Loris Follador il patriarca anarchico del “Sur Lie” di Valdobbiadene


Loris Follador

di Giulia Gavagnin

I suoi vini hanno qualcosa di sacro, quasi mistico. Lui è Loris Follador di Santo Stefano di Valdobbiadene, ed è ormai universalmente noto come il padre, o persino il “patriarca anarchico” del prosecco “sur lie”, il vino frizzante come lo facevano i nostri antenati attendendo pazientemente la seconda fermentazione del vino in bottiglia senza l’ausilio di autoclave. Il suo prosecco prende il nome della località di produzione, “Coste Piane”: è sacro e quasi mistico per ragioni culturali profonde, ricercate in modo vocazionale da Follador sin da quando ha abbandonato gli studi seminariali al liceo classico, nel lontano anno 1968, e deciso di seguire il padre nella sua prima vendemmia. Amante del latino e delle lettere, come si arguisce sentendolo narrare la sua storia, Follador ha cercato sin dalla più tenera età un’intima connessione con la natura e i suoi tempi, che richiedono pazienza e dedizione. Cresciuto in una famiglia che possedeva vigne di proprietà sin dai primi del Novecento, ha deciso tuttavia prestissimo di diventare viticoltore autonomo e non solo conferitore come il padre, che svolgeva anche il ruolo di venditore di Lamborghini trattori. Con il coraggio che contraddistingue i rivoluzionari, capisce subito di voler restaurare il mondo antico, negli anni in cui si afferma l’”industria” del prosecco. L’unico modo per farlo è recuperare l’antica tradizione contadina che prevedeva l’attesa della seconda fermentazione in bottiglia. Cosa che richiede, a suo dire, una viticoltura impeccabile e un grande terreno, aspetti non compatibili con la produzione massiva che si stava affermando in quegli anni. Dopo aver lavorato per una decina d’anni con un cugino; nei primi Novanta si mette definitivamente in proprio, portando avanti la filosofia della vendemmia manuale e della viticoltura non invasiva. La sua filosofia, però, affonda nel decennio precedente: nel 1985 aveva acquistato a un mercatino dell’usato un libro illustrato che aveva suscitato la sua curiosità, trattandosi di un antico erbario. Fu un incontro cruciale: qualche tempo dopo. lo mostrò a uno dei più grandi illustratori della Repubblica Ceca, Stephan Zavrel, il quale gli spiegò che si trattava forse del più antico erbario mai pubblicato, e che la cornice rossa delle raffigurazioni si rifaceva ai Tacuina Sanitatis del medico nestoriano Ibn Butlan, morto nel 1068 a Bagdad, che attraverso le illustrazioni del ciclo della natura contribuì a cambiare anche la medicina occidentale. Quella cornice rossa è a tutt’oggi presente sulle etichette di Casa Coste Piane perché raffigura idealmente la vitalità del lavoro nei campi e le stesse scritte ivi contenute riproducono antichi caratteri, per simboleggiare il ricongiungimento con i nostri avi. L’etichetta rappresenta, pertanto, l’ancestralità del vino che, secondo le parole di Follador, è l’opposto di quanto professato dall’industria enologica. La trasformazione di un alimento sacro (il vino) in una bevanda, senza la sua parte edonistica: l’energia. Il prosecco di Loris Follador, invece, vuole restuire al vino la sua anima primordiale, costituita dall’energia della natura. Dagli anni Novanta in poi sono giunti a casa Follador giornalisti e degustatori da tutto il mondo, in particolare dagli Stati Uniti e dal Giappone. E’ diventato un personaggio di culto in tutto il mondo enologico, dalla Francia all’Australia, è stato uno dei principali sostenitori del Consorzio Vini Veri, insieme a Giuseppe “Citrico” Rinaldi, Giampiero Bea, Fabrizio Niccolaini, Stanko Radikon, veri puristi della viticoltura. Ha fatto più fatica ad affermarsi proprio a casa sua, nel trevigiano. Eppure, si sa, come direbbe nel suo adorato latino: nemo propheta in patria. Oggi Loris Follador continua a coltivare sei ettari di proprietà nelle rive di Valdobbiadene, ma è pronto a lasciare gradualmente il testimone ai figli Adelchi e Raffaele. Casa Coste Piane continuerà a trasmetterci la sacra energia della Natura.

IL VINO BRICHET 2024

IL VINO
BRICHET 2024
E’ il cru di Casa Coste Piane, proveniente dal terreno “Serre” di Combai di Miane che apparteneva in origine a Piero Brichet. E’ un suolo di origine morenica, che nel dialetto locale viene chiamato “Salis”. Loris Follador ama ricordare che in piemontese “bric” indica la cima di una collina e che molti grandi vini piemontesi citano questa parola dialettale. Nel gioco di parole, c’è l’anima autentica di un vino frizzante a base di glera, verdiso, e una piccola percentuale di riesling, variabile di anno in anno. Il colore è giallo verdolino con spuma consistente ricca di profumo di croste di pane. Molto floreale, con sentore marcato di erbe di campo, dispiega profumi di mela gialla e pera fresca. Ha note inconsuete per la tipologia, grazie alla presenza del riesling e si presta a un insospettabile invecchiamento.

Casa Coste Piane di Loris Follador
Strada Coste Piane 2
31049 Valdobbiadene (Tv)

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