Trattorie e ristoranti in Piemonte: i 10 indirizzi del cuore e dopo 40 anni di esperienze


Trattoria della Posta a Monteforte d'Alba

Trattoria della Posta a Monteforte d’Alba

di Cosimo Torlo

Non ricordo se fosse il 1981 o 1982, all’epoca non ero un grande appassionato di vino, anzi. Dopo alcune spiacevoli esperienze di bevute terrificanti a base di vino al metanolo decisi di lasciar perdere e passai alla birra. E a quel tempo a Torino di birrerie c’erano parecchie ed anche di buon livello, tra cui una in particolare, l’English Pub di via Carlo Alberto. Ambiente caldo e simpatico pieno della comunità anglofona presente all’epoca in sabaudia.

Conobbi un amico, Cesare che era invece già a quell’epoca un appassionato frequentatore di trattorie della regione, in particolare delle Langhe. Fatto sta, che una domenica mi portò con lui a Barolo a pranzo. Erano anni molto diversi ovviamente, la Langa era altra rispetto a quella che è poi diventata, pochi locali, e d’inverno quel meraviglioso profumo di legna che bruciacchiava nei camini delle case.

Andammo all’Osteria Brezza, nella sede di allora che era proprio nel centro del paese, ora Brezza è bene che sappiate che è una delle più antiche case vinicole di Barolo, ottimo tra parentesi, ed hanno il loro ristorante, con annesso hotel poco fuori dal centro tra le vigne.

Si mangiò quello che di più tipico si trovava allora, qualche antipasto caldo, i tajarin al sugo d’arrosto, ed uno splendido brasato. Ma fu quella la volta che ritornai a bere vino. Ed il tutto avvenne all’inizio solo per un mero piacere estetico. Cesare ordinò dopo una Bussianella di Aldo Conterno, una bottiglia di Barolo Cannubbi, l’annata non la ricordo, ma credo fosse un 1971 o 1972, l’oste andò a prenderla nel “crutin” (la cantina sotto terra) e la portò in tavola, l’apri con la massima cura, e siccome il locale non era illuminatissimo (allora le trattorie erano tutte un po’ con le luci soffuse) prese la classica candela, per seguire meglio il passaggio dalla bottiglia al decanter, modo da lasciar fuori il fondo.

Seguire quel rito era poesia, oggi poi quell’usanza è praticamente scomparsa.

Portai alle labbra quel nettare, bè mi si aprì un mondo, fu come riscoprire un pianeta sconosciuto, la bocca che gioiva di piacere, la gola che cinguettava di felicità.

Ed il tempo che scorreva senza tempo. Tra chiacchiere e quel senso di serenità che quei locali ti regalavano.

L’oste non era mai invasivo o sopra le righe, i piatti semplici ma di una bontà infinita, era semplicemente il piacere di ritagliarsi un attimo di convivialità e di piacere con amici cari.

Sapete non c’è nostalgia nel ripensare a quel tempo, oggi la Langa in particolare, ma anche il Monferrato, l’Astigiano, il vercellese ed il resto del Piemonte son cambiati. Sono molti gli chef aspirano alla ribalta, i locali chic, ma vivaddio qualcosa è rimasto.

I piatti erano più o meno simili, una cucina fortemente radicata nel territorio, un mondo povero (allora) dove i contadini e vignaioli spesso dovevano andare a lavorare a Torino alla Fiat per sopravvivere.

Erano anni dove era ancora lungi a prender vita l’Arcigola, poi Slow Food ma si percepiva nell’aria che qualcosa si muoveva in quel mondo antico fatto di sapienza e tradizione.

Ma quei piatti erano pieni di bontà; l’insalata russa, il vitello tonnato, del sapido salame cotto e crudo, il cotechino con la purea, il caponet. Ed i fantastici agnolotti alle tre carni, i tajarin burro e salvia ed in stagione con il tartufo, ed ancora la carne razza piemontese, con il brasato onnipresente, ma anche carni bianche come il coniglio al tegame, la faraona, e a volte l’agnello sambucano. In alternativa, ma a volte semplicemente seguiva il carrello dei formaggi. Un supplizio ed un piacere; il gorgonzola, il bra, la raschera, il seirass, e le varie tipologie di robiole o paglierine.

