Le Conche Country House a Villamaina, vera cucina irpina


Le Conche, l’esterno della casa

di Ornella Buzzone

Ci sono luoghi che non si lasciano chiudere dentro una definizione. Le Conche Country House è uno di questi. Non la chiamerei semplicemente agriturismo, né bistrot, né ristorante: è un posto nel mezzo, e proprio per questo speciale. È una casa di campagna ricostruita con rispetto, un casale immerso nella natura irpina, un indirizzo dove si dorme, si respira silenzio, si guarda la campagna dalle camere e, soprattutto, si ritrova il bello del mangiare.
Le Conche nasce nel 2003, quando l’architetto Enzo Di Gianni si innamora di un vecchio rudere quasi completamente distrutto dal terremoto e decide di restituirgli vita. È l’inizio di un lavoro lungo, paziente, fatto di recupero e di visione.

Le Conche, il ristorante

Nel 2011 la struttura apre per la prima volta agli ospiti con le camere; poi, con il passare degli anni e il completamento degli spazi, arriva anche la sala destinata agli eventi. La ristorazione alla carta, invece, è una storia recentissima: prende forma a metà marzo di quest’anno con l’arrivo in cucina dello chef Costantino Della Corte, compagno della proprietaria Federica Di Gianni, oggi volto dell’accoglienza in sala e anima ospitale della country house.
Oggi Le Conche è una country house nel senso più autentico del termine. Le camere, tutte doppie e affacciate sulla campagna irpina, permettono di accogliere circa trentacinque, quaranta ospiti. Chi arriva qui non trova soltanto un letto per la notte, ma una piccola oasi dove rallentare davvero: il paesaggio, la pietra, il verde, il silenzio e la possibilità di staccare dal ritmo quotidiano diventano parte dell’esperienza.

Le Conche, la vista dalla camera

Le Conche, la colazione

È un luogo scelto da famiglie, da viaggiatori stranieri, soprattutto tedeschi, australiani e inglesi, e da chi attraversa l’Irpinia per visitare cantine, borghi e territori ancora troppo poco raccontati. A volte Le Conche diventa anche una tappa intermedia tra i due mari, ma per molti finisce per essere molto più di una sosta.

Le Conche, la sala

L’idea che guida la struttura è chiara: far arrivare persone che amano i posti autentici, la cucina contadina, il buon cibo e una forma di ospitalità sincera, mai costruita. In sala si percepisce un calore familiare, fatto di attenzione, racconto e naturalezza. Federica Di Gianni accompagna gli ospiti nella scoperta dei piatti, dei vini e della filosofia della casa con una presenza gentile, accogliente, capace di far sentire chi si siede a tavola parte di un racconto più ampio. Qui il servizio non è solo servizio: è il filo che unisce cucina, vino, territorio e ospite.
In cucina, Costantino Della Corte porta una visione personale e molto centrata. La sua passione nasce da bambino, osservando il padre e la famiglia lavorare in un ristorante gestito in Germania. Da lì la scelta di intraprendere questa strada, attraversando mondi diversi della ristorazione. Nel suo percorso ci sono esperienze importanti, da ricordare, come Osteria Arbustico, Locanda Mammì ad Agnone e Rosmarino a Paestum, oltre a ristoranti stellati, alberghi di lusso, trattorie di paese e banchettistica. Da ogni tappa ha preso ciò che più gli apparteneva, costruendo una cucina che vuole essere bella, curata, precisa, ma anche goduriosa e comprensibile. Piatti eleganti, sì, ma non freddi; porzioni soddisfacenti, ma mai eccessive; una cucina che sa di casa e, allo stesso tempo, invoglia alla scoperta.
La materia prima è il centro di tutto. La ristorazione alla carta nasce con l’obiettivo di utilizzare prodotti propri o provenienti da piccole aziende agricole del territorio. Il menù segue la stagionalità e la reale disponibilità degli ingredienti: se un prodotto non c’è, il piatto cambia oppure non entra in carta. Non si compra industrialmente solo per tenere viva una proposta. È una scelta netta, che racconta serietà e coerenza. Nell’orto sono state piantate circa quattrocento piantine, e saranno proprio le verdure, insieme alle carni locali e a tutto ciò che la terra saprà offrire, a disegnare il menù nel tempo.
Questa filosofia si sente nel piatto. Durante la cena ho trovato una cucina estremamente curata, ma mai distante. Una cucina a chilometro zero non intesa come slogan, bensì come gesto concreto: scegliere ciò che nasce vicino, rispettarlo, lavorarlo con tecnica e portarlo a tavola in una forma capace di emozionare. È il bello delle Conche: sedersi in un casale ricostruito in piena campagna e ritrovare, dentro piatti pensati con precisione, il sapore vero della terra.
La serata si è aperta con una trota marinata con yogurt, rapa rossa e sesamo: un inizio fresco, pulito, elegante, capace di far capire subito la direzione della cucina.

