Il magico potere di una merenda: la camilla di carote

16/11/2020 753

Camilla di carote

Torta camilla
Torta camilla

di Simona Quirino

Tra lock down e isolamenti costretti o volontari, il tempo da trascorrere a casa è tanto. Tolte le ore dedicate allo smart working, alla didattica a distanza e alle faccende domestiche, è bene impiegare le restanti a fare cose che ci piacciono. Le passioni salvano la vita e per molti la cucina è tra queste. E anche quando non è così (come nel mio caso, o meglio non era così) la cucina ha un magico potere di riordinare i pensieri affidandoli alle mani che, mettendo insieme qualche ingrediente, riescono a creare qualcosa di buono. Personalmente ho avuto bisogno di qualcosa di dolce, qualcosa che mi rimandava a momenti belli. Il mio da bambina si chiamava camilla ed era una merendina soffice e arancione, che sapeva di arancia e carota.

Un’attenta ricerca sul web per la ricetta, la spesa a casa per gli ingredienti e voilà che il mio sabato pomeriggio inizia a scaldarsi e riempirsi di un morbido profumo.

Si parte dalle carote. Tritiamone 250 grammi.

Nel frattempo rompiamo 3 uova e iniziamo a mescolarle con 170 g di zucchero.

Aggiungiamo al composto una scorza di arancia grattugiata e il suo succo (circa 90 grammi).

Versiamo 90 grammi di olio di semi, 50 grammi di fecola di patate e aggiungiamo 250 grammi di farina poco alla volta.

Alla fine, mettiamo una bustina di lievito per dolci, 100 grammi di farina di mandorle e uniamo le carote tritate.

Mescoliamo bene e versiamo l’impasto in uno stampo unto e infarinato da 24 cm.

Inforniamo e lasciamo cuocere a 175 gradi con forno statico per 50 minuti. Lasciamo raffreddare e spolveriamo sopra la nostra merenda un po’di zucchero a velo.

La camilla di carote è pronta, la dolcezza è servita, la testa è leggera e il tempo è volato.

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