Nasce il Presidio Slow Food dell’Albicocca del Vesuvio

7/7/2017 783
Presidio Slow Food dell’Albicocca del Vesuvio
Presidio Slow Food dell’Albicocca del Vesuvio

Martedì 11 luglio alle ore 18,00 presso la sede della Protezione Civile in via Michele Capasso a San Sebastiano al Vesuvio (NA) si presenta il nuovo Presidio Slow Food dell’Albicocca del Vesuvio, la crisommola. Intervengono all’appuntamento, oltre ai produttori Mario Angrisani, Gaetano Romano e Vincenzo Egizio; il Presidente del Parco nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo; il Presidente Slow Food Campania e Basilicata, Giuseppe Orefice; il Presidente di Proodos, Mario Sicignano; la Fiduciaria Slow Food Vesuvio, Patrizia Spigno e il responsabile del progetto Presìdi Slow Food Campania e Basilicata e membro della Commissione Nazionale Biodiversità di Slow Food Italia, Vito Trotta.

Presidio Slow Food dell’Albicocca del Vesuvio
Presidio Slow Food dell’Albicocca del Vesuvio

Il percorso per l’istituzione del Presidio dell’albicocca del Vesuvio è stato attivato grazie alla sinergia di numerose forze. Esso rientra infatti nel progetto IPark presidio e cittadinanza, sostenuto da Prodos Consorzio di Cooperative Sociali e finanziato da Fondazione con il Sud. Il progetto ha come scopo la valorizzazione e la promozione del territorio all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio che è parte attiva di un insieme di iniziative. Partecipano al progetto, oltre a Proodos e Slow Food, la Coop. Alisei, l’Associazione Comunemente, la Protezione Civile “Save me”, l’Associazione “L’altra Napoli”, la Coop. Chiari di Bosco, il CNR – Istituto di Scienze dell’Alimentazione, i Comuni di Pollena Trocchia, San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia e Somma Vesuviana, l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, l’Istituto Comprensivo “Tenente Mario De Rosa” e “Vesuvio Natura da esplorare”.

«L’Italia è il principale produttore di albicocche – dichiara Vito Trotta – e nel Vesuviano insiste la maggiore estensione produttiva di questo frutto. L’albicocca del Vesuvio però non è una sola. Esistono infatti numerosi ecotipi storici che il progetto del Presidio Slow Food vuole sostenere, ponendosi al fianco dei piccoli produttori. L’azione messa in campo dal Presidio favorisce dunque il recupero della biodiversità ambientale a forte rischio d’estinzione creando le condizioni per favorire la nascita di un sistema di infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno che conduca allo sviluppo di un’economia sostenibile del territorio».