Paestum saudade | Perché Le Strade della Mozzarella creano dipendenza?

23/4/2017 2.5 MILA

Gaggan

di Luciano Pignataro

Domenica scorsa eravamo al Museo Archeologico di Paestum per la festa di benvenuto della decima edizione delle Strade della Mozzarella. Oggi siamo qui, con un bel bicchiere di Poggio al Bosco 2012 dopo aver trascorso una domenica stupenda da Antonello Colonna e confessiamo: ci manca Paestum.
Sì, un po’ come ci mancava la scuola il giorno dopo la fine delle lezioni. Come ci manca la persona amata un minuto dopo che l’abbiamo accompagnata a casa.
Un sentimento comune, diffuso, incredibile, che travalica i conti e il business che pure tanti avranno fatto in questi due splendidi giorni nella edizione più ricca di sempre.

Il Sud, scriveva Lawrence, è vitalismo, ossia trasgressione, istinto, passione, poco calcolo.
Il Sud rilassa i sensi e fa viaggiare la mente. Perché non attraversare anche quando è rosso se non c’è nessuno che passa col verde?

Infatti la prima cosa incredibile in questo congresso è che tutti possono entrare e uscire, come fosse casa propria. Non ci sono scimmie vestite di nero con gli auricolari. Non ci sono barriere. Sei accolto con il sorriso: nome, cognome ed entri. Naturale, vivi naturale.

Ci arrivi senza avere problemi di parcheggio, perché questo è il Sud degli spazi immensi, quelli che adoro scorazzare con i Pink a palla tra Cilento, Lucania, Daunia. Libero dagli autovelox e dal campo del cellulare.
Poi qui i cuochi sono ancora esseri umani, socializzano, restano non solo il tempo dell’intervento, ma si disperdono nelle serate mai organizzate e sempre aperte 24 ore su 24 dove non c’è alba e non c’è tramonto, ma solo voglia di stare insieme, recuperare quella dimensione colloquiale del cibo che ci hanno tolto negli ultimi anni i marchettoni e le marchettine.
C’è il cuochino che viene ad ascoltare, la studentessa di Pollenzo che prende appunti e poi va a gin tonic, il grandissimo produttore di vino e il tristellato piovuto da Marte insieme davanti al piatto di linguine ai carciofi di chi non c’è più ma c’è.
Spazio e verità, questa è la formula di Lsdm inventata dieci anni fa da Barbara e Albert. Spazio e verità che ci regalano la sospensione del tempo, respirare, godere di una cucinata tra cuochi alle due di notte.

Gennaro Esposito

Dietro c’è un lavoro scientifico, metodico, ma soprattutto ci sono le idee. Una idea di gastronomia che non viene dettata dagli sponsor, preziosissimi, ai quali però non viene lasciata la decisione su chi deve giocare e magari vincere la partita. Così facendo, senza steccati commerciali, acquistano autorevolezza, credibilità.

Perché la vera forza è aprirsi, non chiudere. Accogliere, non respingere, discutere non pontificare, amare, non odiare.
E non imporre al cuoco di usare la pasta sponsor del congresso o invitare solo quello che usa una determinata farina.

Perché spazio più verità, più sospensione del tempo e dal tempo significano Libertà.
Ecco la nostra saudade quando rientriamo nelle prigioni delle città, quelle del traffico, del posto di lavoro, delle ipocrisie, dei tempi, degli obblighi.

Saudate di Libertà, il segreto di Lsdm.

Perché non ci può essere grande cucina senza Libertà.

