La Red Velvet che parla siciliano
di Carmen Autuori
Oggi nella Stanza di Carmen entra un dolce che, a prima vista, sembrerebbe avere poco a che fare con la tradizione. Rosso, scenografico, tanto da essere considerato tra i più “instagrammabili”, nato oltreoceano e diventato negli ultimi anni una presenza quasi immancabile nelle vetrine della pasticceria internazionale, parliamo della Red Velvet.
Eppure, anche questa torta cosiddetta moderna ha una storia che viene da lontano, e arrivata a Palermo, ha trovato chi ha deciso contaminarla, senza cancellarne l’identità.
È quello che è successo da Cagliostro Cafe and Bakery dove Alessandra Scerrino e la sua famiglia lavorano tra pasticceria italiana, dolci siciliani e incursioni internazionali. La Red Velvet resta quella che conosciamo, con la base soffice e il caratteristico rosso, ma cambia la crema, al posto della tradizionale farcitura al cream cheese, una crema di mascarpone e panna.
«Noi abbiamo deciso di rivisitarla alla maniera siciliana – racconta Alessandra – cercando di ottenere un risultato più delicato, morbido, leggero, più vicino al gusto palermitano. Poi ci siamo accorti che questa versione è molto apprezzata anche dai turisti che vengono a Palermo».
Prima ancora di diventare il dolce rosso che conosciamo oggi, la Red Velvet ha avuto una storia piuttosto lunga. Negli Stati Uniti, già nell’Ottocento, comparivano nei ricettari le cosiddette velvet cakes, letteralmente “torte di velluto”, ossia torte dalla consistenza particolarmente morbida e fine. Nei primi decenni del Novecento il dolce incontra il cacao e, grazie alla reazione chimica di ingredienti acidi, come il latticello e l’aceto, l’impasto assume una sfumatura rossastra, molto meno intensa di quella attuale. La tonalità che conosciamo oggi arriverà con l’uso dei coloranti alimentari, destinati a trasformarla nel segno distintivo del dolce.
Cagliostro dalla ristorazione alla bakery
La storia di Cagliostro nasce nel mondo della ristorazione. La famiglia ha lavorato a lungo in questo settore e alcuni dei cugini di Alessandra hanno trascorso diversi anni in California.
Nel 2018 nasce Cagliostro bakery e Alessandra, che fin da piccola ha respirato l’ambiente della cucina, trova nella pasticceria il suo spazio.
«Inizialmente mi occupavo anche del salato, della gastronomia. Mio padre lavorava alla mensa dell’aeroporto e quindi, sin da piccola, ho avuto una grande passione per la cucina, poi, grazie ai miei cugini, quando hanno aperto la bakery, ho trovato il mio spazio creativo».
La pasticceria nasce così anche dal confronto familiare e da esperienze maturate lontano dalla Sicilia, così una parte del mondo americano conosciuto dai cugini torna oggi nella vetrina di Cagliostro, ma accanto ai dolci siciliani.
La Red Velvet non è un episodio isolato, negli ultimi anni la bakery ha ampliato la proposta con dolci e lievitati provenienti da tradizioni diverse.
«Da un paio d’anni abbiamo guardato anche al mondo dei lievitati. Abbiamo inserito la veneziana, il babka, che è un impasto brioche intrecciato, spesso con il cioccolato e la granella di nocciole, e poi il maritozzo che è tra i dolci più richiesti per la colazione. Ma nella stessa vetrina continuano a esserci cannolo e cassata, tanto per fare qualche esempio. Non abbiamo mai dimenticato le nostre origini e mai lo faremo>>. Una vetrina, insomma, che si è allargata guardando al mondo senza sostituire quello che c’era prima.
Accanto alla pasticceria, Cagliostro propone una linea salata ispirata alla cultura gastronomica d’oltreoceano delle colazioni e degli spuntini veloci. In carta ci sono toast, insalate, avocado, uova, salmone affumicato e french toast. La proposta comprende anche il gelato artigianale che affianca la pasticceria nelle diverse stagioni.
Se la Red Velvet racconta l’arrivo a Palermo di un dolce americano, la cassata mostra il percorso opposto: una ricetta siciliana che cambia nella forma, senza perdere la propria identità. «Abbiamo cercato di mantenere gli elementi della nostra cassata, ma di riportarli in una chiave moderna».
Nella versione monoporzione restano il pan di Spagna, la ricotta di pecora, le gocce di cioccolato, la pasta reale, lo zucchero e la frutta candita, comprese le raffinate decorazioni che da sempre la caratterizzano. Cambia la forma, dunque, ma non la sostanza: la cassata diventa più contemporanea nelle dimensioni e nella presentazione, conservando quel carattere sontuosamente barocco che appartiene alla sua identità.
E poi c’è il Dolce Rosalia, pensato per la patrona di Palermo e per il suo Festino: una sfera di mousse di ricotta aromatizzata al gelsomino, con un cuore di amarena, adagiata su un crumble di mandorle. Il gelsomino richiama uno dei profumi più riconoscibili del Festino, mentre il rosso intenso dell’amarena evoca il sangue della Santuzza. Un dolce che, attraverso pochi elementi, traduce in pasticceria la dimensione sacra e popolare della festa palermitana.
La Red Velvet di Cagliostro, in fondo, non cerca di diventare siciliana, entra semplicemente nel lessico della pasticceria palermitana e finisce per parlare una lingua diversa.
Resta il rosso, resta la morbidezza della base, resta il nome, cambia la crema, mentre intorno la vetrina mette insieme mondi diversi, il cannolo e la cassata, il gelsomino di Santa Rosalia, ma anche babka, maritozzi e veneziane. È una pasticceria che guarda oltre i confini senza rinunciare a riconoscersi nel luogo in cui è nata.
Cagliostro Cafe and Bakery
Via Vittorio Emanuele, 162
Palermo
Tel. 091 2742299
Ricetta di Alessandra Sciarrino raccolta da Carmen Autuori
- Tempo di preparazione 15 minuti
- Tempo di cottura 40 minuti
Ingredienti per 9 persone
- 360 g di zucchero a velo
- 150 g di burro morbido
- 3 uova
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
- 360 g di farina 00
- 12 g di lievito per dolci
- 8 g di colorante alimentare rosso
- 250 g di yogurt bianco
- Per la farcitura
- 300 g di panna fresca
- 170 g di zucchero semolato
- 500 g di mascarpone
Preparazione
Lavorare il burro morbido con lo zucchero a velo fino a ottenere un composto cremoso e omogeneo.
Aggiungere le uova, una alla volta, continuando a mescolare, quindi incorporare la vaniglia e il colorante rosso.
Unire poco alla volta la farina setacciata con il lievito, alternandola allo yogurt, fino a ottenere un impasto liscio e senza grumi.
Versare il composto in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere in forno preriscaldato a 170 °C per circa 35-40 minuti, verificando la cottura con uno stecchino.
Lasciare raffreddare completamente il dolce prima di tagliarlo.
Per la farcitura, lavorare il mascarpone con lo zucchero fino a ottenere una crema liscia.
Montare la panna ben fredda e incorporarla delicatamente al mascarpone, con movimenti dal basso verso l’alto, fino a ottenere una crema soffice e consistente.
Tagliare la base ormai fredda in più strati e farcirli con la crema al mascarpone.
Ricomporre la torta e completare con un ultimo strato di crema sulla superficie e, se piace, sui bordi.
Lasciare riposare la Red Velvet in frigorifero per almeno un paio d’ore prima di servirla.












