Tradizioni in terra di Calabria: la liquirizia e la leggenda Amarelli

6/2/2017 10.3 MILA
Amarelli, liquirizia
Amarelli, liquirizia

di Federica Gatto
Lo stabilimento di “oro nero” calabrese più conosciuto al mondo: Amarelli

I miei viaggi alla scoperta di sapori e tradizioni in terra di  Calabria mi conducono a Rossano Calabro.

Amarelli, liquirizia
Amarelli

La punta dello stivale – seppur ancora stenta a decollare – riserva sempre  grandi emozioni legate ad una cultura millenaria.  Terra di sole, mare e “oro nero”, perla della dello Jonio, Rossano Calabro, piccola cittadina in provincia di Cosenza  situata tra le verdi montagne presilane e l’azzurro e cristallino mare Jonio. Qui giace lo stabilimento “di oro nero” più antico e famoso. No, non sto parlando di petrolio e trivelle, bensì della liquirizia, oro talmente prezioso per i calabresi che ha costituito  una potenziale ricchezza economica per la regione sin dal lontano 1715, quando agli albori dell’industrializzazione il Duca di Corigliano impiantò la prima fabbrica.

Amarelli
Amarelli
Amarelli
Amarelli
Amarelli
Amarelli
Amarelli, auditorium
Amarelli, auditorium

Un pianta eclettica e versatile capace di crescere in molti paesi al mondo, ma secondo quanto afferma l’Enciclopedia Britannica, l’unica vera liquirizia “is made in Calabria”. Un primato che permette a questa regione di non essere identificata solamente nel rosso fuoco del peperoncino, ma anche nell’oro nero, della liquirizia.  Se in Italia la liquirizia è associata soprattutto alla Calabria ed al litorale ionico è proprio perché in questa regione che la pianta trova le condizioni climatiche favorevoli dando vita all’80% circa della produzione nazionale. Motivazioni che hanno permesso alla “principessa di Calabria” di essere ufficialmente riconosciuta dall’unione Europea con il marcio DOP arricchendo il paniere delle produzioni calabresi che si fregiano del marchio Europeo.

Amarelli, radici
Amarelli, radici
Amarelli, lavorazione
Amarelli, lavorazione
Amarelli
Amarelli

Quest’ultima esalta le caratteristiche naturali della liquirizia e dei suoi derivati, prevedendo sistemi e tecniche di produzione compatibili con le esigenze di tutela dell’ambiente e dello spazio naturale, nonché della salute dei produttori e dei consumatori. La DOP medesima è riservata esclusivamente alla liquirizia fresca o essiccata e al suo estratto. Essa deve provenire dalle coltivazioni e dallo spontaneo di Glychirrhiza glabra nella varietà denominata in Calabria “Cordara” e rispondente alle condizioni ed i requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione.  Dal 1715 a oggi molte cose sono cambiate a Rossano ma certo il fiorire di stabilimenti per la lavorazione è rimasta una costante nel tempo ed è proprio nel 1731 che il più celebre stabilimento cominciò la sua produzione, una costante vissuta nel tempo che vive a tutt’oggi e che rappresenta il marchio per eccellenza della liquirizia.
La Amarelli è un esempio di impresa familiare che ha saputo nel tempo coniugare tradizione ed innovazione rappresentando una testimonianza preziosissima di archeologia industriale.  Fin dai suoi primi passi l’azienda ha puntato tutto sulla qualità dei prodotti utilizzati, rivolgendosi ad una fascia di clienti molto attenta ed esigente non solo al prodotto, ma anche agli “aspetti benefici” che questa pianta può donare in maniera naturale.

La famiglia Amarelli  ha saputo raccontare un’avventura, quella di un distretto industriale che in poco tempo riuscì a diventare una parte importantissima del sistema dolciario d’Europa. La storia degli Amarelli è anche quella di tutte le famiglie che hanno contribuito alla diffusione della liquirizia, trasformandola in uno dei prodotti più rappresentativi della Calabria. Una storia che ha tanto da raccontare e da insegnare e che gli Amarelli hanno voluto ripercorrere attraverso il museo della liquirizia, aperto nel 2011. Qui si potranno ammirare  fasi storiche legate l’agricoltura e alla coltivazione; le celebri scatolette in metallo, tratto distintivo delle liquirizie Amarelli e la corrispondenza tra titolari di aziende di liquirizia sparsi per l’Europa; infine una galleria su come l’avvento dell’elettricità ha modificato l’intera produzione. Ad oggi tutte le fasi della trasformazione avvengono ancora nell’originario “Concio Settecentesco” dove in reparti sapientemente restaurati avvengono i processi di: selezione delle radici, estrazione del succo, cottura e concentrazione.

Seppur i processi vengono velocizzati dal  controllo elettronico vi è sempre il tocco finale, come tradizione vuole, del “mastro liquiriziario” che sorveglia personalmente il grado di solidificazione del prodotto. Da un lungo processo di lavorazione si ottiene una liquirizia di altissima qualità totalmente naturale, senza aggiunta di additivi ed edulcoranti, caratteriste che hanno permesso alla famiglia Amarelli di distribuire un prodotto unico nel suo genere. E’solo dalla selezione delle migliori materie prime che nascono delle liquirizie dal colore nero brillante capaci di inebriare i sensi. Gli Amarelli non hanno lasciato nulla al caso, hanno curato tutto nei minimi dettagli basti pensare alle scatolette per conservare le “pepite d’oro nero”. Belle, eleganti e chic: scatolette in metallo che riproducono le antiche immagini tratte dagli archivi della casa.

Amarelli
Amarelli

Pratiche e tascabili portano in giro per il mondo il calore del sud e soprattutto la storia di un eccellenza. Ma la famiglia non è solo liquirizia la vasta gamma di prodotti varia dalla produzione di liquirizia fino ad arrivare a quella di liquori e birre passando per lo sviluppo di prodotti in partnership con prestigiose aziende italiane, idee “bizzarre” ma originali.

Amarelli
Amarelli
Amarelli
Amarelli
Amarelli
Amarelli

C’è poco da aggiungere. La longevità di Amarelli e la sua presenza sul mercato da più di due secoli, non può che essere motivata da una naturale tendenza al rinnovamento e all’innovazione. Grande esempio e motivo d’orgoglio per la Calabria ed i calabresi.

Amarelli Sas
Contrada Amarelli – Strada Statale 10
87067 Rossano (CS)
Tel: 0983/511219 Fax : 0983/510512

www.museodellaliquirizia.itinfo@museodellaliquirizia.it
www.amarelli.itamarelli@amarelli.it

Un commento

    Rosario Macera

    (6 febbraio 2017 - 20:54)

    Bellissimo articolo di Federica Gatto,complimenti a Luciano Pignataro che si avvale solo di grandi penne.

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