La Cantina Futurista: si vinifica a vista sul ristorante


Il manifesto di Cantina Futurista

di Marco Milano
A Treviso i fratelli Alberto e Enrico Fagotto inaugurano in Fonderia un progetto di vinificazione a vista sul ristorante, distillazione artigianale e ristorazione d’alta gamma. Il nome “Cantina Futurista” è quello scelto per battezzare una delle nuove tendenze, che oggi si chiamano “urban winery”. Il luogo è l’area della fonderia dove durante il diciannovesimo secolo a Treviso nascevano gli stabilimenti moderni Un’area industriale a nord poi di fatto abbandonata e trasformatasi successivamente a nuova vita alla voce “distretto del divertimento”.

I fratelli Enrico e Alberto Fagotto

Uffici, residenze e locali trendy che conservano l’estetica dell’archeologia industriale originale tra i quali ora si staglia “Cantina Futurista”, settecentocinquanta metri quadrati con una cantina “a vista” operativa dalla prossima vendemmia, e già a disposizione venti etichette. L’idea nasce dalle rispettive passioni e professioni dei fratelli Fagotto, Alberto bartender che ha lavorato in svariati cocktail bar in Italia e a Londra, Enrico enologo che ha vinificato e distillato in diverse regioni d’Italia e in America. Cantina Futurista si vuole proporre ad un target adulto e consapevole ed ha come mission quella di ospitare l’intero ciclo produttivo del vino. Il via ufficiale alla vinificazione è atteso per settembre, con la prossima vendemmia. Nel corso dell’ultimo anno, inoltre, è stato ristrutturato lo spazio ed è stato creato uno shop per la vendita dei vini, una stanza di stoccaggio tenuta sempre a quindici gradi, lavorati gli interni e messo in ordine il plateatico che dà sulla Piavesella. La cantina come detto è a vista dai tavoli del ristorante, che sono disposti su due livelli. In centro, una enorme vasca per la vinificazione ospita un olivo secolare. “Gestiremo a partire da settembre la vinificazione in città per trasformarla in etichette proprietarie utilizzando anfore e barrique – ha spiegato Enrico Fagotto – la produzione iniziale conta già venti vini e una linea di bottiglie di Metodo Classico, con invecchiamento minimo di tre anni.

La cantina a vista – Cantina Futurista

La proposta sarà ciclica e dinamica, basata sulla selezione delle migliori uve acquistate ogni anno da conferitori di fiducia”. Ma non solo vino, Cantina Futurista, infatti, “mette in vetrina” anche la birra e una linea di otto distillati (Gin, Bitter, Aperitivo, Amaro, Vodka, Rum Blanca e presto Vermouth) prodotti in esclusiva come private label da ricette uniche. Da menzionare la collaborazione con Rossi e Rossi (Wilson e Morgan) per l’offerta di due whisky e un rum di fascia premium.

“Il vino è l’anima pulsante di questo progetto, il punto da cui tutto ha origine – ha aggiunto Alberto Fagotto che si occupa del ristorante e del cocktail bar – Con Cantina Futurista abbiamo voluto portare il cuore della produzione vinicola direttamente nel tessuto urbano di Treviso. Ma se la vinificazione a vista è la nostra dichiarazione d’amore per l’enologia, la cucina e la distillazione artigianale ne sono il completamento necessario. Abbiamo immaginato uno spazio dove l’eccellenza del calice dialoghi costantemente con una ristorazione d’alta gamma e una mixology d’avanguardia. Non volevamo creare solo un locale, ma un’esperienza sensoriale totale. È la nostra visione del futuro delle cantine: un luogo dove l’autenticità del saper fare incontra il gusto contemporaneo”.
La proposta enogastronomica di Cantina Futurista si presenta come “un manifesto di sapori decisi e accostamenti creativi, dove la tradizione veneta viene reinterpretata attraverso una lente contemporanea e sperimentale”. Per quanto concerne la carta dei vini l’obiettivo dichiarato è quello di rispecchiare “l’anima artigianale del locale, con una forte predilezione per le fermentazioni spontanee e le tecniche di macerazione”. Alla voce “Bollicine”, invece, corrisponde una selezione di spumanti che abbraccia i vini “col fondo”, come il Caneva (da uve Glera) e il Duro (da uve Durella) ma anche il “Metodo Classico” rappresentato per esempio da etichette come il Riesling Italico “Hahahahah” o il Pinot Nero “Pino”, affinato per trentasei mesi. Tra i bianchi da citare blend come Bronner e Chardonnay ma anche vitigni autoctoni come la Boschera fermentata in acciaio e barrique. Nota particolare per i vini macerati (orange wine), come il Sovinier Gris lasciato a contatto con le bucce per quaranta giorni o il “Famoso” da lieviti indigeni macerato per quarantacinque giorni. La variegata proposta dei rossi vede sia vini freschi vinificati in acciaio, come il Pinot Nero “Ombra Rosso”, sia etichette più strutturate e invecchiate in legno, come il Sangiovese romagnolo “Amen” o il blend di Merlot, Cabernet e Marzemino denominato “Moro”. Menzione speciale per il “1/2 Pieno”, un particolare Sangiovese passito lavorato con metodo solera.

Cantina Futurista – Urban winery
Via Fonderia 41 – Treviso

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