmente mattone dopo mattone, investendo i propri risparmi e credendo fin dall’inizio in una pizza contemporanea profondamente italiana, capace di dialogare con il gusto e con gli ingredienti del territorio. L’obiettivo è valorizzare prodotti locali spesso poco conosciuti, creando un ponte culturale tra Italia ed Ecuador. Giovanni è il pizzaiolo e guida la produzione, mentre Catalina lo affianca quotidianamente nella gestione dei topping e della cucina.
L’ingresso di Sebastián e David Pareja
Nel 2023 Diavolo Rosso compie un ulteriore passo avanti con l’ingresso nella società di Sebastián Pareja e David Pareja. Sebastián, tra gli avvocati più affermati del Paese, appartiene a una famiglia da sempre impegnata nella vita sociale e politica dell’Ecuador, alla quale sono state dedicate anche alcune strade. Conosce la pizzeria come cliente e ne rimane conquistato dalla qualità della proposta. Da quell’esperienza nasce la decisione di investire nel progetto, entrando a far parte della sua crescita. Il fratello David è invece un imprenditore della ristorazione con dodici locali all’attivo, specializzati in un’offerta dedicata all’alimentazione salutare, proteica e senza zuccheri aggiunti, con sedi anche nella capitale Quito e un piano di espansione nazionale. In Diavolo Rosso mettono a disposizione competenze imprenditoriali e relazioni, contribuendo in maniera decisiva alla crescita della pizzeria.
Uno sviluppo costante
La prima sede ha rappresentato il punto di partenza dell’avventura. Il successo ottenuto ha portato all’apertura dell’attuale locale di Moderna Plaza, in Avenida Samborondón, progettato con un concept contemporaneo e curato negli interni dalla moglie di David Pareja. Lo stesso stile caratterizza anche l’altra piccola sede di Guayaquil, a La Vista, in Avenida del Bombero.
Oggi Diavolo Rosso conta 42 collaboratori e guarda già a nuovi progetti di ampliamento.
Il locale di Samborondón è stato concepito come uno spazio completamente aperto: una grande vetrata che percorre tutto il perimetro della pizzeria permette agli ospiti di seguire il lavoro del forno e del banco. La sala, in materiale di vetro e cemento, dispone di circa cinquanta coperti, ai quali si aggiunge un’analoga capienza nell’area esterna.
L’esperienza è completata da un cocktail bar con una drink list che alterna grandi classici della miscelazione a creazioni originali firmate Diavolo Rosso, affiancata da una selezione di vini italiani ed ecuadoriani, anche al calice, e birre.
Un progetto che guarda oltre la pizza
La passione dei quattro soci é tangibile in tanti dettagli. Diavolo Rosso propone una birra realizzata in esclusiva dal birrificio artigianale ecuadoriano Odissea e ha dato vita a un progetto che rappresenta una novità assoluta nel panorama della ristorazione del Paese: un vino creato in collaborazione con l’iconica Bodega Dos Hemisferios, la cantina che ha contribuito a dimostrare che all’Equatore si possono produrre grandi vini.
L’etichetta, che sarà presentata nelle prossime settimane, si chiama Salvadi ed è ottenuta da un blend di Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Malbec. La scelta del Sangiovese rappresenta un omaggio alle origini italiane di Giovanni Polo e, simbolicamente, alla nazione che ha dato i natali alla pizza. La produzione sarà limitata a circa mille bottiglie, a testimonianza della volontà di realizzare un progetto esclusivo e identitario, volto ad avvicinare il pubblico alla cultura del vino e dell’abbinamento con la pizza. L’attenzione verso la qualità passa anche attraverso la selezione delle materie prime. La pizzeria ha avviato collaborazioni con aziende agricole locali e con l’Instituto Nacional de Economía Popular y Solidaria per valorizzare ortaggi, verdure, legumi, frutta e varietà ecuadoriane ancora poco conosciute. Tra queste figurano il tocte tipico, un’antica noce andina oggi a rischio estinzione, e il Maní Transkutukú, una varietà di arachide che richiama la tradizione alimentare degli Inca. Accanto ai prodotti della biodiversità locale trovano spazio anche ingredienti certificati DOP. Dall’Italia arrivano pomodori pelati e in salsa, olio extravergine di oliva, salumi e formaggi a pasta dura.
Il menu di Diavolo Rosso
Tutto ruota intorno alla pizza napoletana contemporanea. È nel menu che prende forma la filosofia di Diavolo Rosso: una pizza profondamente italiana che valorizza il patrimonio agricolo dell’Ecuador.
L’impasto è un indiretto da biga con farine 00 e tipo 1, ottenuto da Giovanni dopo molte prove per via del clima equatoriale che incide in modo determinante sui prefermenti, mentre la stesura sottile del disco lascia spazio a un cornicione ben sviluppato. Le farine, così per i latticini, sono di provenienza ecuadoriana. La lista propone i grandi classici della tradizione, dalla Margherita alla Marinara, dalla Capricciosa alla Quattro Formaggi fino a Tonno e Cipolla, accanto a pizze creative che reinterpretano ingredienti tipici dell’Ecuador. Completano la proposta focacce, calzoni – anche nella versione aperta – e una selezione di fritti, tra cui frittatina di pasta, arancino e crocchè. Da poco è stato introdotto anche il padellino.

Frittatina zuccona; zucca, speck, ricotta affumicata, tocte tostato, aceto balsamico, olio al basilico, erba cipollina, Grana Padano – Diavolo Rosso

Pizza Tramonto; Mozzarella, emulsione di pomdoto giallo, crumble croccante di pancetta- Diavolo Rosso

Pizza San Marziano: salsa di pomodoro San Marzano, San Marzano semidry, pomodoro giallo, crema di Grana Padano, polvere di olive nere, olio aromatizzato al basilico – Diavolo Rosso
Un punto di riferimento per la pizza italiana in Ecuador
Il successo ottenuto nella 50 Top Pizza Latin America 2026 conferma il ruolo di Diavolo Rosso come ambasciatore della pizza italiana in Ecuador. La sua storia dimostra come competenze italiane, visione imprenditoriale e capacità di dialogare con il territorio possano dare vita a un progetto importante anche lontano dalla madrepatria della pizza.
I prezzi? La pizza Margherita costa 14 dollari statunitensi, quella meno cara 13 dollari, mentre la proposta più costosa è il Calzone con la Mortazza, a 20.











