La Caponata amalfitana con i biscotti di Agerola preparata da Erminia Cuomo

18/8/2017 5.3 MILA
Caponata
Caponata

di Francesca Faratro

Sembrerebbe un termine poco conosciuto, un appellativo che cambia da regione a regione ma la caponata, il piatto tipico a base di “pane e companatico”, affonda le sue origini n Costa d’Amalfi, luogo dove tutt’oggi resta uno dei piatti più consumati sia a casa che al ristorante.

Ma partiamo dall’etimologia di questa parola di questo delizioso piatto che tutti avranno provato almeno una volta nella vita viaggiando fra le curve della costiera.

Il termine caponata deriva dalla parola latina “caupona”, ovvero il tipo di locale dell’Antica Roma dove si andava a mangiare una cospicua quantità di cibo senza dover spendere tanto – un luogo questo che poi si è tramutato in taberna, più tardi poi, in osteria.

Erano questi i posti frequentati proprio dai plebei ma anche da buongustai e buontemponi: vi si andava per consumare qualcosa di veloce e nutriente.

Finoa qualche anno fa i clienti entravano formulando la classica ordinazione: “nu quarto ‘e vino e’na gassosa”.

La globalizzazione poi ha fatto quasi piazza pulita, introducendo termini tipo Winery, Wine Bar, Lounge Bar e che più ne ha, più ne metta!

Resta il fatto che seppur i nomi sembrano assai cambiati, sono i piatti ad essere rimasti sempre gli stessi e fra i tanti vi è proprio la caponata, la versione campana che vuole assolutamente distinguersi dalla versione siciliana che prevede invece un mix di verdure condite con il sugo di pomodoro.

Questo antico piatto è preparato con freselle di grano duro o pezzi di pane biscottato, successivamente bagnato con un filo d’acqua e condito con aglio, pomodorini, origano, basilico, verdure sott’olio, alici salate, tonno, caciocavallo ed olio evo.

C’è chi vi aggiunge anche mozzarella, provolone del monaco o olive ma si può personalizzare la portata proprio in base ai gusti personali.

E per bere? Ovviamente un bel calice di vino rosso ma senza gazzosa!

A prepararlo per noi è Erminia Cuomo, chef/patron dell’Hostaria Bacco di Furore, una meticolosa conoscitrice di ricette e di prodotti tipici che hanno fatto la storia.

Erminia Cuomo
Erminia Cuomo

Lei la caponata per i suoi ospiti la prepara con i biscotti di Agerola, ovvero i pezzi di pane integrale a doppia cottura, infornato proprio ad Agerola, patria di questo pane per l’appunto e a pochi kilometri dall’Hostaria di Bacco.

Caponata
Caponata

Ingredienti

  • Pane biscottato di grano duro;
  • Pomodorini;
  • Aglio;
  • Origano;
  • Basilico;
  • Verdure sott’olio (melanzane, zucchine, pomodori, olive);
  • Alici salate;
  • Olio evo;
  • Sale.

Spezzettare il pane fra le mani, bagnarlo con quale leggero spruzzo d’acqua in tal modo da ammorbidirlo e disporlo in una ciotola.
Aggiungervi tutti gli ingredienti, condire con olio e sale e mescolare il tutto.
Un trucco, a chi piace, usato da Peppe Guida è spugnare i biscotti nell’acqua di pomodoro

4 commenti

    Francesco Mondelli

    (18 agosto 2017 - 19:20)

    Praticame un’acquasale (piatto povero del Cilento) rinforzata,Da provare assolutamente .PS.Ringraziamo sempre chi ci aiuta a mantenere il “peso”forma.FM.

      Aurelia

      (18 agosto 2017 - 20:16)

      Fantastica ricetta e fantastica chef !!! La riscoperta delle tradizioni gastronomiche locali è il futuro della cucina e della ristorazione !!! Grazie per questa fantastica proposta !

    Antonio Ferraioli

    (18 agosto 2017 - 22:39)

    Questa pietanza è nel menù di Bacco a Furore dal 1930, da i tempi di Nonna Angela, moglie del fondatore Raffaele, con il nome di “Caponata di Arianna”.

    Renato

    (22 agosto 2017 - 14:07)

    Complimenti vivissimi a Donna Erminia che manda avanti una lunga tradizione sempre con professionalità, dedizione e AMORE!
    In piatti come questo, dal sapore “antico”, c’è tutto il senso di questo posto al quale siamo molto affezionati! Evviva Donna Erminia e evviva la sua caponata

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