Vini Tenuta Gianquitto


Vini Tenuta Gianquitto

di Enrico Malgi

La Tenuta Gianquitto di Torrecuso è una piccola entità vitivinicola beneventana di appena sei ettari vitati, con i quali si producono circa 12.000 bottiglie, frutto di tre etichette aziendali: una di vino bianco e due di vino rosso. Il titolare è Angelo Gianquitto, coadiuvato dal bravo enologo Ernesto Buono.

Controetichette Vini Tenuta Gianquitto

Gorgò Taburno Falanghina del Sannio Dop 2025. Falanghina maturata in acciaio. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 12/18 euro. Bottiglie prodotte numero 6.000.

Gorgò Taburno Falanghina del Sannio Dop 2025 Tenuta Gianquitto

Alla vista si presenta un luminoso colore giallo paglierino già carico, appena scalfito sui bordi da giovani lampi verdognoli. Bouquet appassionato, sospiroso e ben sostenuto da variegati ed eterogenei profumi. In successione si avvicendano al naso caratteristiche fragranze di mela renetta, pera spadona, melone bianco, albicocca, banana, ananas, clementina, fiori bianchi, sussurri di macchia mediterranea e spunti speziati. In bocca penetra un sorso estremamente fresco, godibilmente morbido e delicatamente sapido, per uno sviluppo palatale vibrante e tonico, elegante e citrino, lineare e succoso, setoso e soave, seducente e raffinato aggraziato e dinamico. Pregevole e ben ritmata l’accelerazione palatale. Ottima la serbevolezza. Allungo finale appagante. L’ho abbinato ad un bel risotto al radicchio e come secondo ad una frittata di uova, prosciutto crudo e contorno misto.

Oplon Aglianico del Taburno Docg 2022.
Soltanto Aglianico maturato per un anno in acciaio ed un altro anno in barriques di terzo passaggio. Affinamento in vetro per 8/12 mesi. Tenore alcolico di quindici gradi. Prezzo finale di 15/25 euro. Bottiglie prodotte numero 4.500.
Calice tinto da uno scintillante e coreografico cromatismo rosso rubineggiante. Profilo aromatico portatore di una molteplicità di espansivi profumi, che rimembrano in successione l’amarena la susina nera, le piccole drupe del sottobosco, la viola mammola, la rosa damascena, le erbe aromatiche e sentori speziati di noce moscata, chiodi di garofano, pepe nero e zenzero. All’appello non mancano poi voluttuose essenze terziarie di tabacco, liquirizia, caffè, cioccolato fondente, incenso e goudron, accompagnate da percezioni empireumatiche. In bocca esordisce un sorso decisamente caldo e comunque sublimato da un gusto avvolgente, accattivante, polposo, schietto, arrotondato, tonico, solido, balsamico, rigoroso, corroborante, pimpante, armonico, complesso, strutturato, minerale e sferzante di freschezza. Tannini piacevolmente morbidi ed affusolati. Legno ben dosato. Ottima la serbevolezza. Retroaroma godibile. Da provare su un piatto di pasta al sugo e tagliata di carne arrosto.

Lakedaimon Aglianico del Taburno Rosso Riserva Docg 2019. Aglianico in purezza maturato per un anno in acciaio, affinato per due anni in barriques e poi elevato in boccia per un altro anno ancora. Gradazione alcolica di quindici e mezzo. Prezzo finale di 35/45 euro. Bottiglie prodotte numero 1.333.
Veste cromatica disegnata da uno sfavillante ed intenso colore rosso granato. Crogiolo depositario di una composita e sfaccettata messe di eterei aromi, che subito vengono intercettati da un naso molto disponibile ed ansioso di collaborare. Ne viene fuori, quindi, un emblematico collage riccamente affastellato da costumanze di ciliegia, prugna, gheriglio di noce, carruba, mandorla, ribes, mirtilli, more, violetta, iris, erbe officinali, anice, cannella, curry, zafferano e sontuose rimembranze terziarie. L’impatto del sorso sulla lingua si rivela focoso, voluminoso, profondo, caratteriale, monumentale, austero, opulento, essenziale, compatto, materico, esuberante, solido, estroso, vibrante e dinamico. Spinta acida molto elevata. Maglia tannica ottimamente cesellata. Legno ben modulato. Gusto morbido, sensuale, conturbante, affabulatore, elegiaco, rotondo, balsamico, aristocratico, armonico, scattante e fascinoso. Zenit ancora molto lontano. Scatto finale imperioso e persistente. Da preferire su un piatto di pasta al forno e cacciagione.
Bene, posso tranquillamente affermare di avere degustato davvero tre ottimi vini. D’altra parte, come più volte ribadito, l’areale sannita è uno straordinario scrigno, che conserva al suo interno un’eccellenza vitivinicola di grande respiro a livello nazionale.

Tenuta Gianquitto
Torrecuso (Bn) – Via Defenze,14
Proprietario: Angelo Gianquitto
Enologo: Ernesto Buono
Ettari vitati: 6 – Bottiglie prodotte: circa 12.00
Vitigni: Aglianico e Falanghina

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