Nerolatino 2007 Aglianico Irpinia doc


Giacomo Pastore

Forse non c’è vino più efficace di questo rosso per sintetizzare tutte le caratteristiche chieste dal mercato in questo momento ad una bottiglia di vino: prezzo basso, ragionevole, tipicità, piacevolezza, abbinabilità con il cibo.


Cinque euro franco cantina sono il costo giusto quando avete voglia di bere l’areale del Taurasi restando soddisfatti: Giacomo Pastore, grande esperienza alle spalle nella Coldiretti e poi per tanti anni con Antica Hirpinia, conosce bene gli umori del consumo e riesce a trovare il giusto equilibrio. Tecnicamente le uve sono fatte fermentare in legno di castagno, ossia quello più usato in Campania prima dell’avvento della barrique di rovere francese nella metà degli anni ’90.

Ecco dunque che il bicchiere acquista eleganza ma senza piegarsi alle vecchie stecche di vaniglia e alla morbidezza del passato. Il naso è piacevole, con note di agrume candito, cenni balsamici, bella frutta prugnosa tipica dell’annata 2007, sempre molto generosa. Ecco, sul piano degustativo ci piace il fatto che Nerolatino non è monocorde come tanti rossi della stessa fascia che spendono piacevolezza immobile a go go, senza quel dinamismo intrigante assolutamente necessario per catturare il naso dell’appassionato più esperto.

In bocca il rosso di Giacomo, tre ettari di famiglia a Taurasi, è davvero piacevole e funziona alla maniera antica, come abbiamo avuto modo di provare su una decina di soffritti irpini nel corso del gara popolare organizzata da Slow Food a Flumeri domenica scorsa. L’Aglianico ha svolto in pieno il suo compito operaio senza rinunciare ad una pulizia fondamentale al naso come in bocca. Ecco dunque un vino capace, per la sua fattura, di stare nelle tavole delle grandi occasioni.

Poi, se non avete fretta, aspettatelo pure per qualche anno per godervi l’ulteriore evoluzione per berlo nella sua piena maturità.

MIER VINI TAURASI www.miervini.it Tel.0827.74085 Uva: aglianico Prezzo: 5 euro franco cantina

2 Commenti

  1. Complimenti Giacomo, ne hai fatto un altro (Nerolatino) ! Mi piace molto la scelta del legno di castagno. I nostri vini sono arrivati dove sono perchè la loro forte connotazione autoctona li ha preservati dalla omogeneizzazione imperante, ed è per questo che vanno valorizzati gli antichi metodi di lavorazione delle uve. Forza e coraggio! Lo so che non ne hai bisogno di queste esortazioni, ma è sempre meglio far sentire il calore dell’apprezzamento a chi si rimbocca le maniche e si da da fare per le sorti del nostro territorio a dispetto di chi non solo non fa niente, pur essendo istituzionalmente deputato a farlo, ma addirittura si mette di traverso vanificando, molto spesso, gli sforzi di tante persone che “si sporcano le mani” per il futuro della nostra terra. Ad majora Giacomo !

  2. Lello.. grazie per le commoventi “esortazioni”,che ti assicuro, fanno sempre bene!!!ci somigliamo in fondo..e ricorda che i loro nemici..”istituzionalmente “parlando non siamo noi ,ma la loro debolezza!!!!

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