Le Conche, la trota

La nota lattica dello yogurt, la dolcezza terrosa della rapa rossa e il profumo del sesamo hanno dato equilibrio a un piatto delicato, ma con personalità. A seguire, la battuta di manzo con pizzaiola di pomodoro crudo e cetriolo ha portato in tavola una freschezza immediata, estiva, con una carne valorizzata senza coprirne l’identità.

Le Conche, la tartare di carne

Molto piacevole anche il vitello morbido con salsa verde e spuma di patate: un piatto che mi ha restituito comfort, memoria e calore, ma con una presentazione contemporanea e leggera. È uno di quei passaggi in cui capisci che qui la tradizione non viene semplicemente ripetuta, ma interpretata con rispetto.

Le Conche, vitello, salsa verde e spuma di patate

Gli gnocchetti di patate con ragù di verdure e guanciale di Venticano hanno confermato la mano di Costantino: sapore pieno, consistenza giusta, gusto riconoscibile e quella sensazione di piatto sincero che arriva prima ancora delle spiegazioni.
I tagliolini tirati a mano con pesto di basilico e lamelle di mandorle sono stati un altro momento molto riuscito: profumati, essenziali, con la pasta protagonista e un condimento capace di accompagnarla senza appesantirla.

Le Conche, il tagliolino

Poi il baccalà con genovese di cipolla e papacelle, intenso e armonico, ha mostrato una bella capacità di lavorare su contrasti e profondità, mettendo insieme sapidità, dolcezza e una nota territoriale decisa.

Le Conche, il baccala’

Tra i piatti più caldi e avvolgenti della serata, il vitello brasato con fondo al Taurasi e peperoni arrosto ha raccontato l’Irpinia in modo diretto, quasi materico. Il Taurasi nel fondo dava struttura e profondità, i peperoni arrosto riportavano alla brace, alla campagna, alla cucina di casa. Anche il pollo biologico con fonduta di caciocavallo di Laviano e tartufo estivo ha confermato questa linea: ingredienti riconoscibili, territorio, generosità e cura. Nulla appariva lasciato al caso, ma nulla risultava rigido.

Le Conche, il cordon bleu di pollo

La parte dolce ha chiuso il percorso con la stessa attenzione. La bavarese al cioccolato con lamponi e amarene ha giocato su dolcezza e acidità; banana e caramello ha portato una nota più golosa e immediata; la panna cotta alla lavanda con albicocca sciroppata e amaretto è stata una chiusura profumata, elegante, capace di lasciare un ricordo delicato e piacevole. In ogni assaggio ho ritrovato una cucina che vuole piacere, ma non banalizzarsi; che sa essere bella senza perdere sostanza.
A rendere la cena ancora più interessante è stato il racconto. Costantino e Federica danno valore a ciò che servono: spiegano il piatto, il vino, la provenienza delle materie prime, il lavoro delle piccole aziende agricole e dei produttori della zona, spesso realtà ancora poco conosciute ma capaci di esprimere una qualità altissima. Anche il vino diventa parte della narrazione, non un semplice abbinamento.

Le Conche, il vino

È un modo per far capire a chi arriva qui che dietro ogni calice e ogni ingrediente c’è una ricerca, una scelta, un rapporto umano.
Le Conche mantiene anche un legame vivo con le piccole associazioni del territorio, in particolare con quelle che si occupano di ambiente e natura.

Le Conche, il nocino

Questo aspetto è importante perché conferma che il progetto non vuole soltanto proporre una buona cucina o una bella ospitalità, ma inserirsi in un’idea più ampia di valorizzazione dell’Irpinia. Un’Irpinia fatta di luoghi fantastici, ancora in parte sconosciuti, che meritano di essere visitati, raccontati e vissuti con lentezza.
Il sogno delle Conche è crescere, diventare un punto di riferimento per la ristorazione locale e, un giorno, anche regionale. Ma la sensazione, andando via, è che la direzione sia già tracciata. Perché ci sono progetti che funzionano quando riescono a tenere insieme identità, coerenza e calore. Le Conche oggi è questo: una country house in piena campagna irpina dove l’ospitalità incontra una cucina curata e territoriale, dove il bello del mangiare si unisce al piacere di fermarsi, guardarsi intorno e sentirsi, per qualche ora, nel posto giusto.

Le Conche Country House, Località Conche, Villamaina, provincia di Avellino
Telefono: +39 329 062 9116
Email: [email protected]
Instagram: @le_conche_countryhouse
Apertura ristorazione: dal giovedì alla domenica
Camere e ospitalità su prenotazione

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