Matematico, il Merlot nel Vulture della Cantina di Venosa

10/12/2018 2.1 MILA
Massimo Carleo Home Restaurant, vino
Matematico 2017, Cantina di Venosa

Esattamente 20 anni dopo il Merlot Patrimo dei Feudi di San Gregorio nel Vulture una grande cantina, la più grande di tutte, punta sul Merlot e lancia Matematico, tutto vitigno internazionale con un saldo di 20 per cento di Aglianico. Un rosso maturato in barrique nuove proprio come nei gloriosi anni ’90.
Intendiamoci, non è la prima volta che il Merlot sposa l’Aglianico in Basilicata, il primo a produrre un rosso in cui il vitgno internazionale faceva da spalla è stato Donato D’Angelo.  Ma non era successo mai l’inverso, ossia che il vitigno principe della Basilicata facesse da comprimario.
L’azienda mostra di credere molto a questo nuovo rosso e, proprio come fecero i Feudi nel 1998, lo pone addirittura al top della gamma di prezzo, su internet è quotato intorno ai 35 euro.
Di fronte a questi casi le interpretazioni possono essere due due: prettamente gusto olfattiva o, al contrario, squisitamente politica.
Nel primo caso non possiamo fare a meno di notare l’eleganza del frutto al naso, la morbidezza dei tannini, una certa austerità che il merlot assume maturando sul suolo vulcanico con note piacevolmente amare e pulite nel finale che invitano alla beva.
Guardando la cosa dal punto di vista politico territoriale suona strano l’assunto che il vino più costoso debba essere fatto con un vitigno internazionale. La Basilicata dovrebbe diventare terra di Merlot per uscire dallo stallo di vendite? In un mondo omologato dove è importante distinguersi non si dovrebbe puntare su qualcosa che non si trova altrove, come, appunto l’Aglianico del Vulture.
Difficile dare risposte, alla fine ognuno è padrone a casa propria. Possiamo però vedere cosa è successo con il Patrimo: l’etichetta ha un pubblico di affezionati e le seimila bottiglie vengono bevute facilmente dal mercato anche ad un prezzo importante, parliamo di circa 70 euro al consumatore finale. Ma il segno distintivo in Irpinia è rimasto l’Aglianico e i Taurasi di Quintodecimo e Joaquin spuntano przzi superiori sul mercato mentre la Feudi tiene i propri Taurasi a un prezzo più basso del Patrimo.
Non è difficile prevedere un quadro simile anche per questo esperimento, che però può giocare la carta specifica del Merlot in suolo vulcanico. Con un piccolo particolare: anche la Napa Valley e il Cile lo sono.
Speriamo che alla fine i conti tornino al Matematico e soprattutto per il Vulture.

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