Festambiente Agricoltura, la terra, come la vogliamo All’Azienda Agricola Regionale Improsta di Eboli

7/12/2016 1 MILA
Manuela Russo, Pietro Parisi e Valerio Calabrese
Manuela Russo, Pietro Parisi e Valerio Calabrese

di Enrico Malgi

Tre intense e fitte giornate ricche di convegni, incontri, dibattiti, laboratori, stand informativi, spettacoli musicali, aree espositive, visite guidate, animazioni per bambini e degustazioni hanno caratterizzato la seconda edizione di Festambiente Agricoltura, organizzata da Legambiente presso l’Azienda Agricola Regionale Sperimentale Improsta di Eboli nel cuore della fertile Piana del Sele.

Festambiente Programma dei tre giorni
Festambiente Programma dei tre giorni

Personalmente mi sono interessato, insieme con Manuela Russo della Scuola Europea Sommelier, della degustazione di due vini seguiti passo dopo passo dalla vendemmia fino al prodotto finale dai giovani ed entusiasti studenti del ProfAgri di Salerno e di Capaccio, indirizzati e spronati dalle loro insegnanti Rosa Sassone, Mirella Falino e Rossella De Vivo  guidati dal Preside Alessandro Turchi.

Manuela Russo ed Enrico Malgi
Manuela Russo ed Enrico Malgi

Le vigne sono state impiantate in località Gromola di Capaccio-Paestum, su un terreno sabbioso in prossimità del mare. Con la collaborazione poi delle aziende cilentane Rotolo e Polito, che hanno messo a disposizione le loro strutture ed il loro sapere, sono state prodotte due etichette: Capoclasse Fiano Igp Paestum e Pennarossa Aglianico Igp Paestum, di cui ho assaggiato rispettivamente i millesimi 2015 e 2014 alla presenza di un interessato e folto gruppo di persone. Contemporaneamente Valerio Calabrese, Responsabile Agricoltura Legambiente Campania, ha introdotto il famoso cuoco contadino Pietro Parisi titolare del Ristorante Era Ora di Palma Campania, che ha presentato i suoi famosi “boccaccielli”, specialità della tradizione gastronomica campana in vasetti di vetro.

Il Fiano ha un bel colore paglierino già abbastanza carico, con leggiadre e giovanili sfumature erbacee ai lati. Esuberante e propositivo il delicato bouquet che rivela rigogliosi profumi fruttati, soprattutto vezzi di mela verde ed echi agrumati, che si alleano poi a profondi rigurgiti floreali di ginestra e di biancospino. La bocca accoglie un sorso fresco, languido, morbido, avvolgente, vivido e scattante e segnato poi da un’incidenza prettamente sapida e salmastra. Sviluppo palatale seducente ed elegante. Lungo e piacevole il retrogusto. Buon vino davvero!

Per quanto riguarda l’Aglianico il cromatismo è connotato da un colore rosso rubino, con sfaccettature purpuree. Delizioso ed espansivo il timbro olfattivo, che rimarca un pot pourri fruttato di sottobosco e di drupe rosse, unito ad articolati vibrazioni floreali e vegetali ed essenze sapide. Sulla lingua atterra un sorso segnato subito da un bonus di calore, tannico quanto basta e connotato da una lama di acidità. Grip artigianale, ruspante e carnoso. Buona struttura di base. Allungo finale leggermente corto. Vino da aspettare ancora per qualche anno per la piena maturazione. Prosit!