La Bul a Bari e la buona e consolidata cucina di Antonio Scalera


La Bul a Bari di Antonio Scalera
Via Pasquale Villari, 52
Tel.080 619 8162
ristorantelabul.com
Aperto la sera, chiuso la domenica

Antonio Scalera

Siamo tornati al locale di Antonio Scalera che abbiamo visto nascere nel 2009 dopo ben 12 anni. Si dice che il tempo sia la misura di tutte le cose e lui è ancora li, tonico e motivato dopo aver superato tutte le tempeste di questo periodo.
Bari è una città straordinaria per i prodotti, ma questo è il posto dove li trovate tradotti nel giusto equilibrio fra modernità e gusto tradizionale.
Nell’unica segnalazione della Michelin presente in città abbiamo dunque trovato lo stesso ambiente accogliente e curato nei dettagli, con personale attento in una serata di pienone. Una bella sala d’ingresso, un paio di tavoli a fronte cucina, un dehor estivo.
Antonio Scalera ha fatto il giro di boa dei 50 anni e ha la sua compiuta maturità espressiva e mentale: dopo una batteria di bocconi di cernia e lo storico cefalo in carta da sempre, due primi piatti di gusto intenso e riconoscibile.
La chiusura con un dolcissimo filetto di cavallo accompagnato da due asparagi. Assoluta padronanza della tecnica, nessuna voglia di stupire a tutti i costi, gusto riconoscibile e che punta al piacere diretto. Menu degustazione e scelta alla carta con proposte del giorno. Un’ancora di salvezza quando si cerca qualcosa di buona tecnica e cultura del prodotto a due passi dal Petruzzelli. Carta dei vini decisi, un Verdeca e un Nero di Troia hanno chiuso il cerchio della serata.
Personale motivato, anche dalla scelta di fare un solo servizio serale dalle 19,30 e stare chiusi la domenica.
Sui cento euro con giusti ricarichi dei vini. Consigliatissimo per chi cerca un ambiente curato o è inseguito dai droni di orecchiette delle nonne o dagli assassini degli spaghetti.
Ogni città italiana in overtourism ha il suo tormentone gastronomico.

Ps: le foto sono di Gianfranco Laforgia che ringrazio per la compagnia e le immagini che rendono il giusto onore a questi piatti.

La Bul

La Bul, l’aperitivo

La Bul

La Bul

 

La Bul

La Bul

La Bul – Il mitico cefalo

La Bul

La Bul – Cappellaccio con scampi e tartufo

La Bul – Pasta fresca con ragù di granchio blu

La Bul – Filetto di cavallo

La Bul, pre dessert alle fragole

La Bul – vini

 

Scheda del 2 gennaio 2014

La Bul a Bari: la buona cucina di Antonio Scalera e i vini di Francesca Mosele

La Bul

 

La Bul, i pani

 

Torniamo con piacere in questo locale nel cuore di Bari che ci trascina fuori dalla banalità: La Bul a Bari è davvero una bella esperienza per chi ama una cucina di sapori di tradizione arricchitti da buona tecnica, un pizzico di creativtà.

La Bul, uovo di quaglia su crema di patate

Bella anche la carta dei vini, scritta a mano da Francesca, a bottega da Sandro Sangiorgi, che regala una scelta decisamente fuori dai soliti noti ma soprattutto con uno straordinario rapporto tra qualità e prezzo che fa girare la cantina. dallo Champagne al Prosecco Colfondo, ogni bottiglia ha la sua personalità.

La Bul, minestra di cardi fritti, broccoli baresi e cocci (lumache di mare)

Non ci resta che farvi vedere questi piatti e dirvi che il menu oscilla tra i 40 e i 60 euro vini, decisamente ben spesi.

La Bul, passato di verdura con cardi e stracciatella

Antonio mostra di avere buona mano con qualsiasi materia prima, orto, carne e mare sono affrontati con tecnica sicura e decisamente in positiva evoluzione rispetto alla nostra prima visita.
Qualche indecisione, a sorpresa, proprio con la pasta con dei primi da mettere a punto soprattutto nella concentrazione di sapore.

La Bul, cardi con uova di gallina

 

La Bul, il trancio di cernia

 

La Bul, spaghetti con peperone crusco, burrata e polvere di alici

 

La Bul, lagane con polpa di canocchie

La Bul, maltagliati con ragù bianco di faraona al cartoccio

 

La Bul, Il coniglio: petto, coscia e fegato

 

La Bul, i vini. Da sinistra il Prosecco che ci piace: Colfondo di Casa Belfi, lo Champagne Deville, il Trebbiano Valentini 2008, il Siccagno 2010 di Arianna Occhipinti

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.