New York, ci ha lasciato «Dom» De Marco (Di Fara): il re della pizza di Brooklyn

19/3/2022 1.1 MILA
Barbara Guerra e Albert Sapere con Domenico de Marco nella sua pizzeria a Brooklyn

di Albert Sapere

E’ scomparso all’età di 85 anni Domenico «Dom» De Marco, fondatore della pizzeria Di Fara a Brooklyn. Originario di Caiazzo, De Marco si era trasferito in America nel 1959, lavorando prima come agricoltore in una fattoria a Long Island e nel 1965, decide di aprire una pizzeria con un socio, il signor Farina, da cui il nome della pizzeria Di Fara.

La sua pizza era amata alla follia dai newyorkesi, meno dagli italoamericani. Il New York Times lo ha definito “Una specie di eroe popolare nazionale” e “una figura di collegamento tra la cucina del sud Italia e la cultura del trancio da strada”.

Molti newyorkesi lo chiamavano il Joe di Maggio, mitico fuoriclasse del baseball a stelle e strisce, della pizza. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla figlia, Margie De Marco, dicendo: “Il mio mondo ruotava intorno a mio padre. Ho lavorato al suo fianco sin da bambina. Mi portava in Italia ogni estate fino ai 19 anni. È stato l’uomo che lavora più sodo che conosca. È stato un leader e rimarrà un leader attraverso la sua eredità”.

 

La pizzeria Di Fara a Brooklyn

Ho conosciuto il signor Domenico nel 2017 e poi l’ho rivisto nel 2019. Siamo andati a trovarlo al 1424 Avenue J a Brooklyn, in uno dei classici quartieri ebraici newyorchesi, pieno di sinagoghe e di ristoranti Kosher; forse l’ultimo posto al mondo dove si penserebbe di trovare una tipica pizzeria italiana. Ma si sa che New York è città dalle infinite sorprese, dai mille contrasti ma anche dalle mille sintesi culturali. La sua è una di quelle storie mitiche, quelle che si raccontavano in Italia, che vedevano nell’America una meravigliosa terra promessa.

Una fila enorme, con ore di attesa. Dopo aver lasciato la nostra ordinazione, per provare finalmente la “mitica slice”, ci notò uno dei pizzaioli a lavoro. “Voi siete quelli italiani della pizza. Enrate ci tengo che proviate vicino al forno”. Dopo aver mangiato la pizza: “Volete conoscere mr. De Marco? Perchè lui viene ancora tutti i giorni e controlla mentre facciamo l’impasto”.

Un anziano signore amabile, con tanto di bastone, seduto nel retro della pizzeria a controllare i ragazzi mentre impastavano. Dom ci raccontò che mentre lavorava nella fattoria di Long Island, qualcuno gli raccontò del quartiere intorno alla fermata Avenue J, dicendogli che lì c’erano delle opportunità interessanti. Un sabato sera Dom andò a visitare la zona.  Rimase sorpreso dalla quantità di gente che c’era, il locale che sarebbe poi diventato la sua pizzeria, era in vendita ed era situato in un’ottima posizione centrale. Dom aveva già fatto qualche esperienza in pizzeria e sentiva di essere pronto per aprire la sua personale attività. Così senza esitazione, fidandosi di quell’intuito e di quell’istinto che lo hanno sempre guidato nelle decisioni più importanti della sua vita, decise di prendere il locale. Un vero personaggio, ironico e allegro.

Il “sogno americano”, per noi italiani è passato anche da quello che ha fatto Domenico «Dom» De Marco, che la terra ti sia lieve.

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