Federica Franco: “Così è nato Il mio viaggio a Napoli”
di Mariangela Barberisi
Federica Franco, napoletana, volto fresco dei social e co-founder, insieme al fidanzato Giuseppe Russo de “Il mio viaggio a Napoli” un brand che mette insieme pagine social con circa 1.5 milioni di follower su Facebook e 161.000 follower su Instagram e che ha permesso ai due di
inaugurare due locali: una pizzeria ai Quartieri Spagnoli a Napoli, e una a Montesarchio nel beneventano, dove la pizza è quella della tradizione partenopea a ruota di carro.
Federica come nasce questo progetto?
«Io e Giuseppe abbiamo iniziato insieme durante la pandemia postando semplici immagini con didascalie che raccontavano Napoli».
Poi avete scelto di passare dalle foto plastiche a immagini di voi due insieme?
«Non subito. E’ stato un processo lento, abbiamo condiviso con i follower passeggiate sul lungomare, luoghi storici della città e poi una sera decisi di portare Giuseppe in un posto a cui ero molto legata».
Ci racconta?
«Desideravo che provasse la pizza preparata dal papà di una mia mia cara amica e pubblicammo semplicemente il piatto. Fu un boom: in poco tempo arrivammo a 65 milioni di visualizzazioni».
Come avete interpretato questo séguito improvviso?
«In primis la pizza era speciale, a forma di stella. Ha fatto il giro del mondo dal nord Italia, all’Algeria. Credo fosse anche un periodo favorevole per chi, come noi, aveva conoscenza ed esperienza per pubblicare contenuti sui social».
Un desiderio di lasciarsi alle spalle il lockdown ha rivoluzionato il vostro lavoro?
«Si. Erano tutti ancora legati all’idea di utilizzare lo smartphone e i network per affacciarsi al mondo e la voglia delle persone di poter assaporare la pizza seduti comodamente in un locale ci ha fatto cambiare prospettiva».
Come avete gestito questo picco?
«Noi siamo prima di tutto content creator e abbiamo iniziato a studiare questa crescita anche sui nostri canali. Dalla pizza, al piatto, abbiamo deciso di sperimentare un nuovo tema, coinvolgendo i follower totalmente nell’assaggio».
In che modo?
«Cominciando a inserire anche Giuseppe nel racconto mostrando e raccontando il cibo e i viaggi».
Tu non c’eri all’inizio?
«Io ero al desk. Sempre celata. Non mi sentivo pronta».
Cosa ti ha spinto a mostrarti al pubblico?
«La cucina. Vede i miei genitori lavoravano tanto e io sono cresciuta con mia nonna Rachele, mi ha insegnato tutto. Ricordo gli gnocchi il sabato sera a riposare sul banco preparati solo con acqua e farina. Ogni piatto è legato a lei e alla mia infanzia. Ed è questo che riproduco per gli altri: tradizione e passione».
Dai social a due locali tra Napoli e Benevento.
«Siamo orgogliosi. Grazie a questi spazi bellissimi ho la possibilità di condividere con i clienti i piatti di mia nonna e di mia madre, dalla pasta e patate, al ragù, dalla genovese, alla pizza con le scarole una pizza questa che non può mancare nelle case dei napoletani».
Trascorrete il Natale in famiglia?
«Assolutamente si. La mia gioia è questa, cucinare per me vuol dire prendermi cura di chi amo e per quest’anno sono ancora più felice perché abbiamo avviato una collaborazione con Ciro Poppella realizzando due panettoni: uno con albicocca pellecchiella del Vesuvio e cioccolato fondente; l’altro con cioccolato bianco e amarena».
Cosa direbbe alle ragazze che vogliono intraprendere questo lavoro?
«Essere sempre se stesse, rispettare la propria autenticità, ma soprattutto porre la massima cautela nel lanciare certi messaggi, attenzione alle foto e alle didascalie. I social oggi sono seguiti anche dai più piccoli, rispettiamoli».
Ci sono nuovi progetti da annunciare?
«Si, dopo Natale apriremo un’agenzia di viaggio. Lo desideravo da tanto e ora finalmente diventerà realtà».


