Napoli Food Festival al Parco Virgiliano di Posillipo. Un’esplosione di buona e giusta solidarietà
di Giulia Cannada Bartoli
Il Parco Virgiliano a Posillipo, una volta “Parco della Rimembranza”, per noi napoletani è un luogo di ricordi di gioventù…le “scappatelle” con i primi amori e poi, tanto sport, si correva e ci si divertiva tutti insieme, senza distinzione di età, né classe sociale, in un clima di meravigliosa connessione umana: un mondo reale, lontano anni luce dalla società “liquida” di oggi (“non chiamatemi boomer, ma sì, lo ammetto, un po’ di nostalgia c’è”).

Gli organizzatori – da sx Marco Infante, Giovanni Tammaro, Gino Sorbillo, Antonio Esposito e Daniele Testa
In questo luogo, con panorami mozzafiato, restituito, anche se parzialmente alla città, il 13 luglio sera è andato in scena l’evento enogastronomico per Beneficenza più grande e prestigioso, organizzato in città. Il Comune di Napoli, con il manager Sergio Curcio e l’organizzazione di cinque valenti imprenditori del food: Antonio Esposito, chef e patron del ristorante “Officina del Mare”, al Borgo Marinari di Napoli; Marco Infante, protagonista del settore dolciario che porta avanti con “Casa Infante” la tradizione di famiglia dal 1940;
Gino Sorbillo ambasciatore della pizza napoletana nel mondo; Giovanni Tammaro, presidente di Confagricoltura Napoli, imprenditore dell’agroalimentare e attivo in progetti di agricoltura e rigenerazione sociale, con la valorizzazione del pomodorino cannellino flegreo Cumadoro e la rinascita della Falanghina flegrea della solidarietà, a Monterusciello (Pozzuoli). Il Cannellino Flegreo è stato cucinato, per l’occasione, dal Ristorante e Relais Don Salvatore, della famiglia Colandrea a Monte di Procida. Daniele Testa, titolare con suo fratello Simone del ristorante di mare “Punto Nave”, un inno all’altissima qualità delle materie prime e tra i migliori ristoranti di mare in Italia.
Un “parco delle meraviglie”, paradiso per gli appassionati del cibo e del vino, organizzato a favore di una nobile e generosa causa: il sostegno a Emergency, Ospedale Pediatrico Santobono-Pausillipon di Napoli e l’omonima Fondazione “Sos Sostenitori”. Insieme con i ricordi di gioventù di cui sopra, il supporto al Santobono è per me un tuffo al cuore: il mio Papà è stato chirurgo pediatra in quest’ospedale per molti anni…
Il Santobono –Pausillipon è un’eccellenza ospedaliera per tutto il Sud Italia. L’ospedale offre prestazioni di altissima specializzazione: dall’Emergenza Specialistica Pediatrica, all’Oncologia pediatrica e alla Terapia Intensiva Neonatale di Alta Specialità. La Fondazione Santobono-Pausilipon nasce nel 2010 per promuovere innovazione tecnologica, ricerca scientifica pediatrica, umanizzazione dei reparti, sostegno concreto alle famiglie, accoglienza e corridoi umanitari. Per sostenerla, basta cercare sul loro sito internet.
Emergency nasce nel 1994, per mano di Gino Strada: un’associazione umanitaria per portare aiuto alle vittime civili delle guerre e della povertà. Oggi Emergency lavora in tantissimi paesi del mondo, con eccezionale impegno per la tutela dei diritti umani, solo per citare alcune attività recenti: Gaza e le navi per il soccorso ai migranti nel Mediterraneo. I modi per sostenere Emergency sono tantissimi e sono consultabili sul loro sito web.
Bando ai ricordi, veniamo alla magnifica serata… solo l’imbarazzo della scelta tra 150 delle migliori insegne di Napoli e provincia di pizzerie, ristoranti, pasticcerie, artigiani del gusto, cantine e cocktail bar (qui, l’elenco completo).
Ho dovuto per forza fare delle scelte, impossibile assaggiare tutto.
Manco a dirlo, subito stregata dal profumo di pizza, ho provato il “ Ricordo di una Nerano”, by Diego Vitagliano, Fior di latte, ricotta di pecora aromatizzata al limone, zucchine alla scapece, pepe, basilico e alici.
Poi, mi sono consolata con una profumatissima “ruota di carro”, Provola e pepe di Antica Pizzeria da Michele in the World.
Mi è piaciuta anche la “Margherita Fondana” di Vincenzo Cocozza, Pizzeria Maruzzella a Fondi, con gel di pomodoro Torpedino, crema di basilico, chips di parmigiano, olio evo di Itri.
Altre due belle interpretazioni: I Borboni Pontecagnano di Daniele Ferrara e Valerio Iessi, con “Conca del Sogno” (Capovolto), omaggio alla Terra delle Sirene con zucchine, fiori di zucca, provola di Agerola, Provolone del Monaco Dop, basilico, salsa alla menta e aceto di vino.
Erano tante e tutte golose le pizzerie presenti, anche con una qualificata multi postazione di Mulino Caputo, sponsor dell’evento. Tra questi, ho assaggiato ancora un’eccellente “provola e pepe” di Gaetano Genovesi a Napoli e,
A Quarto, una bella versione di Marinara, contemporanea, scioglievole e ingredienti top, by Pizzaingrammi con il pizzaiolo Lello Testa. La pizzeria dei fratelli Testa di Punto Nave, ha altre due sedi a Pozzuoli (Monterusciello) e Pomigliano d’Arco. Come d’abitudine, Antimo Caputo sempre in giro tra gli stand…
Unica pizzaiola donna, la prima campionessa mondiale nel 2015, nella categoria STG Pizza Fritta, Teresa Iorio di Le figlie di Iorio e, più recentemente, Femmena e Fritta in via Foria a Napoli, dove è regina incontrastata dello street food napoletano con: frittatine, pizza fritta, arancini, crocchè, frittata di maccheroni, pizza a libretto e rotoli di pizza, tutti a prezzi super popolari. A Posillipo, Teresa ha offerto la classica pizza fritta (O’ Battilocchio a metà), ricotta, provola, pomodoro e pepe, senza cicoli.
