Fiano di Avellino Colli di Lapio Docg 2020 Clelia Romano

29/9/2021 422
Fiano di Avellino Colli di Lapio Docg 2020 Clelia Romano
Fiano di Avellino Colli di Lapio Docg 2020 Clelia Romano

di Enrico Malgi

“Le cose belle della vita vanno assaporate”. Se non sbaglio questa frase la diceva un tale durante uno spot pubblicitario di non so quale prodotto. Dice, ma allora tu non sai proprio niente? No un momento, una cosa la so di sicuro ed è incontrovertibile: il Fiano di Avellino Docg è un vino straordinario, che fa parte delle cose belle della vita e per questo va assaporato assolutamente e se poi parliamo del Fiano di Clelia Romano ancora meglio. Per fortuna da molti anni a questa parte non mi faccio mai mancare il nuovo millesimo di Clelia appena viene lanciato sul mercato, com’è capitato puntualmente anche stavolta con l’annata 2020.

Controetichetta Fiano di Avellino Colli di Lapio Docg 2020 Clelia Romano
Controetichetta Fiano di Avellino Colli di Lapio Docg 2020 Clelia Romano

Soltanto Fiano allevato a 550 metri di altezza nel vocato areale di contrada Arianiello di Lapio. Fermentazione e maturazione in acciaio e poi elevazione in vetro per sei mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 20,00 euro, cioè un regalo.

Alla vista si presenta un fremente colore giallo paglierino. Bouquet decisamente espressivo e bene articolato, dal cui crogiolo il naso attinge intense, variegate e golose nuances di pera, mela, pesca, nocciola, erbe aromatiche, biancospino, gelsomino e zafferano, oltre che pregnanti afflati speziati. Timbrica sapida e minerale. Sorso penetrante, scorrevole, irresistibile, arioso, accomodante, pervasivo, elegante, seducente e dinamico. Beva fresca, invitante e goliardica. Purezza di un frutto niente affatto scarnificato, per un palato in perfetto equilibrio, ben calibrato, raffinato e sfaccettato. Longevità a lunghissima scadenza. Affondo finale solido e persistente. Da abbinare ad un bel risotto ai frutti di mare e latticini. Insomma il Fiano di Clelia non si smentisce mai e d’altronde, come dicevo prima, fa parte delle cose belle della vita da assaporare ad ogni costo!

 

Sede a Lapio (Av) – Contrada Arianiello, 47

Tel e Fax 0825 982184 – Cell. 348 7626010

Enologo: Michele D’Argenio, da pochi mesi subentrato ad Angelo Pizzi

Ettari di proprietà: 5 – Bottiglie prodotte: 65.000

Vitigni: Aglianico, Fiano e Greco.

2 commenti

    FRANCESCO MONDELLI

    Largo ai “giovani”(Carmela e Federico)e lasciamo Clelia ed Angelo a fare i nonni con quattro nipoti da coccolare e in particolare modo la piccola che porta il nome della signora del Fiano già coinvolta in azienda avendo realizzato la “grafica “del loro primo “grand cru “CLELIA.Graduale passaggio generazionale anche in cantina con l’avvicendamento di Michele D’Argenio (enologo di grande qualità e brillante futuro)ad Angelo Pizzi da me soprannominato “tre bicchieri”per la sua costante presenza alle innumerevoli premiazioni di questo grandissimo vino che in quest’annata in particolare ha una prontezza di beva inusuale (sappiamo bene che comincia ad assestarsi in media a cominciare dal secondo anno di bottiglia)senza però nulla temere dal tempo per cui possiamo pronosticare, senza tema di sbagliare ,una lunga vita di almeno due decenni.Ad maiora semper da FM

    29 settembre 2021 - 08:47Rispondi

    Enrico Malgi

    Certo caro Francesco, onore alla nuova generazione, ma Clelia la “masta” resta sempre in sella. Senza il suo coraggio e l’abnegazione questa azienda non esisterebbe. Basta ricordarsi dei suoi inizi, quando ha dovuto tanto sacrificarsi ed andare personalmente in giro a proporre il suo grande Fiano. Ed ha avuto ragione lei.

    29 settembre 2021 - 12:57Rispondi

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