Faro Palari Doc 2012 Azienda Agricola Palari Salvatore Geraci

17/2/2021 836
Faro Palari Doc 2012 Azienda Palari
Faro Palari Doc 2012 Azienda Palari

di Enrico Malgi

In questi giorni carnevaleschi, senza poterli festeggiare adeguatamente per colpa del coronavirus, ho saccheggiato in parte la mia cantina, prelevando alcune pregevoli e datate bottiglie.

Un’etichetta che mi ha particolarmente colpito è stata quella di Palari Faro Doc 2012 dell’Azienda Agricola di Salvatore Geraci di Messina, che avevo già assaggiato meno di due anni fa.

Vibrante di un rosso rubino non molto carico il colore che traspare nel bicchiere. Affascinante il bouquet che si approccia al naso, svelando pudicamente tutti i suoi odorosi e sensitivi segreti. La parte del leone è ovviamente appannaggio di nuances fruttate di amarena, prugna, ribes, mirtilli, fragole e more. L’input prosegue poi con incidenze floreali, speziate, balsamiche, mentolate, empireumatiche e grafitiche, che si fondono con respiri di erbe aromatiche. In bocca arriva un sorso che stupisce per finezza, eleganza, profondità, voluttuosità, sapidità e mineralità. Appeal ammaliante e morbidamente avvolgente. Dolci ed ammansiti i teneri tannini. Acidità espansa. Gusto salino tipicamente mediterraneo di un vino meraviglioso, cangiante, vivo, fruttato, intrigante, equilibrato e permeante. Longervità a lunga scadenza. Retroaroma lungo e persistente. Da abbinare alla classica cucina terragna siciliana, senza tuttavia disdegnare qualche piatto di mare col pomodoro.

Controetichetta Faro Palari Doc 2012 Azienda Palari
Controetichetta Faro Palari Doc 2012 Azienda Palari

In conclusione bisogna sottolineare che la viticoltura della Sicilia orientale (comprensorio di Messina, Catania, Siracusa e parzialmente anche di Ragusa) affascina per il suo fervore e per la produzione di eccellenti vini rossi morbidi, beverini e poco tannici come i due Nerello ed il Frappato, che incontrano il favore sia dei consumatori e sia dei critici. Si può affermare allora, che il futuro risieda proprio qui sicuramente, anche se il vitigno principe isolano, cioè il Nero d’Avola, rimane sempre la varietà a bacca rossa più diffusa e privilegiata.

 

Report del 26.05.2019

E naturalmente partiamo proprio dal citato e famoso Palari Faro Doc 2012. Composito blend di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Nocera e piccole quantità di Acitana, Galatena, Jacché e Core ‘e Palumba. Fermentazione in acciaio e maturazione in barriques nuove di Troncais e Allier per circa due anni. Elevazione in vetro per altri ventiquattro mesi. Niente filtraggio e chiarifica. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo medio in enoteca intorno ai 40,00 euro.

Colore rosso rubino lucente. Naso esplosivo di bacche rosse, cadenze floreali di gelsomino e di viola e sussurri terziari di liquirizia, humus, grafite, china, terriccio, cardamomo, cioccolato fondente, rabarbaro, carruba e mentolo. Spezialità di noce moscata, chiodi di garofano e vaniglia. Sentori di goudron, di tostato e di fumé. Eccellente il potente sorso che si approccia alle labbra e che subito denota versatilità, personalità, armonia, eleganza e persistenza. Nobili e masticabili i dolci tannini. Guizzo di sana acidità in bocca, per un palato asciutto, morbido vellutato, sapido, rigoroso ed avvolgente. Un vino davvero superbo quasi mitologico direi stando alle origini, che sa fondere perfettamente densità e sottigliezza, precisione tecnica e fascino emozionale. Longevità ancora tutta da scoprire. Da urlo l’interminabile finale. Su carni rosse e formaggio Ragusano.

Sede a Messina – Villa Geraci Santo Stefano di Briga di Messina
Tel e Fax 090 630194 – 
[email protected] – www.palari.it
Ettari vitati: 6
Vitigni: Nerello Mascalese e Cappuccio, Nocera ed altri vitigni minori siciliani.

 

2 commenti

    Francesco Mondelli

    Ormai un mito:tra i migliori vini non solo siciliani.PS Per brindare ai fuochi pirotecnici dell’Etna innevata e la mia lasagna di carnevale che senza presunzione con quelle postate dal Gran Capo se la potrebbe giocare una bottiglia(Geraci 2010 quota 600)anch’io in cantina l’ho trovata e di conseguenza stappata.Eleganza pura a nobilitare un piatto tradizionale la cui digestione, senza l’aiuto di un grande vino, un giorno intero può durare.https://share.icloud.com/photos/01KF4jL41Fql5NPu5AoqWiNJg#Roma,_Lazio

    17 febbraio 2021 - 14:27

    Enrico Malgi

    Bravo Francesco, sei inimitabile.

    17 febbraio 2021 - 15:59

I commenti sono chiusi.