Veramente difficile anche scegliere tra i quasi 60 ristoranti presenti. Ecco quelli dove mi sono fermata, seguendo la mia “anima a metà”: napoletana verace e flegrea.
Simone e Daniele Testa, Punto Nave a Monterusciello (Pozzuoli), tra gli organizzatori dell’evento, grazie alla preziosa esperienza di Monteruscello Fest, alla sua quinta edizione il prossimo settembre, a favore della ricerca con Telethon. Lunga fila (impossibile fotografare live) per assaggiare la loro Bistecca di tonno selvaggio con soffice di patate sotto cenere, porro bruciato, fondo bruno e tartufo.
Michele Grande, La Bifora a Bacoli con vista incantata sul mare. Ho assaggiato la Polpettina di calamaro, impanata nel suo nero, ragù di peperone e menta. Un morso equilibrato e croccante con un piacevole sprint di freschezza.
Luigi e Vincenzo Di Razza, protagonisti del nuovo corso del Ristorante Il Rudere a Pozzuoli, con Risotto con colatura di alici, zest di limone, peperone crusco e salsa verde al basilico. Un bel mix di mare e di terra con sapori equilibrati e decisi.
Il cuore di Napoli l’ho sentito con Mimì alla Ferrovia, dove, Daniela Giugliano, nipote di Don Mimì, ha preparato gli Ziti “lardiati” con la ricetta di Salvatore Giugliano: ziti al posto dei classici mezzanelli, al posto del pelato San Marzano schiacciato a mano, pomodorini gialli del Piennolo del Vesuvio. Il lardo, ridotto in crema, si aggiunge solo alla fine, in mantecatura. Una roba stratosferica…
E con Carmela Abbate, storica Cuoca del Ristorante Zì Teresa al Borgo Marinari di Napoli, sempre in prima linea per gli eventi di beneficenza. Buonissima la sua pasta e fagioli con le cozze e polvere di tarallo napoletano .
Alla Riviera di Chiaia, Ostaria Pignatelli conferma la sua vocazione all’esecuzione di una tipica cucina napoletana, interpretata con sapienza e modernità dallo chef Vincenzo Politelli. Una bella versione classica della “allardiata” partenopea, piaciuta tanto anche a Errico Porzio…
Tra gli artigiani del gusto, imperdibili gli assaggi di Fiordilatte, Provola e Ricotta di Fuscella di Napoli by Latteria Sorrentina della famiglia Amodio.
Per la voglia di dolce c’era letteralmente da impazzire. Presenti, in grande spolvero, tutti grandi nomi della pasticceria partenopea: Leopoldo Infante, Pasticceria Salvatore Capparelli, Raffaele Capparelli – Pasticceria Capriccio, Salvatore Attanasio – Sfogliatelle Attanasio, Sabatino Sirica – Pasticceria Sirica, Ciro Poppella – Pasticceria Poppella, Marco Infante – Casa Infante, Stefano Avellano – Gran Caffè Gambrinus, Armando Scaturchio e Vincenzo Bellavia.
Tra tanto ben di Dio, mi sono lasciata guidare dal cuore, una conoscenza ultraventennale: Sabatino Sirica, splendido ottantaseienne, umile e appassionato pasticciere a San Giorgio a Cremano (Na), in attività da oltre 70 anni e nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente Napolitano. Mi sono fatta tentare dalla sfogliatella riccia. Ragazzi, una profumatissima, morbida e croccante “nuvola” che “ po’ ‘ggh’ annanz’ o’ ‘rre”! Irrinunciabili la frolla, il babà, la pastiera, la caprese e il pasticcino al limone.
Non moltissime le cantine partecipanti. Quattro le etichette flegree, Piscina Mirabile dei fratelli Scotto di Vetta a Bacoli, Tenuta Loffredo a Quarto, Adele Musella a Marano di Napoli e Podere 1925 a Napoli. Vitematta da Casal di Principe, dove Vincenzo Letizia, con un progetto di agricoltura sociale, produce, su beni confiscati alla camorra, uno splendido Asprinio di Aversa Spumante, fresco, sapido e profumato che è andato a nozze con gli assaggi di pizza “Provola e pepe” di cui sopra.
Un fiume di gente di ogni tipo, curiosa e desiderosa di fare del bene. Tanti giovani, tanti napoletani “storici”, tra loro un gioioso incontro: l’amico Mario Avallone, KuoKo Mercante nel cuore di Napoli e, in versione estiva, alla Stanza Flegrea sul Lago d’Averno.
Ho letto dichiarazioni entusiaste, ma, anche diversi commenti polemici sul costo del ticket (ricordo, tutto l’incasso è andato in beneficenza, detratte le spese) di 60€ in formula “all you can eat”. Credo si tratti dei soliti fenomeni “leoni da tastiera”. Con unico ticket, avere a disposizione, senza limitazioni, le più grandi eccellenze gastronomiche di Napoli, abbinate a vini, birre artigianali e cocktail, con musica dal vivo e dj set… ma veramente fate?
Per quanto mi riguarda, “buona la prima” per il primo grande evento gastronomico a Napoli città, Napoli Food Festival, che, al netto di leggere imperfezioni dovute al debutto, si avvia a consolidarsi come appuntamento fisso in uno dei luoghi più belli di Napoli: il Parco Virgiliano, “’ncopp Pusilleco”.





