Si finiva con l’immancabile zabajone, il bonet, la torta alla nocciola, le pesche ripiene.

Ma la cucina piemontese è ricca di molto altro, in primis come non ricordare il riso e gli squisiti risotti del vercellese, le rane, la panissa ed ancora l’immancabile fritto misto e il bollito misto, fino alla selvaggina che si gusta al suo meglio su verso i monti del nord Piemonte.

__________________________

Trattoria Del Belbo da Bardon

Trattoria Del Belbo da Bardon - immagine tratta da www.agenda365.it

Trattoria Del Belbo da Bardon – immagine tratta da www.agenda365.it

Andare da Gino, è come fare un viaggio nella osteria Vecchio Piemonte, un luogo dove non c’è trucco e non c’è inganno. Ma solo ed esclusivamente una cucina buona, ricca, e tradizionale nel senso pieno e vero del termine. Materie prime eccellenti, in primis le splendide carni. Una carta dei vini imperiale, tra le migliori non solo del territorio ma d’Italia con ricarichi quanto mai onesti. C’è amore e passione, non svilita da facile finzione mediatica, da andarci senza aver fretta e una volta a tavola spegnate il cellulare e bon mangè.

San Marzano Oliveto (At)
Via Valle Asinari, 25
tel: 0141.831340

____________________

Ristorante Boccondivino

Boccondivino

Boccondivino

Per chi non lo sapesse e qui che è nata prima Arcigola e poi Slow Food, ed ancor oggi è il luogo prediletto dei super slowisti, tappa imperdibile per chi voglia respirare i sapori del territorio. Lasciatevi guidare da Lella, ma non perdete la buonissima salsiccia di Bra, la pasta fatta in casa, lo splendido stinco ed una serie di dolci da urlo. Carta dei vini che non tradisce le attese, con i piemontesi che la fanno da padrone.

Bra (Cn)
V. Mendicità, 14
tel : 0172.425674
www.boccondivinoslow.it

______________

Osteria della Pace

Osteria della Pace

Osteria della Pace

Situata nell’Alta Valle Stura, l’osteria propone una cucina ricca di sapori e saperi antichi del Piemonte occitano. Da non perdere l’agnello sambucano, sia nella versione patè che al sambuco, squisito il rotolo di patate e baccalà, i “cruset” al sugo di porri e la zuppa di mele. Buono l’assortimento di vini. L’osteria è ospitato dentro un confortevole albergo, ottima cosa per apprezzare cena e dopo cena.

Sambuco (Cn)
Via Umberto I, 32 – Valle Stura di Demonte
tel.: 0171.96550
www.albergodellapace.com

____________

Vecchia Brenta

Vecchia Brenta

Vecchia Brenta

Siamo nel centro della città di Vercelli, a due passi da piazza Cavour, di gestione familiare da sempre qui la cucina del territorio non devia di una virgola, ed allora; salam d’la doja, la mitica panissa, la pasta e fagioli, la bagna cauda con le verdure, le rane fritte, le lumache. Anche i dolci si fanno apprezzare, in stagione il semifreddo alle castagne, ed il sempre presente bonet. Buona la selezione di vini.

Vercelli
Via Morosone, 6
tel. 011.0161-251230
www.ristorantevecchiabrenta.it

_______________

Trattoria Del Ponte

Trattoria del Ponte - immagine tratta da www.epiemonte.it

Trattoria del Ponte – immagine tratta da www.epiemonte.it

Siamo quasi nel mezzo delle risaie novaresi, e dunque qui il riso è presente nelle sue innumerevoli varianti. Una trattoria ruspante condotta con grande professionalità dai proprietari i quali tra i loro must propongono la classica paniscia con dei gustosi salumi, uno strepitoso risotto ai fiori di zucca, ed ancora l’oca arrosto alle mele verdi, non perdete la gorgonzola con i fichi sciroppati e per finire le pesche al rum.

