Perché Vigna Cigliano di Cantine Federiciane non può non conquistarti


cantine federiciane – vigna cigliano

di Chiara Giorleo 

Parlare di storie familiari in Italia può suonare scontato, così come di territori piccoli e unici. Eppure è proprio questo il bello di certe realtà, che ti conquistano per lo spirito di chi le incarna e riesce a trasmetterlo con entusiasmo, spiegando come si arrivi a quel calice, non senza fatica.
Cantine Federiciane Cantine Federiciane – Vini Vulcanici racchiude tutto questo. Fondata dal bisnonno, oggi è portata avanti da tre fratelli, ognuno con un ruolo ben definito, tra diversi siti produttivi distribuiti tra Penisola Sorrentina e Campi Flegrei.
Con la mia ultima visita mi sono innamorata della Vigna Cigliano. Che sorpresa, dirà chi c’è già stato. In effetti è proprio così: ti viene voglia di costruirti una casetta e viverci. Per non parlare del fico d’India, che lì sembra aver trovato il suo habitat ideale. 
Bella da vedere, difficile da lavorare, ma con una vista straordinaria sul mare di Napoli e una brezza che rinfresca il caldo della zona come pochi si aspetterebbero senza grandi altitudini. Un equilibrio perfetto che si traduce, infatti, in un vino straordinariamente piacevole.

cantine federiciane – vigna cigliano in bottiglia

Siamo nei Campi Flegrei, a nord di Napoli, territorio ben valorizzato anche in etichetta e riconoscibile per la sua spiccata salinità. Il bianco nasce dai gradoni più bassi, con una base di Falanghina al 70%; il rosso, invece, dal Piedirosso coltivato nelle parcelle più esposte, come si intuisce facilmente. Insomma, i due vitigni simbolo del territorio, tra i miei preferiti in Campania. Nel rosso trova spazio anche una piccola percentuale di Marsigliese, una particolarità che meriterebbe un approfondimento.
Mi soffermo sul Vigna Cigliano Campi Flegrei Bianco, in degustazione con l’annata 2021: un anno sulle fecce fini e un leggero passaggio in barrique. Mi colpisce per quanto sia appagante e materico, con note di miele, nocciola tostata, ananas disidratata e cedro. Il finale è sapido, come ci si aspetta da questo territorio.
Provare per credere.

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