Dopo il Prosecco per gli inglesi anche il pesto è da evitare perché fa più male ai bambini di un hamburger McDonald’s

5/10/2017 4.5 MILA
MELE, mortaio mezzo vuoto, pancia piena, differenza abissale dal pesto industriale
MELE, mortaio mezzo vuoto, pancia piena, differenza abissale dal pesto industriale

Il pesto ligure peggio di un hamburger McDonald’s. L’affermazione paradossale è il risultato di uno studio fatto in Inghilterra su campioni di pesto della Saclà. Si tratta del secondo affondo della stampa britannica contro un prodotto italiano dopo l’attacco al Prosecco che rovina i denti.

Secondo i ricercatori della campagna Consensus Actus su sale e salute, una porzione di pesto alla Genovese contiene 1,5 grammi di sale mentre l’hamburger americana si ferma a 1,2. E per i bambini dai 4 ai 6 anni, sostengono sempre gli inglesi in base alla tabelle del loro servizio sanitario nazionale, non si deve eccedere, in fatto di sale, la quota di 3 grammi al giorno. Cosicché ai piccoli inglesi, che pure sopravvivono a una serie di pietanze da noi italiani guardate sempre con raccapriccio, meglio non servire troppa pasta al pesto per con compromettere la pressione del  sangue e per non aumentare il rischio di infarto più tardi nella vita. Già meglio un Big Mac. Altro che il pericoloso pesto riporta il Telegraph.

La vicenda, paradossale, può essere utile per fare queste considerazioni.

1-La salubrità del cibo sta diventando sempre più importante, una ossessione, che dal mondo anglosassone, mondo di peccatori incalliti e mangiatori di cibo danno, sta dilagando ovunque. In poco tempo non basterà più l’Italian Sounding a coprire le magagne di tanti prodotti industriali effettivamente troppo pieni di sale, solfiti, coloranti.

2-Il manifesto del cuoco moderno stilato da Barbara Guerra e Albert Sapere per Lsdm 2018 non fa altro che registrare una tendenza mondiale, è un ponte verso il futuro di tutti gli appuntamenti gastronomici che hanno questo tema, oltre che quello dell’ecosostenibilità ambientale, al centro della riflessione.

3-La battaglia del cibo non fa sconti, ed è piena di colpi bassi come questo. La potenza di fuoco dei media anglosassoni è di gran lunga superiore all’ordine sparso con cui l’Italia promuove se stessa all’Estero.

Ora noi possiamo ironizzare fino alla nausea sugli atteggiamenti della stampa britannica e sulle abitudini alimentari vantando la nostra superiorità, ma servirà a ben poco se non si tiene conto del vento che è girato.

 

4 commenti

    fabrizio scarpato

    (5 ottobre 2017 - 11:38)

    Catateve ‘n mortatio, ma anca ‘n frullatore, e doi fogie da basilico al Covent Garden… a l’è mei… ;-)

      fabrizio scarpato

      (5 ottobre 2017 - 11:39)

      … mortaio…

    Marco Galetti

    (5 ottobre 2017 - 11:59)

    Non riesco a quantificare il danno generato da affermazioni pestifere, anyway:
    che il vento, insieme a qualcos’altro, sia girato è giusto saperlo per non doversi muovere con troppo ritardo accumulato, altrimenti (come su Italo o Freccia che rimborsano) ci saranno da affrontare spese considerevoli.

    cinicus

    (6 ottobre 2017 - 14:20)

    Il vento è girato, e in effetti la Gran Bretagna non è messa molto bene.

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