Briona (No)
Via per Oleggio, 1
tel.0321.826282
www.trattoria-delponte.it

_________________

Ristorante del Castello

Ristorante del Castello

Ristorante del Castello

Il Ristorante del Castello sorge a pochi chilometri da Torino, qui la storia è stata vissuta sempre con le gambe sotto il tavolo, ed anche il sottoscritto è tra quelli. In questo luogo di piacevolezza bisogna andarci per gustare il fritto misto alla piemontese. Un piatto che dire unico è poco, dove si mangia insieme il salato ed il dolce, 12/15 diversi ingredienti che vi faranno provare un intensa esperienza gastronomica. Accompagnatelo con della buona Freisa delle colline torinesi.

Pavarolo (To)
Via Maestra, 7
tel. 011.9408042
www.ristorantedelcastellopavarolo.com

________________

Ristorante Phoenix

Ristorante Phoenix, la cantina

Ristorante Phoenix, la cantina

Sandro Ostorero è lo chef del ristorante Phoenix e propone una cucina raffinata con profonde radici nella tradizione non solo piemontese, accostando antichi piatti semplici e gustosi a preparazioni più elaborate. Il suo uso delle erbe spontanee che personalmente si va a procurare sulle sue montagne è da oscar. Ma provate il tortino di baccalà con il caprino al pepe, la fonduta di toma di Condove con patate violette. Ottima scelta di vini anche francesi.

Condove (To)
Via Magnoletto, 18 (Strada per Mocchie)
tel. 011.9643392
www.ristorantephoenix.com

_________________

Trattoria della Posta

Trattoria della Posta, la sala

Trattoria della Posta, la sala

Lo ammetto, questo è uno dei miei posti del cuore, fin da quando avevano sede in paese. Ora sono andati in aperta campagna, ma l’ospitalità, la bontà dei loro piatti vi renderanno felici. E poi via, quei tocchi romantici, ed un pizzico di eleganza ci sta no ? Tra i piatti del cuore gli agnolotti del plin al burro fuso, il vitello tonnato, lo stinco di vitello al barolo, ed una carta dei vini di langa che vi farà perdere la testa .. e che dio li benedica.

Monforte d’Alba (Cn)
Località Sant’Anna, 87
tel. 0173.78120
www.trattoriadellaposta.it

_______________

Osteria del Borgo

Osteria del Borgo

Osteria del Borgo

L’altro grande piatto unico piemontese è certamente il bollito misto, ma se è di bue bè siamo vicini alla goduria assoluta. Certo, non è un piatto per inappetenti ma bisogna sapere che ci va il fisico. Sette i tagli minimi previsti, oltre ai quali a volte si aggiungono altri pezzi. Personalmente non posso fare a meno della lingua, la testina e la coda. Da accompagnare con il bagnetto verde ed un buon Dolcetto di Dogliani. L’Osteria del Borgo è il posto giusto, e dispone anche di belle camere nel caso ci voleste andare a cena.

Carrù (Cn)
Via Garibaldi, 19
tel. 0173.759184
www.osteriaborgo.it

_________________

Ristorante Gardenia

Ristorante Gardenia

Ristorante Gardenia

Caluso è un piccolo paese a poca distanza da Ivrea, ed è la zona dove si produce un ottimo bianco, l’Erbaluce ed uno splendido Passito. Ed è qui che in una bella casa ottocentesca arredata con eleganza d’antan circondata da orti e giardini, opera la grandissima chef Mariangela Susigan. La sua cucina è un mix di tradizione, modernità, ricerca, ma quel che conta che alla fine i suoi piatti sono una bontà. Carta dei vini all’altezza della sua cucina.

Caluso (To)
Corso Torino, 9
tel. 011.9832249
www.gardeniacaluso.it

 

Un commento

I commenti sono chiusi.