 

4 commenti

    Eve

    (23 aprile 2017 - 23:49)

    Molti foodblogger “espongono” le foto di lsdm come trofei, e si sperticano in post e ringraziamenti. Hanno ragione, certo. Eppure, io credo che la cosa piu bella, per Albert, per Barbara, per Lei, per gli sponsor, sia sapere vhe noi oggi abbiamo preso la macchina e siamo stati in giro per luoghi e caseifici di paestum. Che ieri abbiamo rifatto il fritto di Gorini, senza metterlo sul blog, bevendoci un vino assaggiato a lsdm. Non per influenzare nessuno ma perchè volevamo ritrovare quel sapore di bello e di buono, troppo spesso perduto. La mozzarella, oggi, alla Foce del Sele, era dolce come una Madeilanette. Lsdm è un luogo di libertà anche dalla politica e dalle istituzioni. Senza tromboni a prendersi meriti partitici. Compagno di saudade, mentre respiri l’aria di Chiatamone, sappi che soffriamo della stessa malattia!

    Francesco Mondelli

    (24 aprile 2017 - 11:01)

    Della serie perdete ogni speranza o voi che vivete a Roma e città consimili.Accuso il colpo e,dal mio esilio placcato d’oro,rilancio.A proposito di Peppino Pagano (Savoy Beach San Salvatore vini Bufale e mozzarelle)dicevo ,su questo blog pochi giorni fa,che ce ne fossero stati altri cento nella piana di Paestum e nel Cilento avremmo potuto parlare della piccola California d’Italia riferendomi propio alla qualità della vita che ci potrebbe essere se ognuno(amministratori e imprenditori per primi)facessero bene il loro dovere.Con la premessa di non poter essere esaustivo e con il permesso del nostro padrone di casa vorrei fare qualche nome di chi conosco in prima persona e che secondo il mio personale parere tende il propio operato verso la qualità invitando chiunque ne abbia voglia ad aggiungere altri nomi degni di attenzione.Viticoltori come De Conciliis,Maffini ,San Giovanni ,I vini del cavalire,frantoiani e produttori di olio come Nicolangelo Moresani in Morigerati,Antonino Mennella in quel di Serre,I fratelli Monzo a Casalvelino,lo storico Peppino Cilento a San Mauro ,Emilio Conti a Vallo della Lucania(il primo a parlare di extra vergine nel Cilento in anni non sospetti ),produttori di fichi dottatini bianchi come Santomiele ,i tanti caseifici come Barlotti,ristoratori come Maurizio Somma del Papavero di Eboli, I piccoli artigiani delle alici di menaica di Pisciotta ed i piccoli allevatori e produttori di cacioricotta Cilentano,il giovane Paolo di Storie Di Pane che con la pizzeria Da Zero tra poche settimane aprirà anche a Milano,Pietro Macellaro pasticciere agricoltore in quel di Piaggine,i sindaci di piccoli comuni come Pollica e Morigerati.Ed Infine ,anche se può sembrare scontato e banale,ma personalmente ritengo che non lo si ricordi mai abbastanza,mettere in evidenza il ruolo fondamentale di Luciano Pignataro ,megafono(definizione Cotarella)ed anfitrione (definizione Cremona)di tutto ciò.Mi scuso in anticipo con tutti coloro che non ho citato(si paga sempre pegno quando si argomenta a memoria e senza calcolo,ma ribadisco l’invito ad aggiungerne altri ringraziando in anticipo tutti quelli che aderiranno a tale richiesta.Buon 25 Aprile a tutti e…….so nato a lu Ciliento ecc.FM.

    Barbara Guerra

    (24 aprile 2017 - 13:03)

    Grazie Evelina, grazie Francesco. Parole toccanti.

    … e me ne vanto.

    Francesco Mondelli

    (24 aprile 2017 - 15:03)

    Ci siamo conosciuti alla Città del Gusto(ex prestigiosa sede del Gambero Rosso) a Roma in occasione del premio della stampa estera a voi assegnato.Mi preme ricordarlo per sottolineare che quello che voi avete fatto in 10 anni con LSDM per far conoscere a livello mondiale il nostro oro bianco ne sono forse più coscienti gli stranieri che non gli stessi campani.Ma si sa:nemo profeta in patria.A voi comunque i più sinceri ringraziamenti sopratutto per quello che,sono sicuro,continuerete a fare nonostante la latitanza delle varie istituzioni.Ad maiora semper da Francesco Mondelli.

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