I vini irpini di Bellaria

19/3/2019 2.1 MILA
Bellaria
Bellaria

di Francesca Faratro

Terra di grandi vini, l’Irpinia, è una zona dove nascono tre delle Docg campane: Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino.

Fino agli anni ’90 fa la produzione vitivinicola era portata avanti da poche  aziende ma con il passare degli anni, il numero è in grande crescita con la nascita ogni anno di nuove realtà medio- piccole che tallonano qualitativamente  le precedenti, facendo salire l’asticella della qualità  per tutti.

Bellaria
Bellaria

Tra queste spicca l’azienda Bellaria a Montefalcione. A rendere questa località ancor più speciale, è la doppia Docg della quale può fregiarsi: Taurasi e Fiano di Avellino.

La cantina della famiglia Maffei punta ogni giorno alla qualità. Fondamentale è la passione di due giovani, amanti del vino ma anche cognati nella vita: Gabriele Musto, responsabile commerciale e l’amministratore Antonio Pepe.

Ad aiutarli  l’enologo Raffaele Noviello e Luca Zirpolo, con una gamma aziendale ampia e capace di abbracciare i diversi stili della zona.

Bellaria
Bellaria

In vigneto si segue una coltivazione biologica mentre in cantina gli interventi sull’uva sono naturali per mantenere inalterate le tipiche dei vitigni coltivati.

Bellaria, coda di volpe
Bellaria, coda di volpe

Si parte da uno spumante extra-dry elaborato in autoclave col metodo Charmat con una base di Fiano: interessante versione spumante di quest’uva, fresco e con un residuo zuccherino elevato.

Si prosegue con le DOC Irpinia;

Il Coda di Volpe DOC “Ottant’anni”, ottenuto da un’ uva tipica del Vesuvio ma che in questa zona riesce a esprimere una tipicità propria, regala un sapore fresco e sapido.

La Falanghina, morbida e floreale, dal colore giallo carico, è persistente e rimanda alla frutta e ai fiori.

La selezione dei bianchi continua con il Fiano di Avellino che trasmette la sua nota tostata tipica del vitigno, con accenni di miele e frutta a pasta bianca.

I Greco di Tufo “Oltre”, con una chiara struttura elegante e persistente, ha sfumature verdoline con sentori di pera e frutti tropicali.

Bellaria, il Greco Oltre
Bellaria, il Greco Oltre

Il primo rosso in degustazione  è il Campania Aglianico IGP, fresco e di facile beva, con sentori di frutta come fragole ed amarena.

Si continua sempre con un Aglianico, il “Rafè”, stavolta affinato in barriques e così denominato per omaggiare l’enologo di casa, con una beva robusta e morbida.

Piacevole il “Sir V” con la sua bottiglia  bombata  che attira lo sguardo, composto da Aglianico; il “Core” elegante e corposo; il “Taurasi” con una buona struttura che rispecchia la tipologia dell’uva utilizzata.

Retrocedendo nel tempo, il Taurasi Riserva 2008, figlio di una grande annata con solo 500 esemplari, nel bicchiere lascia presagire grandi traguardi. Dopo molto tempo in legno, si presenta come un vino aristocratico con mille sfaccettature odorose.

L’azienda ha in programma lo spostamento della cantina a Roccabascerana, poco lontano dalla proprietà attuale. Cambierà la grandezza della struttura ma siamo certi che la passione rimarrà la stessa, immensa come la chioma del tiglio che fa da sfondo a tutte le etichette.

Società Agricola Bellaria
Località Carrani

83030 Montefalcione
Tel. 0825 973467
www.agricolabellaria.com